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Stephen Hawking: per sopravvivere dobbiamo abbandonare la Terra
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Autore Messaggio
Zeus News
Ospite





MessaggioInviato: 24 Giu 2017 06:14    Oggetto: Stephen Hawking: per sopravvivere dobbiamo abbandonare la Terra Rispondi citando

Leggi l'articolo Stephen Hawking: per sopravvivere dobbiamo abbandonare la Terra
È necessario tornare sulla Luna entro il 2020 e fondare colonie su altri pianeti, o saremo spazzati via.


 

 

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{Paolo}
Ospite





MessaggioInviato: 25 Giu 2017 08:39    Oggetto: Rispondi citando

Ma siete sicuri che abbia detto esattamente queste parole? Perché a me sembrano solo parole dette in libertà da un ignorante, frasi infarcite di luoghi comuni e dati falsati.
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{Giulgiulio}
Ospite





MessaggioInviato: 25 Giu 2017 08:58    Oggetto: Rispondi citando

Ma un bel controllo demografico non sarebbe più semplice?
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{zombie do}
Ospite





MessaggioInviato: 25 Giu 2017 10:42    Oggetto: Rispondi citando

Dovunque andiamo portiamo dietro noi stessi, e presto o tardi ricreiamo gli stessi problemi.
A scuola non ci insegnano a diventare individui sani, forti e indipendenti (e chi potrebbe insegnarcelo?!), ci insegnano invece a diventare lavoratori migliori e a rinnegare le parti di noi che non sono "socialmente corrette".
Ci insegnano a diventare zombie, che credono di essere vivi perché intorno a loro ci sono solo altri zombie.
E infatti stiamo distruggendo tutto, compreso noi stessi.
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Ricercatore8
Mortale pio
Mortale pio


Registrato: 20/11/16 19:30
Messaggi: 26
Residenza: Ancona

MessaggioInviato: 25 Giu 2017 12:42    Oggetto: Rispondi citando

Fra non molti anni dovremo cercare altri Pianeti Abitabili, perché la nostra Terra, per varie cause, potrebbe diventare inabitabile, è quindi necessario pensare ad una Nuova Energia per le Esplorazioni Spaziali.

Io penso che l'Energia Utilizzabile che servirà per le Future Astronavi è proprio quella Paramagnetica dell'Ossigeno, la quale è presente nel Sangue (ci consente la vita) nell'Aria (la utilizziamo già per tutte le nostre apparecchiature elettriche) e in tutto il Cosmo, per merito della quale potremo Esplorare l'Universo.
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capitan_podd
Eroe
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Registrato: 23/01/10 11:27
Messaggi: 51

MessaggioInviato: 25 Giu 2017 14:49    Oggetto: Rispondi citando

E' triste come la mente più brillante che la Terra abbia partorito cada nella trappola del *whisful thinking*.
Ammesso e non concesso che i problemi tecnici ed economici per emigrare su altri pianeti siano risolvibili,questo sarà possibile per una frazione estremamente bassa della popolazione; del rimanente 99,9999% cosa ne facciamo? Non ce ne importa nulla? Li lasciamo a *bollire* nel loro brodo?
I problemi da risolvere per non distruggere la Terra sono *risolvibili*; non molto facilmente,ma *risolvibili*.
Il primo problema,l'elefante nella stanza talmente grosso che fingiamo di non vederlo,è la crescita della popolazione. Tale crescita è dovuta a scelte politiche e/o economiche e/o religiose,scelte che possono essere modificate. Per esempio si stima che almeno metà delle gravidanze nei paesi poveri (quelli a maggior crescita demografica) sia indesiderata e dovuta alla impossibilità economica di acquistare contraccettivi (costi irrisori nell'economia globale).
il secondo problema da risolvere sono i consumi. Parte degli sprechi si possono risolvere con interventi tecnici,ma la maggior parte richiederebbero interventi di tipo socio/culturale volti a privilegiare il benessere globale a scapito dell'effimero individuale.
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ribqah
Eroe
Eroe


