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* il gioco del nonno
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danielegr
Dio maturo
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Registrato: 04/05/05 08:54
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Residenza: 43 54 26,81N 7 56 25,35E Altitudine 184 m.

MessaggioInviato: 04 Apr 2017 17:37    Oggetto: Rispondi citando

Così, pedalando pedalando, siamo arrivati a Bressanone. Solita locanda, e poi proviamo ad andare per la Val Pusteria, fino a Brunico, quasi al confine con l’Austria. Direi che fosse una domenica, perché mi pare di ricordare che fossimo anche andati a una Messa con una predica in tedesco. Ovviamente non avevamo capito nulla.
E poi, attraverso il Passo di Cimebanche (venendo da Brunico non si poteva proprio classificarlo come una salita, era tutto un falsopiano) Non ho nessun ricordo della tappa a Brunico o nelle sue vicinanze, immagino che avremo dormito in qualche locanda, ma proprio non ricordo nulla.
E, con un po’ di discesa si arriva a Ponte nelle Alpi: avevamo già deciso che non ci interessava percorrere in bici tutta la parte di pianura, afosa, monotona, insomma, non divertente.
Quindi carichiamo le bici su un treno, con destinazione Pistoia, e noi proseguiamo in autostop. Troviamo quasi subito un simpatico giovanotto che dice di essere un rappresentante, con una Topolino che ci carica
Siamo arrivati a Venezia, ma la nostra meta, la meta dove ritroveremo le nostre bici è Pistoia. Non ho dei ricordi nitidi di questa fase, non saprei dire se il percorso è stato fatto tutto in un giorno o se abbiamo pernottato da qualche parte. L’unico ricordo è che a Bologna faceva un caldo assurdo e nessuno ci voleva caricare. Finalmente, bene o male arriviamo a Pistoia, recuperiamo in stazione le bici e ripartiamo.
A Montecatini ci fermiamo a mangiare qualcosa in una trattoria e quando ci arriva il conto ci spaventiamo… Una discussione col padrone che ci fa un piccolo sconto e si riparte. Anche qui ricordi confusi, dove abbiamo dormito?
Ricordo solo che, probabilmente il giorno dopo, arriviamo a Sestri Levante (era veramente Sestri Levante? boh) dove ci aspettavano dei parenti del mio amico che, oltre a portarmi il passaporto che avevo richiesto tempo prima ma che al momento della partenza non era ancora pronto, ci avevano addirittura prenotato una stanza in un bell’albergo!
E anche qui la memoria fa cilecca: ricordo che percorrendo tutta la Riviera siamo arrivati a Cannes, dove ho fatto uno dei più bei bagni della mia vita, e poi siamo andati a dormire a Nizza in un Ostello della Gioventù, ma in mezzo cosa è successo? Dove e come abbiamo dormito? Non lo ricordo.
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danielegr
Dio maturo
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MessaggioInviato: 07 Apr 2017 19:02    Oggetto: Rispondi

Oramai c’è poco a dire: a Nizza socializziamo un po’ con gli altri ospiti dell’Ostello, abbiamo anche preparato gli spaghetti per un gruppetto. Il fatto che i cuochi non fossero molto bravi e che li avessimo conditi solo con il burro, probabilmente non ha fatto grande onore alla cucina italiana. Comunque ci hanno lasciato partire senza picchiarci…
E da Nizza siamo tornati verso Ventimiglia, e poi su per la Val Roja. Pochi chilometri dopo Fanghetto c’è il primo (no, sarebbe il secondo, il primo è stato per arrivare a Ventimiglia) passaggio di frontiera. Nessun problema in dogana, dove esibisco il mio passaporto nuovo e siamo in Francia. Più o meno verso Breuil sur Roya vediamo un cartello che dice: (traduzione a senso) che per la volontà e la tenacità della gente di Briga e Tenda “La Francia non finisce più qui” fa notevolmente incazzare due europeisti convinti già nel 1953.
Poi leggera salita fino a Tenda, lì la salita diventa più impegnativa: mi cimento in una gara con un francese che mi straccia con ignominia…
E poi c’è il tunnel: vedo che quando è stato costruito (1882) era considerato il più lungo tunnel mai costruito. Infatti supera i tre chilometri, ma è totalmente privo di illuminazione. Le nostre biciclette non avevano i fanali e quindi l’oscurità era assoluta: avanzavamo nel buio più totale, tastando con la mano destra la parete e sperando di non trovare sassi o altri intralci. Si andava a passo d’uomo per la paura di trovare ostacoli che non si riusciva a vedere. Finalmente ma dopo parecchio tempo, si vede la luce dell’uscita! Anche lì un po’ di paura l’avevamo avuta. Usciti troviamo la dogana italiana che ci ferma per i rituali controlli: è stata l’unica che ci ha fatto aprire gli zaini e che ha frugato dentro. Si sono fermati solo quando hanno trovato il sacchetto con la biancheria sporca...
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