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Realtà vs luoghi comuni della sessualità femminile
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Silent Runner
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MessaggioInviato: 28 Feb 2008 17:24    Oggetto: Rispondi citando

Proserpina ha scritto:
....luogo comune: il piacere femminile per esprimersi deve essere urlato...ululato....mugolato....

...realtà: vi sono stati di abbandono dove si sfiora il vuoto e non c'è spazio per il suono...solo luce e silenzio..

Questo è molto interessante. L'uomo ha assai poca confidenza con il proprio corpo limitandosi al proprio organo riproduttivo.
Certo è che l'orgasmo maschile può portare a sua volta al vuoto che è a sua volta un pieno totale al punto di far giungere alla sensazione di avere a nostra volta una vagina. Ma è un evento raro, i maschi occidentali sono troppo distratti dalle percezioni superficiali.
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solaria
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MessaggioInviato: 28 Feb 2008 20:13    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Ma è un evento raro, i maschi occidentali sono troppo distratti dalle percezioni superficiali.


Orpo Shocked , Silent come Sting, adepto della filosofia tantrica orientale....questa sì che è una notizia! Laughing
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Proserpina
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MessaggioInviato: 28 Feb 2008 20:24    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Proserpina ha scritto:
....luogo comune: il piacere femminile per esprimersi deve essere urlato...ululato....mugolato....

...realtà: vi sono stati di abbandono dove si sfiora il vuoto e non c'è spazio per il suono...solo luce e silenzio..

Questo è molto interessante. L'uomo ha assai poca confidenza con il proprio corpo limitandosi al proprio organo riproduttivo.
Certo è che l'orgasmo maschile può portare a sua volta al vuoto che è a sua volta un pieno totale al punto di far giungere alla sensazione di avere a nostra volta una vagina. Ma è un evento raro, i maschi occidentali sono troppo distratti dalle percezioni superficiali.


...confermo..spesso intervisto e chiedo a uomini con problematiche urologiche la percezione corporea del loro orgasmo....e per la maggior parte si limita ad un senso di piacere circoscritto all'area genitale...un vero peccato...nonchè segnale di scarsa vitalità.
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ZapoTeX
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 12:00    Oggetto: Rispondi citando

Senti senti!
Sempre più interessante!

Per il tema del silenzio: per un uomo, effettivamente, l'idea che quanto più lei "dà segni" (dal graffio all'ululato al respiro affannoso e chi più ne ha più ne metta...), quanto più le sta piacendo è molto forte, specialmente se non ci si conosce da tantissimo. Però, come in tutte le cose, credo che se l'intesa è cosolidata, basta uno sguardo per capire, o no?

Per il tema della percezione maschile: beh, il fatto è che dipende dalle volte: a volte è molto locale, a volte prende tutto il corpo e in particolare inebria la testa e quando finisce sembra di risvegliarsi da un sogno. Probabilmente per una donna non ci sono vie di mezzo: è più difficile raggiungerlo (per alcune), ma se raggiunto non esiste la versione "locale", ma solo quella globale. Ma il fatto è che nessuno li ha provati tutti e due, quindi non c'è modo di fare confronti, se non attraverso misurazioni dell'attività nervosa o altre diavolerie mediche (non so quanto signficative)
Proserpina: sei una dottoressa? Come mai intervisti uomini su queste cose? Sono invadente e curioso, ma non è colpa mia, mi disegnano così...
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 13:02    Oggetto: Rispondi citando

ZapoTex ha scritto:

Per il tema della percezione maschile: beh, il fatto è che dipende dalle volte: a volte è molto locale, a volte prende tutto il corpo e in particolare inebria la testa e quando finisce sembra di risvegliarsi da un sogno. Probabilmente per una donna non ci sono vie di mezzo: è più difficile raggiungerlo (per alcune), ma se raggiunto non esiste la versione "locale", ma solo quella globale. Ma il fatto è che nessuno li ha provati tutti e due, quindi non c'è modo di fare confronti, se non attraverso misurazioni dell'attività nervosa o altre diavolerie mediche (non so quanto signficative)Proserpina: sei una dottoressa? Come mai intervisti uomini su queste cose? Sono invadente e curioso, ma non è colpa mia, mi disegnano così...


