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Eluana è morta, insieme alla Ragione.
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Silent Runner
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MessaggioInviato: 21 Lug 2008 09:10    Oggetto: Rispondi citando

Blu, i mercanti sono diventati la Chiesa e continuano a inchiodarvi il loro Campione perché non scenda di nuovo fra la gente a raccontare la verità.

Era per precisare e ribadire un pensiero che ho già espresso altrove.
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ili07
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MessaggioInviato: 21 Lug 2008 16:43    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Chiedilo a suo padre. Lui lo sa.

Non ho alcun dubbio: chi vuole impedire alla famiglia di Eluana di interrompere le sofferenze lo fa solo in modo strumentale, per accrescere il proprio potere sulle coscienze e/o per soddisfare un proprio personale sadismo travestito da preoccupazione etica.
Gente che è contro l'aborto e contro l'eutanasia ma è per la pena di morte.


QUOTO!

Blumerle ha scritto:
Ringrazio anche io la pubblicazione della lettera.
Allora non ne parliamo più.....no?
Sarà meglio.
Teniamoci tutte le considerazioni per noi visto che così viene seccamente richiesto.


richiesto da chi Blu?
io me ne frego, fino a prova contraria (e all'attuale governo) in questo paese c'è libertà di espressione....
swe una roba non mi va bene esterno eccome...e questo schifo qui, questo paese senza pietà capace solo di usarci come matricole e di imporci idee a cui non crediamo mi fa veramente schifo...e allora lo dico!

Silent Runner ha scritto:
Infatti, caro Dasio è così, esistono vari modi per morire e uno di questi e diventare invisibili. In una società orientata verso il gossip e la malinformazione tutto questo è molto facile.
Ci vuole un attimo a diventare il bersaglio dei benpensanti alla Ferrara o alla cardinal Bagnasco (ho preso due nomi a caso: il primo mi suscita sentimenti di imbarazzate e penosa pietà umana, il secondo mi preoccupa per l'odore di lupo che sento provenire dall'abito di agnello che indossa).


QUOTO!!!

Silent Runner ha scritto:
IO so che dovrò morire e, come diceva Borges, "...è moneta corrente, perché morire è un'abitudine che suole avere la gente". Ma sono ben contento di farlo, se possibile, in piena consapevolezza e senza l'intervento della volontà altrui, sia esso un boia, un prete o uno qualunque degli individui senza scrupoli che credono di averne anche per gli altri tanto da imporli con la forza della loro potenza mediatica. Sepolcri imbiancati di evangelica memoria.
Mi spiace che la chiesa di Roma continui a tradire la sua missione evangelica ed abbia spostato tutto il suo impegno sulla politica e sul controllo delle altrui esistenze. Ma a ben vedere, un gruppo di persone che continua a distanza di duemila anni a tenere ben inchiodato su di un legno il suo ispiratore la dice lunga su quanto questi abbiano capito il suo messaggio fatto di amore e comprensione verso il diverso, il più debole e l'escluso.


RIQUOTO!!!!!

Tanto per meditarci un po' sopra...grandi parole nate da grandi sofferenze, ma anche da tanta lucidità

Citazione:

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Da Piergiorgio Welby
, Co-Presidente dell?Associazione Coscioni

Caro Presidente,
scrivo a Lei, e attraverso Lei mi rivolgo anche a quei cittadini che avranno la possibilità di ascoltare queste mie parole, questo mio grido, che non è di disperazione, ma carico di speranza umana e civile per questo nostro Paese.

Fino a due mesi e mezzo fa la mia vita era sì segnata da difficoltà non indifferenti, ma almeno per qualche ora del giorno potevo, con l?ausilio del mio computer, scrivere, leggere, fare delle ricerche, incontrare gli amici su internet. Ora sono come sprofondato in un baratro da dove non trovo uscita.
La giornata inizia con l?allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro umidificatore e il catheter mounth, trascorre con il sottofondo della radio, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali, medicazioni, bevute di pulmocare. Una volta mi alzavo al più tardi alle dieci e mi mettevo a scrivere sul pc. Ora la mia patologia, la distrofia muscolare, si è talmente aggravata da non consentirmi di compiere movimenti, il mio equilibrio fisico è diventato molto precario. A mezzogiorno con l?aiuto di mia moglie e di un assistente mi alzo, ma sempre più spesso riesco a malapena a star seduto senza aprire il computer perchè sento una stanchezza mortale. Mi costringo sulla sedia per assumere almeno per un?ora una posizione differente di quella supina a letto. Tornato a letto, a volte, mi assopisco, ma mi risveglio spaventato, sudato e più stanco di prima. Allora faccio accendere la radio ma la ascolto distrattamente. Non riesco a concentrarmi perché penso sempre a come mettere fine a questa vita. Verso le sei faccio un altro sforzo a mettermi seduto, con l?aiuto di mia moglie Mina e mio nipote Simone. Ogni giorno vado peggio, sempre più debole e stanco. Dopo circa un?ora mi accompagnano a letto. Guardo la tv, aspettando che arrivi l?ora della compressa del Tavor per addormentarmi e non sentire più nulla e nella speranza di non svegliarmi la mattina.
Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l?amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso ? morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita ? è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio ... è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c?è pietà.

Starà pensando, Presidente, che sto invocando per me una ?morte dignitosa?. No, non si tratta di questo. E non parlo solo della mia, di morte.

La morte non può essere ?dignitosa?; dignitosa, ovvero decorosa, dovrebbe essere la vita, in special modo quando si va affievolendo a causa della vecchiaia o delle malattie incurabili e inguaribili. La morte è altro. Definire la morte per eutanasia ?dignitosa? è un modo di negare la tragicità del morire. È un continuare a muoversi nel solco dell?occultamento o del travisamento della morte che, scacciata dalle case, nascosta da un paravento negli ospedali, negletta nella solitudine dei gerontocomi, appare essere ciò che non è. Cos?è la morte? La morte è una condizione indispensabile per la vita. Ha scritto Eschilo: ?Ostico, lottare. Sfacelo m'assale, gonfia fiumana. Oceano cieco, pozzo nero di pena m'accerchia senza spiragli. Non esiste approdo?.