Registrato: 06/03/14 10:29
Messaggi: 62
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MessaggioInviato: 25 Giu 2017 15:09    Oggetto: Rispondi citando

Penso che sarebbe più ragionevole ed economico lavorare per rendere più vivibile la Terra anziché andare a guastare anche Marte o altri pianeti.
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guruni
Comune mortale
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Registrato: 25/06/17 18:13
Messaggi: 2
Residenza: Roma

MessaggioInviato: 25 Giu 2017 19:00    Oggetto: Rispondi citando

 
Strano a dirsi ma colonizzare lo spazio non e' ne cosi difficile, ne cosi costoso.
Partendo da materie prime (silicio, ossigeno, idrogeno, ferro, alluminio) di origine lunare, con una spesa di 250 miliardi di dollari USA, nel giro di  15 anni, potremmo avere disponibile un primo Habitat ( situato nello spazio tra Terra e Luna) in grado di accogliere 10000 individui.
Un Habitat replicabile in 30 mesi.

Non e' un idea nuova. Alla fine degli anni 70 del secolo scorso, il fisico americano Gerard K. O'Neill la propose dopo averne dimostrato la
praticabilita' tecnica e la profittabilita' economica.

Un suo libro "Colonie Umane nello Spazio" dove la sua idea era descritta
venne pubblicato in almeno 40 nazioni diverse ( in Italia da Mondadori).
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colemar
Semidio
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Registrato: 17/08/10 23:44
Messaggi: 379

MessaggioInviato: 25 Giu 2017 22:05    Oggetto: Rispondi citando

Mah, certamente fra chissà quanti anni sarà possibile fare una spedizione su Proxima Centauri in modo che i passeggeri, e i loro discendenti, abbiano buone possibilità di sopravvivere e di fondare una colonia permanente.

Però... si tratta di un'impresa talmente enorme che sembra davvero molto più facile risolvere i problemi qui sulla Terra, ben prima che si arrivi a quel punto.
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Zio_LoneWolf
Eroe in grazia degli dei
Eroe in grazia degli dei


Registrato: 18/05/16 09:00
Messaggi: 198

MessaggioInviato: 26 Giu 2017 09:14    Oggetto: Rispondi citando

guruni ha scritto:
 
Strano a dirsi ma colonizzare lo spazio non e' ne cosi difficile, ne cosi costoso.
Partendo da materie prime (silicio, ossigeno, idrogeno, ferro, alluminio) di origine lunare, con una spesa di 250 miliardi di dollari USA, nel giro di  15 anni, potremmo avere disponibile un primo Habitat ( situato nello spazio tra Terra e Luna) in grado di accogliere 10000 individui.
Un Habitat replicabile in 30 mesi.

In teoria, tutto giusto. IN TEORIA.

Perché occorre tenere in considerazione parecchi altri aspetti. Ad esempio, diciamo di aver trovato i soldi e costruito l'habitat in orbita:
  • come lo manteniamo? Perché per avere una sua utilità, dovrebbe essere pienamente autosufficiente nel più breve tempo possibile, e non ne darei così scontata la possibilità - ad esempio, come costruire componenti elettronici senza terre rare? E comunque, le stazioni dovrebbero produrre surpus da inviare sulla Terra, per andar bene, e già mi viene da ridere: leggere "La Luna è una severa maestra", per avede un'idea di cosa sottintendo;
  • quanto durerebbe? Perché a differenza dei nostri avi, non mi sembra che siamo più in grado di costruire manufatti così durevoli nel tempo, ed un habitat artificiale del genere dovrebbe poter restare in perfetta efficienza a tempo indefinito, cosa che mi pare difficile - è lo scenario iniziale della serie TV "The 100";
  • quanti ne dovremmo costruire? Perché a 10mila persone ciascuno, per riportare la terra a livelli di popolazione tipo quelli degli anni 70, circa tre miliardi, dobbiamo mandare in orbita 4 miiardi circa di persone, ossia ci servirebbero 400.000 habitat - a 250 miliardi di dollari l'uno, fanno 100 milioni di miliardi di $, se&o;
  • Anche ad averceli, lo risolviamo il problema di spargere in giro, in orbite stabili a tempo indefinito, 400mila oggetti di grandi dimensioni?
  • Ma soprattutto, se la struttura la possiamo costruire prendendo risorse dalla Luna e dagli asteroidi, anche facendo finta che carburanti e trasporti fossero "gratis", dove andiamo a prendere tutto ciò che serve per seminare la vita che ci è necessaria per mantenere un'ecologia che ci sostenga e si sostenga all'interno degli habitat? Dalla Terra, esatto. Ossia, ciascun habitat contribuisce a depauperare ulteriormente le risorse già precarie del nostro pianeta.
  • Ovviamente, un'ulteriore tacca alle risorse del pianeta la farebbero tutti i lanci necessari per la loro costruzione, e soprattutto per trasferirvi la popolazione...

