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Zeus News Ospite
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{mara meo} Ospite
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Inviato: 23 Set 2026 12:32 Oggetto: |
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Eh, la lotta di Microsoft verso l'opensource è strenua e senza esclusione di colpi.
D'altra parte piano piano sia il sistema operativo che la suite Office vengono sostituiti in mezzo pianeta.
Devono ringraziare la politica Usa da Bush figlio in poi, che ha fatto di tutto per creare una Cina potente, nuove coalizioni, e distruggere l'impero distruggendo la globalizzazione in atto, e con Trump sono arrivati a buon punto. |
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zeross Amministratore


Registrato: 19/11/08 12:04 Messaggi: 9728 Residenza: Atlantica
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Inviato: 23 Set 2026 16:38 Oggetto: |
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la Fondazione che gestisce OpenOffice non ha le risorse economiche per stare appresso alle diavolerie di Microsoft, ed ha saggiamente deciso di non sperperarle in mille rivoli per tentare di ottenere una compatibilità totale, ma si concentra su quello che ha un vero valore nel lavoro di produttività di ufficio, e per il resto gli basta aspettare che gli errori commerciali di Microsoft unita alle sciocchezze politiche dell'ultimo decennio affondino un concorrente, in attesa di confrontarsi con l'altro ( per una Ms che dovesse affondare, c'è un Alphabet che sorge all'orizzonte.)  |
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{Italo Vignoli} Ospite
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Inviato: 23 Set 2026 21:45 Oggetto: |
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| Alcune precisazioni, perché il titolo dell'articolo può essere fuorviante. La scelta della conservazione dei grafici proprietari è proprio in direzione della compatibilità, e non della incompatibilità. Infatti, se da un lato è ovvio che non possono essere supportati grafici il cui processo di creazione non è documentato, dall'altro è meno ovvio fare quello che fa LibreOffice, ovvero conservare i grafici perché non vadano persi. Nella situazione opposta, Microsoft 365 elimina il contenuto - documentato e standard - perchè incompatibile con il suo formato proprietario, per cui il contenuto stesso è perso per sempre. Una differenza di comportamento significativa, la nostra nel rispetto degli utenti, quella di Microsoft nel rispetto delle proprie strategie commerciali. Qualcosa che andrebbe sottolineato, per educare gli utenti a modalità di gestione del software diverse da quelle delle Big Tech. Aggiungo, solo perché non posso vedere il nome OpenOffice dopo essere stato insultato - e non solo - per aver fondato il progetto LibreOffice, che The Document Foundation è la casa di LibreOffice e non di OpenOffice, il progetto ucciso da IBM quando i suoi sviluppatori lo hanno abbandonato, perché era evidente che la comunità aveva scelto LibreOffice (e quindi l'obiettivo di uccidere LibreOffice sostenendo Apache OpenOffice era miseramente fallito). |
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