L?approdo esiste, ma l?eutanasia non è ?morte dignitosa?, ma morte opportuna, nelle parole dell?uomo di fede Jacques Pohier. Opportuno è ciò che ?spinge verso il porto?; per Plutarco, la morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto e Leopardi la definisce il solo ?luogo? dove è possibile un riposo, non lieto, ma sicuro.
In Italia, l?eutanasia è reato, ma ciò non vuol dire che non ?esista?: vi sono richieste di eutanasia che non vengono accolte per il timore dei medici di essere sottoposti a giudizio penale e viceversa, possono venir praticati atti eutanasici senza il consenso informato di pazienti coscienti. Per esaudire la richiesta di eutanasia, alcuni paesi europei, Olanda, Belgio, hanno introdotto delle procedure che consentono al paziente ?terminale? che ne faccia richiesta di programmare con il medico il percorso di ?approdo? alla morte opportuna.
Una legge sull?eutanasia non è più la richiesta incomprensibile di pochi eccentrici. Anche in Italia, i disegni di legge depositati nella scorsa legislatura erano già quattro o cinque. L?associazione degli anestesisti, pur con molta cautela, ha chiesto una legge più chiara; il recente pronunciamento dello scaduto (e non ancora rinnovato) Comitato Nazionale per la bioetica sulle Direttive Anticipate di Trattamento ha messo in luce l?impossibilità di escludere ogni eventualità eutanasica nel caso in cui il medico si attenga alle disposizioni anticipate redatte dai pazienti. Anche nella diga opposta dalla Chiesa si stanno aprendo alcune falle che, pur restando nell?alveo della tradizione, permettono di intervenire pesantemente con le cure palliative e di non intervenire con terapie sproporzionate che non portino benefici concreti al paziente. L?opinione pubblica è sempre più cosciente dei rischi insiti nel lasciare al medico ogni decisione sulle terapie da praticare. Molti hanno assistito un famigliare, un amico o un congiunto durante una malattia incurabile e altamente invalidante ed hanno maturato la decisione di, se fosse capitato a loro, non percorrere fino in fondo la stessa strada. Altri hanno assistito alla tragedia di una persona in stato vegetativo persistente.
Quando affrontiamo le tematiche legate al termine della vita, non ci si trova in presenza di uno scontro tra chi è a favore della vita e chi è a favore della morte: tutti i malati vogliono guarire, non morire. Chi condivide, con amore, il percorso obbligato che la malattia impone alla persona amata, desidera la sua guarigione. I medici, resi impotenti da patologie finora inguaribili, sperano nel miracolo laico della ricerca scientifica. Tra desideri e speranze, il tempo scorre inesorabile e, con il passare del tempo, le speranze si affievoliscono e il desiderio di guarigione diventa desiderio di abbreviare un percorso di disperazione, prima che arrivi a quel termine naturale che le tecniche di rianimazione e i macchinari che supportano o simulano le funzioni vitali riescono a spostare sempre più in avanti nel tempo. Per il modo in cui le nostre possibilità tecniche ci mantengono in vita, verrà un giorno che dai centri di rianimazione usciranno schiere di morti-viventi che finiranno a vegetare per anni. Noi tutti probabilmente dobbiamo continuamente imparare che morire è anche un processo di apprendimento, e non è solo il cadere in uno stato di incoscienza.

Sua Santità, Benedetto XVI, ha detto che ?di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all'eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale?. Ma che cosa c?è di ?naturale? in una sala di rianimazione? Che cosa c?è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c?è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l?aria nei polmoni? Che cosa c?è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l?ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Io credo che si possa, per ragioni di fede o di potere, giocare con le parole, ma non credo che per le stesse ragioni si possa ?giocare? con la vita e il dolore altrui.
Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente ?biologica? ? io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico.

Sono consapevole, Signor Presidente, di averle parlato anche, attraverso il mio corpo malato, di politica, e di obiettivi necessariamente affidati al libero dibattito parlamentare e non certo a un Suo intervento o pronunciamento nel merito. Quello che però mi permetto di raccomandarle è la difesa del diritto di ciascuno e di tutti i cittadini di conoscere le proposte, le ragioni, le storie, le volontà e le vite che, come la mia, sono investite da questo confronto.

Il sogno di Luca Coscioni era quello di liberare la ricerca e dar voce, in tutti i sensi, ai malati. Il suo sogno è stato interrotto e solo dopo che è stato interrotto è stato conosciuto. Ora siamo noi a dover sognare anche per lui.

Il mio sogno, anche come co-Presidente dell?Associazione che porta il nome di Luca, la mia volontà, la mia richiesta, che voglio porre in ogni sede, a partire da quelle politiche e giudiziarie è oggi nella mia mente più chiaro e preciso che mai: poter ottenere l?eutanasia. Vorrei che anche ai cittadini italiani sia data la stessa opportunità che è concessa ai cittadini svizzeri, belgi, olandesi.

Piergiorgio Welby



Data:

3 Gennaio, 2007 - 20:00
Mercoledì, Gennaio 3, 2007 - 20:25


http://www.lucacoscioni.it/node/7131




Welpy afferma una grande verità quando dichiara:

Sua Santità, Benedetto XVI, ha detto che ?di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all'eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale?. Ma che cosa c?è di ?naturale? in una sala di rianimazione? Che cosa c?è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c?è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l?aria nei polmoni? Che cosa c?è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l?ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata?

anche io me lo chiedo...cosa c'è di naturale????
a chi la vogliono dare a bere questa cosa?


edit ili07:mi accorgo ora che di Eluana qualcuno aveva già parlato qui sull'olimpo
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MessaggioInviato: 22 Lug 2008 13:16    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana

nulla di più sbagliato... alcune vite non sono degne di essere vissute.

la vita è tua non di dio, ed essendo tua devi esere tu a decidere cosa farne, se sei in grado di intendere e di volere, le tue decisioni devono essere rispettate sempre se no non è una democrazia, se no non si può parlare di libertà.

se avessi un amico nelle condizioni di welby, sarei io stesso a "ucciderlo" richiando quello che devo rischiare, per me un'amicizia vale più di una legge ingiusta Confused
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MessaggioInviato: 26 Lug 2008 16:00    Oggetto: Rispondi citando

Blumerle ha scritto:
Ringrazio anche io la pubblicazione della lettera.
Allora non ne parliamo più.....no?
Sarà meglio.
Teniamoci tutte le considerazioni per noi visto che così viene seccamente richiesto.



richiesto da chi Blu?
io me ne frego, fino a prova contraria (e all'attuale governo) in questo paese c'è libertà di espressione....
swe una roba non mi va bene esterno eccome...e questo schifo qui, questo paese senza pietà capace solo di usarci come matricole e di imporci idee a cui non crediamo mi fa veramente schifo...!

Mi pare che siamo daccordo e che ho parlato anche io abbastanza. ma dalla lettera pubblicata in precedenza mi sembrava che chi la pubblicasse fosse daccordo con l'autrice che sarebbe meglio starcene zitti visto che secondo lei non possiamo sapere!!!!! La mia era ironia...
Ripeto come ho già detto fino allo sfinimento che non è giusto tacere e non parlarne..-. e che sono daccordo con l'eutanasia... e che considero la chiesa colpevole .... e che la conisdero una dittatura ....e che altro?
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danieladaniela
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MessaggioInviato: 29 Lug 2008 06:56    Oggetto: Rispondi citando

Nel frattempo la gente crepa di malattie curabilissime perche' si tratta di patologie che non portano profitto (e che tante volte, anche se non necessariamente, sono capitate a un paziente che non puo' pagare) ma la chiesa cattolica non ci esprime la propria vibrante protesta.
Non si capisce poi perche' sia cosi' difficile per la chiesa dichiarare che alcune scelte non sono accettabili per i fedeli cattolici che desiderano aderire alle prescrizioni della loro religione. Eventualmente spiegando la differenza tra le scelte di Wojtyla e quelle di Eluana (differenza che a me personalmente non e' chiarissima, e scommetto che non sono l'unica). Dopodiche', e sempre sperando che nessuno di noi o dei nostri cari si ritrovi mai in questa situazione, ciascuno valutera' per se' le proprie scelte.
Nel caso specifico di Eluana ritengo che abbiano sbagliato i medici, tanto piu' in presenza di una espressione molto chiara delle convinzioni della donna. L'alimentazione nasogastrica non avrebbe neanche dovuto essere iniziata, oppure il sondino, in occasione di una qualsiasi procedura che ne richiede la rimozione temporanea, non avrebbe dovuto essere rimesso al suo posto.
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MessaggioInviato: 29 Lug 2008 08:21    Oggetto: Rispondi citando