Post per nulla banale complimenti.

La descrizione che fai del tuo orgasmo è indice di ottima capacità di ascolto e non è poi così diversa dalla descrizione che una donna darebbe.
Infatti quello che dici a proposito dell'orgasmo femminile in realtà è idealizzato: noi come voi possiamo avere vari tipi di orgasmo, più o meno intensi, più esterni, clitoridei, o più interni (ultero annessiali).
Possono essere totali (mi piace "inebria la testa", anche a noi succede) o microorgasmi.

Un orgasmo è reso più intenso dalla capacità di non bloccare il respiro, di lasciarlo fluire. Irrigidire il corpo può impedire il flusso energetico che, come un onda, si irradia a tutto il corpo di salire verso la testa e scendere lungo le gambe.

Lasciarsi attraversare dall'orgarsmo....Ti consiglio la lettura di "La funzione dell'orgasmo" di Reich, se hai questa sensibilità all'ascolto è ottimo. In alternativa ci sono i testi degli Zadra, "Tantra, la via dell'estasi" il più noto. Ma andare alla fonte (Reich appunto) è sempre la cosa migliore.

Sono una fisioterapista, ma mi occupo di riabilitazione uroginecologica. A volte seguo anche uomini con problematiche urologiche. Sto cercando nel mio lavoro di creare un trait-d'union fra funzionalità dell'apparato urinario e sessualità..molto spesso le dua cose vanno insieme.
Se guardi il mio profilo capisci. Wink


Davvero grazie Zapo per il confronto "percettivo": è quello che reputo piò di valore.
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Danielix
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 16:55    Oggetto: Rispondi citando

Mi risulta, e non soltanto per esperienza personale, che il confronto tra l'orgasmo maschile e quello femminile sia pressochè inattuabile: mentre per quello maschile la "gamma" di sfumature rilevanti si riduce a quattro o cinque, naturalmente mantenendo pur sempre carattere soggettivo,
quello femminile è soggetto ad un "range" verosimilmente infinito.

Non per nulla la donna, nel tentativo di descrivere il suo, ricorre spesso ai colori: "era giallo; è iniziato con una sfumatura di rosa per terminare in rosso intenso; era come un'esplosione di colori con dominanza di verde e blu..." e via così...

Con malcelata invidia dei maskietti... Wink
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 17:32    Oggetto: Rispondi citando

Danielix ha scritto:
Mi risulta, e non soltanto per esperienza personale, che il confronto tra l'orgasmo maschile e quello femminile sia pressochè inattuabile: mentre per quello maschile la "gamma" di sfumature rilevanti si riduce a quattro o cinque, naturalmente mantenendo pur sempre carattere soggettivo,
quello femminile è soggetto ad un "range" verosimilmente infinito.

Non per nulla la donna, nel tentativo di descrivere il suo, ricorre spesso ai colori: "era giallo; è iniziato con una sfumatura di rosa per terminare in rosso intenso; era come un'esplosione di colori con dominanza di verde e blu..." e via così...

Con malcelata invidia dei maskietti... Wink



..e questo poi si differenzia a seconda del tipo di modalità percettivo-comunicativa dominante..una donna "visiva" te lo descriverà così, una cenestesica usarà espressioni del tipo:"vertiggine, onda di calore etc", un'uditiva con "silenzio, pace"....ma, Daniel, io continuo a pensare che anche quello maschile sia in realtà differenziato ma che spesso manchino le parole e la capacità di cogliere le sfumature....
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 18:06    Oggetto: Rispondi citando