Insomma, rischiamo di ammazzare la Terra per mandare a morire nello spazio oltre metà della popolazione? Brillante, non c'è che dire: se ci suicidassimo tutti nel sonno, una certa notte, faremmo assai prima e soffriremmo tutti di meno, pianeta compreso.

Secondo me, tocca parlarci chiaro:
  • tutte le fantasie su colonie sulla Luna o su Marte sono appunto FANTASIE: non abbiamo ancora la tecnologia per costruire ambienti artificiali su pianeti su cui non possiamo uscire all'aperto senza uno scafandro, un respiratore ed un sistema che ci garantisca un microambiente artificiale.
  • Non abbiamo nemmeno le conoscenze per costruire e mantenere un ambiente artificale che si autosostenga e sostenga anche noi: ne abbiamo uno sulla Terra che era perfettamente funzionante, e ne stiamo facendo un disastro.
  • Non abbiamo nemmeno la tecnologia per viaggiare nello spazio in maniera economica ed efficiente: non siamo capaci di uscire da un pozzo gravitazionale senza dar fuoco ad una enorme quantità di costosi carburanti, e tantomeno siamo capaci di muoverci nel vuoto con la rapidità resa necessaria dalle distanze interplanetarie - non si può pensare di cominciare a costruire una colonia su Marte se per rispondere ad una chiamata di emergenza portando assistenza ci vuole un anno.


E anche se trovassimo miracolosamente una perfetta replica della Terra nel sistema solare più vicino... come facciamo percorrere 10 anni luce e passa ad un'astronave in grado di contenere una quantità di persone significativa?

Il succo della questione è questo: basta prenderci in giro da soli.

Abbiamo un solo pianeta, l'unica chance è salvare il salvabile. E per cominciare, occorre ridurre drasticamente la popolazione mondiale, altro che piangere perché i paesi industrializzati fanno pochi bambini!

Il rischio che corriamo è una bella guerra per le risorse, o peggio ancora una catastrofe di massa.
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miclab
Mortale pio
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MessaggioInviato: 26 Giu 2017 10:40    Oggetto: Rispondi citando

star treck come esempio, dove non c'è la moneta, non si lavora e vive per arricchirsi economicamente ma per migliorarsi e migliorare il mondo/mondi.

Cominciamo dall'economia eliminando la moneta, cosi eliminiamo il problema base per migliorare la nostra vita.

Prima va cambiata la mentalità delle persone e a quel punto saremo già estinti.
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Roberto1960
Dio maturo
Dio maturo


Registrato: 21/01/08 00:39
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Residenza: Roma

MessaggioInviato: 26 Giu 2017 10:42    Oggetto: Rispondi citando

guruni ha scritto:
 
Strano a dirsi ma colonizzare lo spazio non e' ne cosi difficile, ne cosi costoso...
Partendo da materie prime (silicio, ossigeno, idrogeno, ferro, alluminio) di origine lunare, con una spesa di 250 miliardi di dollari USA, nel giro di  15 anni, potremmo avere disponibile un primo Habitat ( situato nello spazio tra Terra e Luna) in grado di accogliere 10000 individui.
Un Habitat replicabile in 30 mesi.

Non e' un idea nuova. Alla fine degli anni 70 del secolo scorso, il fisico americano Gerard K. O'Neill la propose dopo averne dimostrato la
praticabilita' tecnica e la profittabilita' economica.