Prima di tutto bentornata fra noi!
In seconda istanza concordo totalmente: il confine fra accanimento terapeutico e tortura è molto labile in casi come questi. Con tortura ovviamente non intendo le colorite rappresentazioni cinematografiche per lo più semplificatorie e riduttive ma le ben più efficienti e mostruose manipolazioni dei corpi, della psiche e dei i diritti inviolabili della persona umana.
L'ipocrisia, la disattenzione, la parzialità e la sostanziale ingiustizia imposta d'imperio dal cattolicesimo antico e moderno è talmente radicata nella storia da poter essere assimilata se non sovrapposta all'idea stessa di religione come instrumentum regni perpetrato attraverso la riproposizione della tortura e della morte del suo fondatore, il Cristo, tenuto tutt'oggi ben inchiodato a quel legno.
Verrebbe da pensare che una religione che adora l'immagine di un uomo torturato non possa fare di meglio con i suoi adepti se non imporre loro, dove possibile, altrettanto tormento.

Eluana morirà comunque. Fortunatamente nessun pontefice o suo inferiore in grado può fermare la morte, ne' la sua ne' quella altrui. Può solo prolungarne per quanto possibile e nel nome della vita stessa, il tormento al quale nessuna estasi potrà seguire.

Piccoli uomini presuntuosi e sciocchi, carichi di una arroganza infinita, limitata solo dalla loro incapacità di comprendere se stessi, l'universo di cui fanno parte e le sue leggi all'apparenza paradossali.
Oggi seduti sul trono, domani sdraiati su panneggi dorati ma pieni di sostanze che ne inibiscano la decomposizione,perché non si gonfino o emettano cattivi odori mentre la gente scorre accanto fotografando con i telefonini un ammasso di carne e tessuti connettivi, ossa e qualche altra diavoleria nascosta ma dove nemmeno l'anima può più soggiornare.
Ammesso che dietro quegli arcigni volti esistesse un'anima o solo l'idea di essa.

Eluana morirà, è moneta corrente, perché morire è un'abitudine che suole avere la gente. (ricito Borges, non posso esimermi dal ricordarlo)
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ili07
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MessaggioInviato: 29 Lug 2008 13:52    Oggetto: Rispondi citando

danieladaniela ha scritto:
Nel frattempo la gente crepa di malattie curabilissime perche' si tratta di patologie che non portano profitto (e che tante volte, anche se non necessariamente, sono capitate a un paziente che non puo' pagare) ma la chiesa cattolica non ci esprime la propria vibrante protesta.


no anzi...se può si esprime contro le nuove sperimentazioni che potrebbero curarle queste malattie...

la legge 42 è stata voluta dal Vaticano e come al solito il Governo di destra si piega al volere di sta gente che nulla centra con lo stato italiano e nulla centra con la metà della gente a cui impone i propri dogmi...
divieto di sperimentazioni sulle cellule staminali di embrioni che comunque vanno a finire nel cesso...ma usarli per salvare vite umane mai!!!!!!!
però i trapianti sì...quelli sono un business anche per le loro cliniche private, quindi va bene che a cuore battente tu mi apri e mi porti via gli organi...

no agli esami preimpianto...
hai voluto procreare a tutti i costi donna sudicia che ti porti il peccato da quando sei nata??
cavoli tuoi, è giusto che tuo figlio nasca con una grave talassemia e muoia con dolore dopo pochi anni, così che tu possa provare sulla tua pelle cosa vuole dire disobbedire alle leggi di Dio!!!

però non so capisce come mai un embrione concepito naturalmente sia degno di essere tutelato, mentre quello concepito con una siringa meriti di morire con dolore!!NON SON SEMPRE FIGLI DI DIO???
mah!

sembrano tutti discorsi da delirio questi....e invece sono la dura realtà...
hanno chiesto scusa per la caccia agli eretici...hanno chiesto scusa per le crociate...ma continuano a farle le loro crociate e la caccia agli eretici è più calda che mai...

la strega viene bruciata tutte le volte che si reca ad un pronto soccorso e trova medici che si rifiutano di prescriverle la pillola del giorno dopo, andando contro una legge dello stato, legge che al pari della 194 è solo apparenza e niente sostanza, perchè i dogmi del Comitato di Bioetica valgono più di una legge di stato e non esiste persecuzione penale per queste persone...

ma per un padre distrutto dal dolore e dalla fatica che decide di staccare un sondino ci sarebbe galera pesante...galera da morte...!!!!!!

questa è l'italia.....il paese dove l'immoralità aleggia ai più alti ranghi della politica e della casta ecclesiastica (concussione, prostituzione, pedofilia, ecc) , ma nel quale la più assoluta innaturale etica viene imposta alla plebe..


non ci siamo mai mossi dal medioevo....
tutto si ripete uguale a prima....
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MessaggioInviato: 02 Ago 2008 22:12    Oggetto: Rispondi citando

Ho letto tutti i post del topic e vedo con piacere che siamo in molti ad essere favorevoli all'eutanasia o comunque ad un modo degno di morire quando non siamo più in condizioni di vivere una vita oggettivamente degna di esser vissuta.
Tralasciando la religione che proprio non riesco a sopportare, molte persone che si trovano con parenti in queste condizioni non vogliono staccare la spina (non accetterebbero l'eutanasia se fosse possibile) per la persona, secondo me per motivi egoistici: non accettano di perdere per sempre il figlio, la moglie o chiunque altro.
La cosa diventa ancora più triste quando esiste una dichiarazione della stessa che chiede di morire nel caso capitasse una cosa del genere, diventa tutto più triste quando delle persone manifestano per perbenismo dichiarando cose: "non si sa mai, magari domani riapre gli occhi..."
A questa gente vorrei dire: "Se domani riaprisse gli occhi, dopo 16 anni di coma sarebbe poco più che un soprammobile!"
Secondo me questo vuol dire non avere pietà per la gente e non avere soprattutto rispetto per la vita.
Sono felice che Velby sia riuscito a morire, mi fa incazzare che la chiesa gli ha vietato il funerale cristiano (non so quanto Velby fosse credente ma viste le premesse credo sia stato meglio così) e mi fa pena il papà di Eluana perchè sono anni che lotta per sua figlia e riceve solo porte in faccia.
Nel frattempo i media ci mangiano sopra perchè tutti i giorni hanno qualche cosa su cui parlare e sparlare e questa cosa qui proprio mi fa schifo. Sono anni che non guardo più la TV tranne che per i TG ma ultimamente anche questi li vedo sempre meno perchè tutte le volte mi viene voglia di tirare il tavolo contro lo schermo.
Il nostro è proprio un brutto paese, non c'è meritocrazia, non c'è rispetto per la gente, si cerca sempre di inculare il prossimo e le persone povere lo prendono sempre in culo.