@Danielix:
Sinestesia a parte, dobbiamo tenere conto anche del modello maschile interiorizzato in occidente.
La cultura guidaico cristiana attraversa anche la mente degli atei come una righiera di una scala utile quando si sale al buio.
Questoperò limita immensamente la possibilità di camminare tenendo entrambe le mani libere.
Fuor di metafora voglio dire che il maschio tende a godere più del suo sesso che del suo corpo e questo più per questioni culturali che di vera potenzialità.
L'uso di altre aperture da parte di chi pratica l'omosessualità maschile ne è un esempio (anche se è all'apparenza una semplificazione).
L'anatomia femminile è molto diversa e di più facile accesso al piacere, così diceva anche il vecchio Tiresia che, nella mitologia greca visse due volte, sia come uomo che come donna ed ebbe a dire che, fra le due condizioni, preferì quella femminile.
Ma questa mitologià è infatti di origine maschile: è l'uomo che parla e pensa a se stesso e alla propria condizione sensoriale.
Lo stupro, in tempi di guerre e di razzie (il passaggio dalla civiltà rurale a quella cittadina moltiplicò la necessità di reperire risorse e questo favorì l'uso della guerra e della razzia) era molto praticato in passato e questo certamente limitava l'approccio a pochi istanti spasmodici dove la eiaculazione consentiva di chiudere l'atto con una qualche soddisfazione (anche solo per l'effetto dovuto all'iperventilazione che comunque sia da un po' di ebbrezza).

Non posso non tenere conto di tutte queste cose: non siamo macchine ma insiemi infiniti di variabili e di complesse aggregazioni sia psichiche che fisiche: il nostro cervello si è evoluto stratificandosi, non diventanto tutto insieme una cosa diversa.
La natura del piacere fisico è assolutamente legata alle caratteristiche biochimiche del cervello. La cultura è una potente forma di condizionamento della biochimica cerebrale ed il corpo che ne fa parte restituisce (o ci fa credere che restituisca) quel piacere localizzato nell'area preposta alla penetrazione mentre è tutta la pelle e gli altri organi e strutture coinvolte nel contatto e nel movimento, a partecipare al paicere.
Siamo troppo abituati a considerare la donna per quello che la differenzia da noi, tanto da chiamarla con ammirazione o con desiderio (o, alle volte, per sminuira a causa del suo "potere" che temiamo segretamente), con il nomignolo che definisce una sua singola parte anatomica.
Figa.
E questo, consentitemi, è un errore grossolano. Quando noi uomini ci incontriamo con questa "figa" e ne riceviamo piacere, in realtà stiamo dividendo un momento di realtà con un intero e incredibilmente complesso "essere umano".
E questo essere umano è portatrice di sentimenti, timori, desideri e paure esattamente come noi.
E questo, credetemi, non è poco.
Anche se è meno facile della cosa alla quale siamo abituati.
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 18:49    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Siamo troppo abituati a considerare la donna per quello che la differenzia da noi, tanto da chiamarla con ammirazione o con desiderio (o, alle volte, per sminuira a causa del suo "potere" che temiamo segretamente), con il nomignolo che definisce una sua singola parte anatomica.
Figa.
E questo, consentitemi, è un errore grossolano. Quando noi uomini ci incontriamo con questa "figa" e ne riceviamo piacere, in realtà stiamo dividendo un momento di realtà con un intero e incredibilmente complesso "essere umano".
E questo essere umano è portatrice di sentimenti, timori, desideri e paure esattamente come noi.
E questo, credetemi, non è poco.
Anche se è meno facile della cosa alla quale siamo abituati.



..un amico sessuologo un giorno parlando definì la vagina sancta sanctorum...e mi disse che per un uomo penetrare una donna è molto più di quello che crede ed ha un valore di cui è solo parzialmente consapevole.