Un suo libro "Colonie Umane nello Spazio" dove la sua idea era descritta
venne pubblicato in almeno 40 nazioni diverse ( in Italia da Mondadori).

Devo dirti con molta sincerità che le persone come te (e anche come Hawking, almeno in questo contesto) mi fanno veramente paura.

È spaventoso che persone intelligenti, colte, informate, possano tirare fuori tali enormità del tutto scorrelate dal buon senso e velate da uno snocciolamento di dati numerici di cui sfugge il senso.

Ma io dico, sinceramente, ti sembra sensato proporre una soluzione ai problemi globali del nostro pianeta una strategia di spesa di 250 miliardi di dollari, per avere tra 15 anni un habitat per 10000 persone?
Dai su, siamo seri.

Io dico che con 250 miliardi di dollari saremmo in grado di fare TANTISSIMO, per tutta la razza umana, e pure SUBITO.
Il problema è che non lo facciamo.
Non cominciamo, e nemmeno ci pensiamo.
Invece progettiamo "habitat spaziali" o viaggi su altri pianeti, che costano 1000 volte di più.
Lo vuoi sapere perché?
Te lo dico io, perché.
Perché la verità, tristissima, e per l'appunto SPAVENTOSA (almeno per me) è che dietro queste proposte di viaggi interstellari, stazioni orbitanti e altre scemenze velleitarie, si nasconde qualcosa che con il destino del pianeta non ha proprio niente a che fare: il PROFITTO delle aziende che realizzeranno le opere.

Che un uomo come Hawking, con tutta la sua innegabile intelligenza, possa non capire queste cose lo trovo deprimente ed anche disperante.

A te posso consigliare solo una cosa, di cuore e senza polemiche.
Anzi, non è un consiglio ma una preghiera...
Per favore, apri gli occhi e il cervello, e renditi conto di qual è la realtà.
Salvare la razza umana significa progettare qualcosa per MILIARDI di persone.
Pensare a qualcosa che a prezzo di enormi sforzi possa creare un nuovo habitat anche solo per un milione di individui (e solo questo già sarebbe probabilmente uno sforzo insostenibile) significa condannare a morte il 99.99% della popolazione mondiale.

Mi chiedo come fa a non essere evidente tutto ciò...
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guruni
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MessaggioInviato: 26 Giu 2017 22:14    Oggetto: Rispondi citando

Fai bene ad essere cinico, a dire "non credo finche non vedo e non
tocco", ammetterai tuttavia che senza una levata d'ingegno la razza
umana ( e TU ed io con essa) e' nei guai.

Ti passo un (lungo) indirizzo

link

Si tratta di una relazione congressuale prodotta nel 2009 sotto l'egida
del Tata Institute for Fundamental Research (La versione indiana della
Fondazione Agnelli)
E' una relazione scorrevole e piena di colore (So INDIANI, che vo'fa)
Leggila, e se credi, ne possiamo parlare in privato.
Cordialmente
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aldorote
Eroe in grazia degli dei
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Registrato: 01/06/07 13:33
Messaggi: 130

MessaggioInviato: 27 Giu 2017 07:29    Oggetto: Rispondi citando

Roberto1960 ha scritto:
guruni ha scritto:
 
Strano a dirsi ma colonizzare lo spazio non e' ne cosi difficile, ne cosi costoso...
Partendo da materie prime (silicio, ossigeno, idrogeno, ferro, alluminio) di origine lunare, con una spesa di 250 miliardi di dollari USA, nel giro di  15 anni, potremmo avere disponibile un primo Habitat ( situato nello spazio tra Terra e Luna) in grado di accogliere 10000 individui.
Un Habitat replicabile in 30 mesi.

Non e' un idea nuova. Alla fine degli anni 70 del secolo scorso, il fisico americano Gerard K. O'Neill la propose dopo averne dimostrato la
praticabilita' tecnica e la profittabilita' economica.

Un suo libro "Colonie Umane nello Spazio" dove la sua idea era descritta
venne pubblicato in almeno 40 nazioni diverse ( in Italia da Mondadori).