Qualche anno fa è successo un casino simile in America perchè un tizio voleva staccare la spina alla moglie in coma vegetativo da anni.
Anche lì i perbenisti hanno iniziato a dire che non bisogna lasciarla morire di fame e di sete, non siamo in grado di sapere se lei soffre o sente etc...
Non mi ricordo più se alla fine è morta da sola oppure se la spina è stata staccata, però dopo hanno deciso di analizzare il cervello della donna e mi pare di ricordare che i medici hanno dichiarato che le aree del cervello che hanno lo scopo di sentire e analizzare il dolore erano completamente "spente", di fatto la donna NON poteva sentire nulla, i rari movimenti degli occhi erano riflessi incodizionati, lei non capiva, non sentiva, non soffriva etc...
L'uomo era stato indicato come individuo crudele ma alla fine aveva ragione lui.

Spero di non avervi annoiato.
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MessaggioInviato: 03 Ago 2008 17:15    Oggetto: Rispondi citando

Nient'affatto, non ci hai annoiato. Very Happy
Ora però vi annoio io!

Quello che sta emergendo nella discussione (pare che le sole persone interessante non siano "benpensanti" e "perbeniste") è sempre la stessa cosa: separazione da ciò che pensa la politica e la Chiesa di Roma e quello che pensa la gente per così dire "comune".

A parte l'errore di definire "comune" la gente come se esistessero gerarchie naturali e non fossero in realtà tutte inventate e autoproclamate, resta l'apparente mistero che abbiamo davanti: tutti sono per la libertà personale in ogni campo o spazio della vita e poi vanno a votare per quelli che la libertà la intendono solo per sé e contro gli altri (non venitemi a dire che l'attuale maggioranza al governo non si sia data un nome fasullo come una moneta argentina. "Popolo della libertà" di chi? Sono talmente presi dalla loro foga moralizzatrice che la libertà sono più disposti a negarla [agli altri] che a preoccuparsi di come far vivere meglio la gente che l'ha votata). Mi spiace per chi in buonafede li ha eletti. Saranno i primi ad essere traditi. Non è una questione antropologica ma solo una faccenda di specchi per le allodole.
E questo vale anche per l'attuale centrosinistra, sempre più centro e sempre meno sinistra: non lo dico tanto per gridare alla morte della sinistra italiana quanto per gridare alla morte dell'idea di opposizione.
Perché opposizione vuol dire confrontarsi, non fare le belle statuine sulla pelle di Eluana e delle persone come lei solo per non irritare la componente cattolica della coalizione.

Lo stesso vale per la religione cattolica, ormai talmente secolarizzata da non essere più distinguibile da un Regno di impronta medievale con un sovrano eletto da una stretta gerarchia interna a sua volta non eletta dal popolo che da questa gerarchia è comandato, popolo dal quale essa trae il denaro e i benefici per la propria ricca sussistenza.
Quel che dovrebbe essere un modello di moralità si deve scusare pubblicamente e, dopo anni di vergognoso silenzio, del peccato più immondo: la pedofilia (perché nel passato dell'inquisizione, il peccato più perpetrato era l'omicidio in contrasto con il comandamento "non ammazzare", comandamento non ultimo fra quelli violati proprio da chi doveva suggerirne il rispetto).

Abbiamo dunque questa curiosa dicotomia fra persone che non vorrebbero ma accettano la dominazione sulla vita privata e sulle coscienze (dimenticati tutti i medici obiettori di "coscienza" che non consentono nemmeno la prescrizione della pillola del giorno dopo, malgrado questo non sia consentito dalla legge? Tutti obiettori, improvvisamente? Strano eh? Oppure queste persone hanno avuto o stanno subendo spinte in questa direzione? Spinte che non possono contrastare?)
L'Italia è un paese strano, contraddittorio, pieno di criminali incredibili e di gente incredibilmente perbene.

Ma se l'Italia è un paese a bassa democrazia è anche dovuto alla pigrizia alla faciloneria degli italiani, sempre pronti a gettarsi nel fuoco per cause sciocche o addirittura pronti a immolarsi per cause vere, salvo passare per fessi o per venire presto dimenticati.
In un terreno così è facile che mafie, politici corrotti, prelati scorretti e malversatori, imbroglioni e saccheggiatori possano imperversare con le loro paranoiche visioni della vita.

Non comprendo come questi alti prelati possano temere tanto la morte quando il loro maestro è risorto promettendo a tutti la resurrezione.
Non comprendo perché temano talmente la morte da volerla allontanare da se stessi usando gli altri, i più indifesi, i malati terminali o i condannati al coma fino a che morte non li separi dal copro ignorando la tortura e l'umiliazione che questi corpi inermi subiscono a causa dei loro convincimenti.
Comprendo (ma non approvo ) i politici che a questi alti prelati s'accodano come chierichetti portando loro la veste salvo quando questo non contrasta con i loro interessi materiali. E' nella loro natura di uomini approfittare delle occasioni migliori. Se solo lo facessero a vantaggio del popolo... Comprendo i politici perché è la loro natura che li ha spinti alla politica, perché la politica è un buon terreno di privilegio e di facile abuso del privilegio stesso, li comprendo così come comprendo il felino che uccide per nutrirsi a prescindere se sia giusto o meno uccidere. Lo fa per sopravvivere.
Perché la politica è l'arte del possibile. E adesso in Italia stiamo sperimentando la peggiore democrazia possibile, la peggiore gestione politica possibile, lasciandoci comandare dalle peggiore classe dirigente possibile con un popolo di elettori il più indifferente possibile.

Perché, secondo voi, hanno fatto Papa proprio l'ex cardinale Ratzinger? Perché non avevano prelati adatti? Perché lo Spirito Santo era reazionario (categoria umana, assai inadatta per una entità superiore) e si era sbagliato (ma guarda un po') quando suggerì ai cardinali chiusi in conclave di fare Papa il neanche tanto modernizzatore rivelatosi poi tale, Angelo Giuseppe Roncalli divenuto poi Giovanni XXII? Com'è che a distanza di tre Papi (di cui uno ammazzato subito, non si sa mai) ne ha scelto un quarto così diverso tanto da mettere in discussione l'ormai consolidato Concilio Ecumenico Vaticano secondo?
I casi sono due: o lo Spirito Santo ha toppato oppure è rimasto fuori dalle porte del conclave perché non era sufficientemente "agganciato".

Non ho alcuna acrimonia nei confronti della fede dei cristiani o dei cattolici più in generale, trovo solo sciocco e sconveniente farsi guidare da persone così discutibili.
E lo stesso dico dei votanti questo o quel partito che poi se ne stanno a casa a subire tutto senza nemmeno alzare un dito.

Dare deleghe in bianco vuol dire accettare non solo gli errori ma anche gli abusi.
Siamo un popolo di masochisti o di sadici che preferiscono aspettare l'occasione buona per vendicarsi come abbiamo già fatto con la caduta del fascismo?
E poi non è che abbiamo fatto davvero piazza pulita dei "cattivi". Quanti ex fascistoni o filonazisti magari con gravissime colpe dirette e indirette sono passati indenni davanti al giudizio del popolo e della storia, magari con la complicità della Chiesa che tanti ne ha protetti e fatti emigrare nel Sud America?
E non è che a quel tempo non ci fossero i comunisti (che oggi sono diventati dei fantasmi agitati solo dalle fantasie paranoiche e terrorizzate di Berlusconi). Come vedete la storia è complessa, complicata da noi stessi. Fare chiacchiere da bar va bene ma dobbiamo ricordare che non tutto quello che diciamo è corretto o contiene tutta la verità necessaria a spiegare quel che è accaduto e che accade.