Per una donna essere penetrata ha sfumature e intensità proporzionali al livello di "ascolto" e di "comunicazione" che si instaura con il parner.
L'area del punto g viene non a caso chiamata "porta sacra" nel tantrismo.
E' la porta di accesso allo spazio più intimo e vulnerabile di noi. Troppo spesso si scopa e poco si fa l'amore...Bando ai moralismi..la differenza è sostanziale...l'amore, sono d'accordo con Silent, lo si fa con una persona , si scopa invece con una cavità virtuale.
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 18:56    Oggetto: Rispondi citando

Sì, nessun moralismo, infatti. Smile
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solaria
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 19:45    Oggetto: Rispondi citando

Proserpina ha scritto:
Troppo spesso si scopa e poco si fa l'amore...Bando ai moralismi..la differenza è sostanziale...l'amore, sono d'accordo con Silent, lo si fa con una persona , si scopa invece con una cavità virtuale.


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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 19:54    Oggetto: Rispondi citando

solaria ha scritto:
Proserpina ha scritto:
Troppo spesso si scopa e poco si fa l'amore...Bando ai moralismi..la differenza è sostanziale...l'amore, sono d'accordo con Silent, lo si fa con una persona , si scopa invece con una cavità virtuale.


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..purtroppo....ho vissuto entrambe le esperienze.... Sad
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 20:00    Oggetto: Rispondi citando

Come credo un pò tutte le donne e gli uomini...
Ma da questa esperienza si trae maggiore esperienza e capacità di giudizio..
Nulla è più umiliante credo per una persona che provare la sensazione di essere stato "usato".
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 20:29    Oggetto: Rispondi citando

solaria ha scritto:
Come credo un pò tutte le donne e gli uomini...
Ma da questa esperienza si trae maggiore esperienza e capacità di giudizio..
Nulla è più umiliante credo per una persona che provare la sensazione di essere stato "usato".


..ciò che però a me lascia inquieta è che essere usata non è necessarimente una cosa fatta da una persona magari nuova o da una relazione agli inizi.
Ci si può sentire usati anche dal partner di una vita... Rolling Eyes
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 21:16    Oggetto: Rispondi citando

Proserpina ha scritto:

Ci si può sentire usati anche dal partner di una vita... Rolling Eyes

in quel caso mi permetto di dire che c'è qualcosa che non funziona, fosse anche "solo" un problema di comunicazione tra le parti.
Ma è un qualcosa che secondo me va sempre chiarito quanto prima, costi quel che costi.
Non fosse altro che -per me- quello sarebbe lo specchio di una situazione problematica del rapporto, non certo limitata al sesso.
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 21:37    Oggetto: Rispondi citando

ioSOLOio ha scritto:
Proserpina ha scritto:

Ci si può sentire usati anche dal partner di una vita... Rolling Eyes

in quel caso mi permetto di dire che c'è qualcosa che non funziona, fosse anche "solo" un problema di comunicazione tra le parti.
Ma è un qualcosa che secondo me va sempre chiarito quanto prima, costi quel che costi.
Non fosse altro che -per me- quello sarebbe lo specchio di una situazione problematica del rapporto, non certo limitata al sesso.


..così è stato fatto..con scelte inevitabili...ma quanta sofferenza....E questo non per giudicarlo...spesso l'anestesia corporea ha radici nell'analfabetismo fisico dei genitori...
Specchio di una situazione problematica nel rapporto? Si e anche no...il rapporto su un piano affettivo è tutt'ora profondo.
Specchio di modi diversi di vivere il corpo e la relazione corporea..specchio di un educazione sessuale fatta solo attraverso la pornografia....Specchio di un sacco di cose..ma mi fermo..andrei troppo sul personale.
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 21:46    Oggetto: Rispondi citando

nemmeno a dirlo, ma è ovvio che esprimo il mio parere, sul mio carattere e modo di agire.
Scontato appunto.