Devo dirti con molta sincerità che le persone come te (e anche come Hawking, almeno in questo contesto) mi fanno veramente paura.

È spaventoso che persone intelligenti, colte, informate, possano tirare fuori tali enormità del tutto scorrelate dal buon senso e velate da uno snocciolamento di dati numerici di cui sfugge il senso.

Ma io dico, sinceramente, ti sembra sensato proporre una soluzione ai problemi globali del nostro pianeta una strategia di spesa di 250 miliardi di dollari, per avere tra 15 anni un habitat per 10000 persone?
Dai su, siamo seri.

Io dico che con 250 miliardi di dollari saremmo in grado di fare TANTISSIMO, per tutta la razza umana, e pure SUBITO.
Il problema è che non lo facciamo.
Non cominciamo, e nemmeno ci pensiamo.
Invece progettiamo "habitat spaziali" o viaggi su altri pianeti, che costano 1000 volte di più.
Lo vuoi sapere perché?
Te lo dico io, perché.
Perché la verità, tristissima, e per l'appunto SPAVENTOSA (almeno per me) è che dietro queste proposte di viaggi interstellari, stazioni orbitanti e altre scemenze velleitarie, si nasconde qualcosa che con il destino del pianeta non ha proprio niente a che fare: il PROFITTO delle aziende che realizzeranno le opere.

Che un uomo come Hawking, con tutta la sua innegabile intelligenza, possa non capire queste cose lo trovo deprimente ed anche disperante.

A te posso consigliare solo una cosa, di cuore e senza polemiche.
Anzi, non è un consiglio ma una preghiera...
Per favore, apri gli occhi e il cervello, e renditi conto di qual è la realtà.
Salvare la razza umana significa progettare qualcosa per MILIARDI di persone.
Pensare a qualcosa che a prezzo di enormi sforzi possa creare un nuovo habitat anche solo per un milione di individui (e solo questo già sarebbe probabilmente uno sforzo insostenibile) significa condannare a morte il 99.99% della popolazione mondiale.

Mi chiedo come fa a non essere evidente tutto ciò...

per progettare qualcosa per miliardi di persone bisogna cominciare con qualcosa di più piccolo
se nel 1975 qualcuno avesse detto di voler realizzare una rete mobile per miliardi di utenti a livello globale (comprese cina, india e africa!!!) con dei telefoni aventi anche una capacità di elaborare dati molto maggiore di un mainframe aziendale sarebbe stato preso per scemo
se invece avesse proposto di realizzare una rete di telefonia mobile ad altissimo costo per pochi utenti in grado di permettersi di spendere cifre altissime per portarsi in giro dei baracconi da 1 kg e mezzo in grado di telefonare con una qualità del segnale inferiore a quella dei telefoni fissi, avrebbe trovato finanziamenti e messo su una rete mobile Very Happy
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{TARS Sincero al 90%}
Ospite





MessaggioInviato: 28 Giu 2017 21:42    Oggetto: Rispondi citando

Qualcuno dica ad Hawking e a chi lo legge acriticamente che non esiste un whormhole intorno a Saturno per farci arrivare su improbabili pianeti abitabili, nè abbiamo ancora risolto equazioni o scoperto fenomeni fisici che ci permettano di manipolare la gravità, nè esiste la benché minima avvisaglia teorica e pratica di poter risolvere tali questioni entro questo secolo nè forse mai perché fantasie a parte potrebbe essere fisicamente impossibile. La tacnologia si basa sulla scienza, può manipolarne le grandezze fisiche, ma queste devono esistere. Se gravità e spaziotempo non fossero manipolabili e invertibili o strutturabili artificialmente come le grandezze fisiche elettromagnetiche hanno permesso di fare, ma non fosse possibile più di quanto l'universo naturale stesso presenta, qualche distorsione ottica, qualche stella collassata che non porta da nessuna parte, solo morte, non ci sarebbe niente da fare.

E no gravity, no warp, no party!

Bye bye Star attek ci hai fatto divertire ma eri non meno fantasia di Alice e il Bianconiglio.