Se oggi Eluana e ieri Welby (tanto per citarne due che non hanno partecipato all'isola dei famosi ma sono diventati famosi comunque), sono diventati le vittime sacrificali dell'idea bislacca che alcuni uomini e donne si sono data del mondo, questo è anche colpa nostra!
E' inutile lamentarsi che il mondo non va bene se poi non facciamo qualcosa noi per primi per migliorarlo. E per migliorarlo non intendo dire fare la rivoluzione e spaccare la testa alla gente. Intendo iniziare nel nostro quotidiano ad agire coerentemente con le nostre convinzioni senza scendere a compromessi davanti alla politica o alla religione.

Non ho visto molte persone di fede scendere in piazza e portare la propria voce in difesa della libertà e il libero arbitrio che tanto generosamente il padreterno ci avrebbe fornito senza contropartite o rateazioni con taeg uguale a 100.
E nemmeno ho visto scendere in piazza e parlare alla gente di quello che non va nella nostra politica. Se ho visto gente in piazza era solo per ascoltare, non per parlare.
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MessaggioInviato: 04 Ago 2008 01:42    Oggetto: Rispondi citando

Silent ha scritto:
Ma se l'Italia è un paese a bassa democrazia è anche dovuto alla pigrizia alla faciloneria degli italiani, sempre pronti a gettarsi nel fuoco per cause sciocche o addirittura pronti a immolarsi per cause vere, salvo passare per fessi o per venire presto dimenticati.
In un terreno così è facile che mafie, politici corrotti, prelati scorretti e malversatori, imbroglioni e saccheggiatori possano imperversare con le loro paranoiche visioni della vita.
Ti quoto con goduria. Come non mai.

Silent ha scritto:
E lo stesso dico dei votanti questo o quel partito che poi se ne stanno a casa a subire tutto senza nemmeno alzare un dito.
Ti riquoto con goduria. E stavolta personale.

Citazione:
Come vedete la storia è complessa, complicata da noi stessi.
E diciamolo!!!

Citazione:
Se oggi Eluana e ieri Welby (tanto per citarne due che non hanno partecipato all'isola dei famosi ma sono diventati famosi comunque), sono diventati le vittime sacrificali dell'idea bislacca che alcuni uomini e donne si sono data del mondo, questo è anche colpa nostra!

E RIDICIAMOLO!!!


Grazie Silent!... Wink
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MessaggioInviato: 04 Ago 2008 12:27    Oggetto: Rispondi citando

silent, devo ammettere che per leggere il tutto ho perso un sacco di tempo ma sono contento di averlo fatto.

quest'ultimo frase mi sembra una degna conclusione di ciò che ahi scritto...

Silent ha scritto:
E nemmeno ho visto scendere in piazza e parlare alla gente di quello che non va nella nostra politica. Se ho visto gente in piazza era solo per ascoltare, non per parlare.

purtroppo gli italiani non hanno voglia di usare la voce, si accontentano di sentire parlare uno come grillo e urlare bravo, si sentono in pace con se stessi.

come se "l'essere informati" (anche se spesso credono solo di esserlo) fosse sufficiente a risolvere i problemi che affliggono il paese. l'informazione per me è il primo passo di un lungo cammino Confused


@blum non sono ancora riuscito a capire da che parte ti schiri Mad
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MessaggioInviato: 04 Ago 2008 19:48    Oggetto: Rispondi citando

E' vero, la frase di Silent è proprio vera.
Non sono d'accordo però Silent quando dici che se si iniziasse nel quotidiano a fare qualche cosa perchè purtroppo si sarebbe sempre troppo pochi (ovviamente concordo sul concetto a livello utopistico).
Esempio cretino:
la Georgia compra da noi (e dico da noi) la benzina; la un litro di verde costa al litro 530 (circa, in base alle ultime info che avevo ricevuto) lire (!!!!!) quindi fatevi i conti in euro. Questo prezzo viene fissato dopo aver pagato le tasse, messo le tasse sulla benza etc...
Domanda 1: come fanno?
Domanda 2: se facciamo partire uno sciopero della benza, quanti lo faranno? A parole tutti in pratica:
1. chi deve andare a lavora per forza con la sua macchina, no
2. chi potrebbe usare i mezzi pubblici, forse alcuni
3. chi potrebbe andare a piedi o in bici, no perchè se non lo ha già fatto non credo che lo faccia per lo scipero
4. pochi individui, si
Secondo me questo sarebbe il risultato

Io non vedo un gran bel futuro e ho solo quasi 27 anni.
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MessaggioInviato: 05 Ago 2008 15:27    Oggetto: Rispondi citando

Da che parte sto....Ranger?
Ma mi dispiace che non si capisca, ci riprovo, solo per aggiungere una voce in più a quello che leggo qua sopra Voci che sostengono con forza tutte argomentazioni tra loro diverse, ma impotantissime che condivido....
Penso che Eluana debba essere ascoltata nel suo grido così come debbano essere ascoltati tutti quelli nelle sue stesse condizioni, che non sia giusto che vengano trasformate in un vegetale per anni e anni.
Penso che gli interessi della Chiesa siano i veri motori che fomentano queste ingiustizie per loro denaro e potere
Penso altresì però che la ricerca non faccia abbastanza per tirare fuori dal coma tanta gente che magari potrebbe essere aiutata ( e questo è il mio chiodo fisso battente)
Penso poi anche, che non sia giusto far morire di fame e di sete chi hai tenuto (ingiustamente) in vita attaccato a dei tubi....e so anche che non ci sono propose alternative e questo mi fa rabbia, perchè penso che sia una morte lenta e dolorosa, altrettanto ingiusta( stimata in 20-30 giorni)
Penso altresì che una azione letale si possa considerare eutanasia in alternativa alla quale non ho proposte nè soluzioni.
Penso che chiunque ci chieda di non parlarne perchè incapaci di capire sbagli, anche se chi ce lo chiede è qualcuno che è nelle stesse condizioni ( o circa) del povero Welbi. La lettera postata giorni fa non mi trova daccordo nei contenuti.
Difatti nella lettera di Marina Garaventa ci dice in pratica se non capisco male..." non dite cavolate, perchè siccome siete sani non potete capire"
Rispondo ancora una volta con parole mie " Siamo sani ma possiamo capire eccome , anche se alle volte facciamo delle cose ingenue...come quelle di sfilare con le bottiglie d'acqua ( perchè farla morire di fame e di sete? MI sembra atroce oltr che incredibile) o parlare su questo forum che sembra essere APPARENTEMENTE una cosa inutile.
Non è mai inutile parlare
Non è mai inutile scendere in piazza per sostenere le proprie idee.
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MessaggioInviato: 05 Ago 2008 16:06    Oggetto: Rispondi citando

Freemind accidenti hai ragione! come no....ma purtroppo la solidarietà in questo Paese è difficilissima e gli ideali vengono scambiati per una utopia per sciocchi....e la collaborazione di azioni collettive per forzare una tendenza ...altrettanto ironicamnete bannata.
No, non è un bel futuro, sopratutto perchè le cose se non le combatti vanno deve il potere vuole.
Anni fa dissero, e me lo ricordo bene...che se per soli 7 anni tutte le fabbriche del mondo avessero avuto una sospensione, l'inquinamento sarebbe sparito dalla faccia della terra . Credi che qualcuno abbia avviato almeno un'indagine?
No, non è un bel futuro il nostro
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MessaggioInviato: 05 Ago 2008 17:32    Oggetto: Rispondi citando

Blum ha scritto:
Penso poi anche, che non sia giusto far morire di fame e di sete chi hai tenuto (ingiustamente) in vita attaccato a dei tubi....e so anche che non ci sono propose alternative e questo mi fa rabbia, perchè penso che sia una morte lenta e dolorosa, altrettanto ingiusta( stimata in 20-30 giorni)

ogni azione costa qualcosa, per ottenere qualcosa devi per forza rinunciare a qualcos'altro...

a parte che senza acqua non si vive più di 2 giorni, comunque credo che la sofferenza provata da una persona incoscente che magari non prova manco doloresia nulla in confronto ad anni passati a fare la vita di una pianta...

