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Il futuro della conoscenza e gli attivisti della conservazione
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Zeus News
Ospite





MessaggioInviato: 13 Ott 2020 11:13    Oggetto: Il futuro della conoscenza e gli attivisti della conservazione Rispondi citando

Leggi l'articolo Il futuro della conoscenza e gli attivisti della conservazione
Cassandra Crossing/ Bibliotecari e informatici in lotta per un mondo migliore.


 

 

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utontello
Comune mortale *
Comune mortale *


Registrato: 30/10/08 17:20
Messaggi: 130
Residenza: Milano

MessaggioInviato: 13 Ott 2020 12:04    Oggetto: Rispondi citando

Viva Cassandra! Grazie per tutti i ragionamenti. Squeeze
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{Piero}
Ospite





MessaggioInviato: 13 Ott 2020 13:01    Oggetto: Rispondi citando

Navigando a partire dai link dell'articolo, si può trovare un'estratto dal libro di Giorgio Perotto (il creatore della P101) che cita una frase di Camillo Olivetti:
"L'istruzione della nostra borghesia ha un fondamento prettamente anti-industriale. Noi siamo ancrora i figli dei latini, che lasciarono ai servi e ai liberti i lavori industriali e che in ben poco conto li ritennero, tanto che ci tramandarono le storie dei più mediocri proconsoli, e dei poetucoli e degli istrioni che dilettarono la decadenza romana, ma non ci ricordarono neppure i nomi di quei sommi ingegneri the costruirono le strade, gli acquedotti e i grandi monumenti dell'Impero Romano."

Meriterebbe di essere incisa sulle facciate di tutti i licei italiani, soprattutto quelli classici...
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{te nocini}
Ospite





MessaggioInviato: 13 Ott 2020 14:48    Oggetto: Rispondi citando

Penso che il desiderio di tramandare sia un desiderio nascosto di diventare eterni.
Ai nostri posteri potrebbe importare poco o niente della loro storia, perché potrebbero aver capito, a livello collettivo e individuale, che la storia non è utile ma è solo curiosità, perché l'esperienza non può essere tramandata, come sa chiunque abbia un po' di anni sulle spalle.
E solo l'eperienza, non la conoscenza, può impedire il ripetersi degli stessi modelli comportamentali che portano a commettere sempre gli stessi errori.
Millenni di storia ci dicono proprio questo: conoscere la storia non serve.
Detto questo mi viene la curiosità (appunto) di sapere come mai il software non viene conservato sottoforma di sorgenti scritti su carta, visto che sicuramente saremmo in grado di produrre carta (per dire un materiale con queste caratterisitche) migliore di quella dei nostri antenati, che pur in alcuni casi è durata miglia di anni.
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Zeus News
Ospite





MessaggioInviato: 20 Ott 2020 07:00    Oggetto: Rispondi

Leggi l'articolo Dalla Biblioteca di Alessandria ai floppy disk



 
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