Quanto poi all'assurdità di colonizzare lo spazio non per sana insaziabile curiosità esistenziale, ma come rimedio al brutto vizio di fare di casa nostra una pattumiera, anzichè cambiar politica ed economia, allora non si vede perchè ció non dovrebbe proseguire allegramente nello spazio profondo, si sa i pianeti come la Terra ci stanno a bizzeffe, a raggiungerli e ricostruirli per intero sai che gioia gli appalti...

Amico caro, telo dico da stra tek, per arrivare là dove tu ti fai li cazzi tua... fatti un appalto planetario tutto tuo, che grazie alla monnezza che ricopre la terra fai la krana su mille pianeti, poh poh, intanto è tutta malvivenza, e ora fammi una domanda di scienze che ieri abberluscone mi ha spiegato la fisica dei suoi fluidi vitali.
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{Lucio}
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MessaggioInviato: 23 Lug 2017 08:57    Oggetto: Rispondi citando

CREDO (bello maiuscolo) che non abbia voluto dire di salvare tutti gli uomini, ma la razza umana fine a sé stessa. Ovvero, nell'articolo si fa riferimento a catastrofi naturali come asteroidi, oltre che esaurimento delle risorse, e parla di milioni di anni. CREDO che sia per questo che dire che è fattibile. Perché non serve salvare miliardi di persone, ma forse migliaia. Non ne capisco l'urgenza però: un asteroide ha le stesse possibilità di colpirci nei prossimi 65 milioni di anni di quante ne ha avute negli ultimi 65 mln. Per quanto riguarda surriscaldamento, buco dell'ozono e scioglimento delle calotte polari, sono ottimista: proprio la settimana scorsa ho letto un articolo(non mi chiedere link, non li colleziono come Paolo sa fare) corredato con moltitudini di immagini satellitari a infrarossi e non, recenti e non, tutte datate e con fonti, in cui si sostiene che l'innalzamento climatico non è così catastrofico come sembri (negli ultimi 10 anni le temperature medie di stanno regolarizzando), il buco nell'ozono è tornato a chiudersi regolarmente (e proprio la chiusura potrebbe essere fonte degli sbalzi climatici degli ultimi anni) la siccità estiva (parlando di medie mondiali) è controbilanciata da forti piogge e naufragi nell'emisfero opposto. Ovvero le soluzioni ai problemi climatici mondiali stanno cominciando a funzionare, e facendo di più potremmo stare bene. Non adagiamoci sugli allori, e per qualche migliaio di anni potremmo farcela benissimo... :-)
Per il problema demografico, l'ISIS sta già facendo qualcosa (battuta di pessimo gusto, ma sono convinto che nel medioevo guerre, crociate, carestie e peste, tutte cose che oggi non ci sono più, lavoravano bene per mantenere basso il livello demografico a livello mondiale)
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Dio maturo
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MessaggioInviato: 18 Mar 2018 15:29    Oggetto: Rispondi

Certamente Hawking non si riferiva all'umanità come tutti gli uomini della Terra ma all'umanità come specie quindi il suo era un appello per garantire la salvezza e la prosecuzione della specie.

Piuttosto a me vien un altro tipo di dubbio, siamo veramente sicuri che una specie come quella umana - che ha fatto di tutto per inquinare e distruggere completamente il proprio habitat senza alcuna remora o attenzione - meriti o abbia il diritto di perpetuarsi?

Francamente, forse, per l'universo e per le eventuali altre specie che lo abitano sarebbe invece meglio che il tumore dovuto alla specie umana si estingua nell'olocausto generato nel proprio habitat senza spargere il proprio seme distruttore in altri pianeti.

Sarò cinico ma ciò che ci dovrebbe distinguere dalle altre specie dovrebbe proprio essere la capacita di autoregolarci e autolimitarci per il bene comune dovuta al nostro intelletto invece sembra che queste capacità siano meglio esplicate dai fattori biologici, esogeni ed endogeni delle altre specie terresti che, forse, a questo punto avrebbero più diritto di noi di perpetuarsi.
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