Blum ha scritto:

Difatti nella lettera di Marina Garaventa ci dice in pratica se non capisco male..." non dite cavolate, perchè siccome siete sani non potete capire"
Rispondo ancora una volta con parole mie " Siamo sani ma possiamo capire eccome , anche se alle volte facciamo delle cose ingenue...come quelle di sfilare con le bottiglie d'acqua ( perchè farla morire di fame e di sete?

io credo di poter capire cioè che provava welby, e ciò che ho sempre pensato è stato confermato dalla sua lettera.

ma d'altronde capisco anche chi mi dice non puoi capire. d'altronde difficilmente si può ben immaginare una sensazione non provata sulla propria pelle.

Blum ha scritto:
MI sembra atroce oltr che incredibile) o parlare su questo forum che sembra essere APPARENTEMENTE una cosa inutile.
Non è mai inutile parlare
Non è mai inutile scendere in piazza per sostenere le proprie idee.

parlare è sempre importante, anche parlare da soli, parlare a qualcuno che si ostina a non capire...

uno sciopero della benza è impensabile. anche solo qui a genova senza benza è impossibile girare... trovalo uno disposto a farsi via assarotti a peidi o in bici per andare al lavoro Wink

potrebbe aver senso non comparla più da una singola compagnia... questo penso la obligherebbe ad abbassare i prezzi Confused
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MessaggioInviato: 05 Ago 2008 17:33    Oggetto: Rispondi citando

freemind ha scritto:
E' vero, la frase di Silent è proprio vera.
Non sono d'accordo però Silent quando dici che se si iniziasse nel quotidiano a fare qualche cosa perchè purtroppo si sarebbe sempre troppo pochi (ovviamente concordo sul concetto a livello utopistico).
Esempio cretino:
la Georgia compra da noi (e dico da noi) la benzina; la un litro di verde costa al litro 530 (circa, in base alle ultime info che avevo ricevuto) lire (!!!!!) quindi fatevi i conti in euro. Questo prezzo viene fissato dopo aver pagato le tasse, messo le tasse sulla benza etc...
Domanda 1: come fanno?
Domanda 2: se facciamo partire uno sciopero della benza, quanti lo faranno? A parole tutti in pratica:
1. chi deve andare a lavora per forza con la sua macchina, no
2. chi potrebbe usare i mezzi pubblici, forse alcuni
3. chi potrebbe andare a piedi o in bici, no perchè se non lo ha già fatto non credo che lo faccia per lo scipero
4. pochi individui, si
Secondo me questo sarebbe il risultato

Io non vedo un gran bel futuro e ho solo quasi 27 anni.

Mi piace! "Ho quasi 27 anni". Quel "quasi" è formidabile! Misuri ancora il tuo tempo in mesi e anni, in "quasi anni", lo misuri con lo sguardo di chi vede (forse inconsapevolmente o per riflesso istintivo) ancora delle mete da raggiungere, siano esse anni da compiere o qualsiasi altra cosa si possa misurare e in qualche modo "possedere", averne un controllo minimo. Misurare la tua età in "ho quasi 27 anni" è un buon segno. Non sei ancora perduto, hai ancora qualche possibilità di cavartela prima di diventare marmellata sociale.

Sì, ma tu hai ragione a non vedere un gran bel futuro perché il futuro, come diceva Jannacci in una sua vecchia canzone, "è un buco nero in fondo al tram". Il futuro è la proiezione delle nostre speranze, una proiezione che le spiaccica contro il muro di una realtà governata dall'incompetenza delle classi dirigenti sia politiche che imprenditoriali, un muro stocastico, euristico e quantistico allo stesso tempo, un tempo tautologico, a tessere di mosaico.
Questo muro è composto di mattoni "discreti" di cluster contenenti informazioni disarticolate e intraducibili in argomenti trattabili con il buonsenso. E tutti finiamo per sbatterci il naso. Giovani, meno giovani e vecchi, con un vantaggio per i vecchi, che il tempo lo hanno già consumato e possono stare tranquilli, per loro il futuro è comune e democratico. La fine dell'esperienza.

Ma come ho detto quello che mi è piaciuta è la frase con la quale hai chiuso il tuo intervento.
Quel "ho quasi 27 anni" deriva da una fase precedente alla maturità, una fase in cui sugli anni ci si arrampicava per diventare grandi alla svelta e con questo acquistare potere e controllo sulla realtà. L'infanzia.
Credimi, non esiste età migliore per l'uomo: l'età del possibile e dell'apprendimento di quelle che sono le regole necessarie a muoversi in un universo stazionario.
Purtroppo, quelle meravigliose creature curiose e piene di risorse (e ce ne vogliono per sopravvivere in un mondo di adulti idioti e arroganti), con l'avvento della pubertà e le tempeste ormonali subiscono una mutazione devastante: diventano, per la maggior parte, degli zombie pieni di testosterone e di stronzatine, seghe mentali e altre bischerate da branco di gorilla infoiati dimenticando quello che li ha portati fin lì. La curiosità, la fiducia in se stessi, la voglia di fare e di crescere.

Perché non si smette mai di crescere e di imparare le cose che ci servono per vivere al meglio i talenti che abbiamo.
Tu lo sai meglio di me essendo nato molto dopo, quanto le ultime generazioni sono più proiettate sull'imitazione dei modelli proposti dai media che sul cercare di dare voce alle proprie qualità personali. Non faccio una critica alla tua generazione ma alle generazioni precedenti, compresa la mia, che l'hanno ingabbiata in modelli e stereotipi assurdi e irrealizzabili sottraendo quanto di meglio le vostre generazioni avrebbero potuto produrre a beneficio proprio e di tutti.

E' uno strano errore ricorsivo che la Storia dell'uomo presenta regolarmente. Pare che ogni generazione al potere cerchi di eliminare l'eventuale concorrenza promossa dalle generazioni successive sottraendo loro energie, controllo delle proprie scelte ed esistenza in vita. Guerre nelle quali sterminare una buona parte dei giovani maschi, protocolli comportamentali da favorire, vedi l'espandersi dell'uso delle droghe con effetti distruttivi per il cervello o la doppia scatola a sorpresa che è stata l'invenzione della Golf, quella macchinetta che, oltre a rimpinguare le casse delle aziende produttrici favorendo un mercato superconsumistico e acefalo che ha dato solo effetti positivi a breve termine (ma solo sull'economia occidentale), ha anche avuto come effetto secondario (ed insperato) quello di rimpinguare le casse da morto dove ad esservi infilati erano i copri dei giovani non più uccisi da non più realizzabili guerre, in una Europa pacificata nel commercio e nella disarticolazione del pensiero con una buona attenzione verso l'abbassamento generale della Cultura e della Conoscenza da impartire e promettere ai giovani.

Lo so, ho tirato un po' troppo la metafora fin quasi a strangolarla e sembra che sia andato fuori tema ma se ci pensi bene le cose non stanno così.
Non c'è solo Eluana su quel letto di morte rimandata per il piacere dei benpensanti: c'è anche la tua generazione e la mia e quella che verrà dopo le nostre.


Hai ragione a dire che se ciascuno di noi fa qualcosa di positivo questo non basta, non è sufficiente per cambiare il mondo.
Ma vedi? E' un po' come voler mettere su un'impresa: tutti pensano che la prima cosa sia procurarsi i soldi, che senza quelli non puoi aprire nemmeno una bottega artigiana dove realizzare maschere di carnevale in cartapesta.
In realtà quello che conta non sono i soldi ma le idee. Una buona idea troverà sempre il modo di realizzarsi: trovare i soldi per attuarla, credimi, sarà l'ultima cosa di cui preoccuparsi.
Questo in effetti è un errore che facciamo più o meno tutti: pensiamo troppo alle cose che verranno poi mentre invece dovremmo dedicarci ad affinare il progetto che stiamo cercando di realizzare. Quale che sia il progetto. Il futuro è nero perché non può inondarsi di luce finché non diventa presente e si disvela per quello che è.

Il fatto che la vita sia dura e difficile da attraversare non è il vero problema, Il vero problema è la prospettiva con la quale guardiamo gli eventi: se guardiamo gli eventi dalla prospettiva (parlo della prospettiva geometrica) di una formica ne rimarremo schiacciati e non riusciremo a comprendere se non le cose che possiamo raggiungere con i nostri sensi: le foglie, i legnetti, la terra e le pozzanghere da attraversare. Se alziamo il nostro piano focale, se guardiamo da una prospettiva umana, quelle forme indistinte per la formica diverranno edifici che sapremo riconoscere come monumenti o abitazioni, ponti o strade. E potremo scegliere come interagire con esse.
Eluana aveva previsto qualcosa in questo disegno geometrico: aveva visto un amico ridotto ad un vegetale per via di un incidente ed aveva deciso di non voler fare la stessa fine.

Quando ho scritto che tutti possiamo o dobbiamo (la differenza è minima) fare qualcosa intendevo questo: dichiarare la propria volontà apertamente come ha fatto Eluana e, dove possibile, cercare di farla rispettare. Lo stesso vale per le cose che si fanno da vivi, lavorare onestamente e con professionalità, evitare gli sprechi inutili e dannosi che poi ricadrebbero comunque su di noi, evitare le finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente, cercare di privilegiare ogni nostro piccolo talento e qualità e servirsene nella vita senza abbandonarli al mondo dei sogni e delle speranze deluse.
Poi quello che verrà dipenderà inderogabilmente dalle leggi del caso, dalle cose nei confronti delle quali non abbiamo alcun potere di controllo eccetera eccetera.
Se a Eluana è andata così male non vuol dire che per noi andrà allo stesso modo.

Noi dobbiamo proteggere Eluana dai soprusi di chi vuole usarla per i propri scopi mostrando in tivù e sui giornali le immagini di una bellissima ragazza viva e vitale mentre oggi, Eluana non è più così e solo il pudore e il rispetto mi impedisce di descrivervi come può essere ridotto un copro di una persona dopo 16 anni di coma profondo. Chi vuole usare Eluana e la sua bella immagine vitale come un ariete per scuotere coscienze e aggregare fanatismi offende la vita di Eluana e quella delle persone che l'amavano.
Ma offendono e fanno torto anche a chi di questa guerra ideologica non vede che quello che i benpensanti di turno (perché sono sempre di turno, nessuno è eterno) vogliono far vedere, per condizionare le coscienze e le azioni delle persone libere, ancora libere.

E' questo che intendevo dire: fare una piccola cosa è meglio che non fare niente, anche se gli effetti sul mondo sembreranno irrilevanti. Provatelo nella vostra quotidianità che cosa comporta il fare o non fare una cosa a cui teniamo. Eluana non può più farlo ma voi tutti sì.
E' inutile piangersi addosso e dire che tanto non serve a niente. Ritirarsi sull'Aventino, compiangersi dicendo che tutto è inutile è in effetti inutile!
Nessuno può piangere sulla propria tomba.
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MessaggioInviato: 05 Ago 2008 23:39    Oggetto: Rispondi citando

Blumerie ha scritto:

Anni fa dissero, e me lo ricordo bene...che se per soli 7 anni tutte le fabbriche del mondo avessero avuto una sospensione, l'inquinamento sarebbe sparito dalla faccia della terra .

Anche io ricordo qualche cosa del genere e guarda che nebbiolina fine fine, nera nera, naturale natuale hanno a Pechino (ops, bisogna di Beijing...)

Ranger_Trivette ha scritto:

uno sciopero della benza è impensabile. anche solo qui a genova senza benza è impossibile girare... trovalo uno disposto a farsi via assarotti a peidi o in bici per andare al lavoro

Quando il Palermo è stato retrocesso (o forse il Messina, non mi ricordo bene perchè non seguo il calcio) la gente è andata a bloccare i traghetti! L'esempio della benza era per dire che vuoi anche per impossibilità gli scioperi importanti e di massa non vengono fatti.

Credo che di ideali veri ne siano rimasti pochi e poi li si tira in ballo per fare odiens come con Eluana e Welby. Ormai Welby non c'è più e praticamente non si legge e non si sente più parlare di lui; Eluana ogni tanto torna di moda. Il popolino vive di queste cose e commenta con frasi stupide e superficiali come quelli che dicono che sarebbe bello che nel mondo non ci fossero guerre. Ma va? Che cosa intelligente e soprattutto rivoluzionaria che hai detto!

Ci sono piccoli gruppi di persone che invece cercano di sviscerare il problema, dal punto di vista etico, morale, filosofico, scientifico, parlando e scrivendo per ore senza stancarsi mai; però purtroppo alla fine questi intellettuali intelligenti devono piegarsi al fatto che la massa se ne sbatte e quindi anche se mostrerebbero la soluzione definitiva, la gente non la vedrebbe.

Bisognerebbe leggere di più e guardare meno Grande Fratello & Co.

E' un mio difetto ma vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto e non mezzo pieno.

Silent_Runner ha scritto:

...
Non sei ancora perduto, hai ancora qualche possibilità di cavartela prima di diventare marmellata sociale.
...

Spero che tu abbia ragione.
A volte però mi dico che spegnere il cervello sarebbe un bene; se un problema non lo vedi allora non esiste (Bradbury insegna maledizione!).

Non so se l'infanzia sia un bel momento al giorno d'oggi: se non ci sono genitori "veri" si ritrova bombardato da cazzate sia in TV che nei luoghi da lui frequentati e pian piano si rimbambisce. Da giovincello picchia il compagno per mettere il video in rete (non che prima non c'erano 'sti figuri, però oggi con certi mezzi è effettivamente più probabile la voglia di emulare anche solo per il fatto che le informazioni girano più in fretta).
Ormai la gente non sa che fare della propria vita e ha il bisogno di apparire perchè non riesce a trovare nulla che gli permetta di sentirsi capace di qualche cosa e fanno di tutto per farsi vedere, sentirsi ben visti; queste persone hanno smesso di crescere secondo me.

Silent_Runner ha scritto:

Hai ragione a dire che se ciascuno di noi fa qualcosa di positivo questo non basta, non è sufficiente per cambiare il mondo.
Ma vedi? E' un po' come voler mettere su un'impresa: tutti pensano che la prima cosa sia procurarsi i soldi, che senza quelli non puoi aprire nemmeno una bottega artigiana dove realizzare maschere di carnevale in cartapesta.
In realtà quello che conta non sono i soldi ma le idee. Una buona idea troverà sempre il modo di realizzarsi: trovare i soldi per attuarla, credimi, sarà l'ultima cosa di cui preoccuparsi.
Questo in effetti è un errore che facciamo più o meno tutti: pensiamo troppo alle cose che verranno poi mentre invece dovremmo dedicarci ad affinare il progetto che stiamo cercando di realizzare.

Sì, però secondo me il discorso va bene per piccole cose. Piccole nel senso che non tirano in ballo masse di persone, come l'esempio dell'azienda.

Faccio un esempio sul mio lavoro: faccio il programmatore: se tutti gli sviluppatori italiani incrociassero le braccia, qualunque governo ci sia in quel momento ci dichiarerebbe entità divine e invece di spendere milioni di euro nel portale italia.it li spederebbe per migliorare le condizioni di lavoro della mia categoria (che purtroppo oggi è proprio penosa perchè chi ha potuto mangiarci su l'inverosimile lo ha già fatto).

Lo stesso varrebbe per la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti ma anche di quelli autonomi.

Però uno sciopero del genere implicherebbe disservisi anche per lavoratori che nulla hanno a che vedere con il computer e queste persone devono mangiare quindi invece di capire i problemi dei programmatori darebbero loro contro.
Idem per ogni altra categoria sia chiaro, dipendenti e non. Siamo troppo interconnessi tra noi anche solo nel piccolo.
Io son per la globalizzazione però furba: non è che se uno soccombe devono soccombere tutti. Se domani l'America sparisce qui da noi succede il finimondo. La globalizzazione va bene se io Italiano posso accedere a delle risorse Americane quando mi servono e vicevera ma le economie devono restare divise.

Qui però sto rischiando l'OT quindi mi rimetto in carreggiata.

Silent_Runner ha scritto:

Eluana aveva previsto qualcosa in questo disegno geometrico: aveva visto un amico ridotto ad un vegetale per via di un incidente ed aveva deciso di non voler fare la stessa fine.

Dovrebbe contare solo questo per la gente, ma nulla, tutti devono metterci il becco!

Silent_Runner ha scritto:

Quando ho scritto che tutti possiamo o dobbiamo (la differenza è minima) fare qualcosa intendevo questo: dichiarare la propria volontà apertamente come ha fatto Eluana e, dove possibile, cercare di farla rispettare. Lo stesso vale per le cose che si fanno da vivi, lavorare onestamente e con professionalità, evitare gli sprechi inutili e dannosi che poi ricadrebbero comunque su di noi, evitare le finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente, cercare di privilegiare ogni nostro piccolo talento e qualità e servirsene nella vita senza abbandonarli al mondo dei sogni e delle speranze deluse.
Poi quello che verrà dipenderà inderogabilmente dalle leggi del caso, dalle cose nei confronti delle quali non abbiamo alcun potere di controllo eccetera eccetera.
Se a Eluana è andata così male non vuol dire che per noi andrà allo stesso modo.

Qui hai proprio ragione!

Anche l'ultima parte del post di Silent la condivido a pieno.

<OT_ammissibile>
Mi fa bene discutere con tutti voi, il giorni scorsi di malattia mi han permesso di frequentare di più il forum e girando per le varie sezioni ho iniziato ad apprezzare e poi ad amare i thread non tecnici perchè a volte fa bene anche non pensare solo al lavoro.
</OT_ammissibile>
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MessaggioInviato: 06 Ago 2008 15:34    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Siamo troppo interconnessi tra noi anche solo nel piccolo.

E' vero. In edicola, con la rivista "Le Scienze" di agosto puoi trovare un libriccino interessante (autore Albert-László Barabási) che parla proprio di questo argomento: le reti interconnesse, siano esse reti neuronali (biologiche) geometriche (metalogiche) o digitali (logiche). Il confronto fra le varie reti, dalla rete di conoscenze personali che ciascuno ha, alle reti delle società clusterizzate, alla "Grande Rete" internet (che è una gigantesca rete senza ragno) è illuminante.
Siamo interconnessi anche nel gioco di cause-effetti che ciascuna singola rete fa con le altre.
E' un libriccino che si legge in un soffio.

P.s Anche a noi fa piacere che tu sia venuto più spesso a trovarci: porti nuova linfa ai ragionamenti e alle discussioni informali che facciamo qui nel Caffè Corretto. Wink
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MessaggioInviato: 19 Ago 2008 17:14    Oggetto: Rispondi citando

L'assurdo è che non si vuole cambiare, si ha paura di qualsiasi cambiamento e si rimane sempre allo stesso livello di base, si dice sempre che si stava meglio prima.
Il problema di Eluana è un problema di tutti, ma solo perché potrebbe capitare a chiunque di noi di trovarci nelle sue condizioni e allora che faremmo, cosa pensa sia pure metaforicamente Eluana adesso, nessuno se l'è chiesto.
Una enorme montatura mediatica ha scomodato la Chiesa, la coscienza di un popolo e il tempo di qualche ministro, per non dire il nostro per chiedersi se è giusto o no staccare quella spina. Ma qualcuno lo ha chiesto ad Eluana?
Cosa c'entra l'interconnessione con la coscienza di una persona che non ha più nulla da scambiare con il padre che non vede più in quella figlia una persona viva con cui scambiare le proprie esperienze. Detto brutalmente cosa se ne fa la società di Eluana.
E' una rivincita di certa società contro Welby.
Eluana deve morire, non solo perché non è più una persona ma un corpo che si mantiene in vita solo artificialmente tramite delle macchine, ma soprattutto per dire alla società che persone come lei, come Welby, Coscioni e tanti altri hanno il diritto di chiedere di morire, così come dobbiamo averlo tutti noi. L'interconnessione non c'entra nulla, la morte è un fatto personale.
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MessaggioInviato: 22 Ago 2008 14:31    Oggetto: Rispondi

Marcolino ha scritto:
la morte è un fatto personale.


ohhhhhhhhh!!!!!!!!!! Exclamation Exclamation Exclamation Exclamation Exclamation Exclamation

ci voleva!!!

peccato che in un paese a forma di stivale, governato da uno staterello centrale che si fa i cavoli suoi fino a che non c'è da mettere il becco in fatti altrui solo per provare la propria arroganza, ti viene ricordato ogni giorno che quel corpo non è tuo...

e se io invece decidessi di non essere cattolica???quel corpo non dovrebbe tornare mio?poi me la vedrò io con lucifero all'inferno, ma se permettete son cavolazzi miei!!!
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