Proserpina ha scritto:

Specchio di una situazione problematica nel rapporto? Si e anche no...il rapporto su un piano affettivo è tutt'ora profondo.
Specchio di modi diversi di vivere il corpo e la relazione corporea..specchio di un educazione sessuale fatta solo attraverso la pornografia....Specchio di un sacco di cose..ma mi fermo..andrei troppo sul personale.


non metto in dubbio che ci fosse sentimento.
Ma un rapporto interpersonale (qualsivoglia, ma tanto più se sentimental/d'amore ovvio) ha tante sfaccettature, dai gusti personali, al carattere, al modo di vivere l'intimità, a mille altre cose...
Certamente c'è la mediazione, il venirsi incontro, l'accettare le ovvie e doverose diversità.
Ma non su tutto, non su alcuni punti importanti del proprio essere...questa sulla sessualità magari, altre volte su altre cose...
Se quelli non collimano c'è un "problema" nel rapporto che alla lunga è destinato a intorbidirsi.
Quanto e come lo si affronta, talora risolvendolo e talora comprendendo che è impossibile risolverlo, dipende dalla intelligenza e serietà degli interessati.
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 22:11    Oggetto: Rispondi citando

ioSOLOio ha scritto:

Ma non su tutto, non su alcuni punti importanti del proprio essere...questa sulla sessualità magari, altre volte su altre cose...
Se quelli non collimano c'è un "problema" nel rapporto che alla lunga è destinato a intorbidirsi.
Quanto e come lo si affronta, talora risolvendolo e talora comprendendo che è impossibile risolverlo, dipende dalla intelligenza e serietà degli interessati.



...non stiamo parlando di un contratto stipulato...nè di qualcosa ceh si più "contrattare" nè tantomento insegnare (e parlo per esperienza). Non è questione solo di dialogo nè di supporto alla coppia. Ma di "stili di relazione e di corporeità" diversi, di blocchi emotivi, di sofferenza dell'anima. Il tuo discorso sarebbe buono se stessimo parlando di un problema asettico, che ne so, di un problema di lavoro.

Non basta la "buona volontà" per cambiare il modo di porsi nel sesso...te lo assicuro.. Rolling Eyes
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MessaggioInviato: 02 Mar 2008 10:37    Oggetto: Rispondi citando

Proserpina ha scritto:
...non stiamo parlando di un contratto stipulato...nè di qualcosa ceh si più "contrattare" nè tantomento insegnare (e parlo per esperienza). Non è questione solo di dialogo nè di supporto alla coppia. Ma di "stili di relazione e di corporeità" diversi, di blocchi emotivi, di sofferenza dell'anima. Il tuo discorso sarebbe buono se stessimo parlando di un problema asettico, che ne so, di un problema di lavoro.

mi rendo conto che a volte ho un approccio molto "formale" dinanzi a un problema...

Proserpina ha scritto:
Non basta la "buona volontà" per cambiare il modo di porsi nel sesso...te lo assicuro.. Rolling Eyes

ne sono convinto.
Ma non è quello il punto cruciale a mio parere. Nel senso che per quanto ci si voglia bene, per quanto ci sia onestà e correttezza reciproche, può capitare in un rapporto che qualcosa -di importante ovviamente- non sia amalgamato come dovrebbe, che qualcosa che per uno è rilevante, per l'altro non lo sia.
Non si tratta di colpe naturalmente. Si può essere fatti diversi, per mille motivi. Ma il dato di fatto finale è che, dinanzi a quella "problematica" che uno sente importante, si agisce, si pensa, ci si relazione in maniera molto differente, distante l'uno dall'altro.
Magari si va d'amore e d'accordo in tante altre cose, ma in quella no, c'è troppa differenza di vedute.
E proprio perchè non si risolve con la "buona volontà", e proprio perchè non troverei assolutamente giusto cercare di far cambiare l'altro (essendo una cosa importante, primaria..non una cosa lieve su cui deve esserci il compromesso) io non vedo altra scelta che "affrontare" il problema parlando chiaro.
Con il concetto chiaro in mente che affrontare non significa risolvere, perchè a volte soluzione non c'è. Non in senso positivo almeno.

In questo contesto il nostro discorso è stato applicato all'intimità, ma io l'ho scritto in linea generale, allargandolo a un ventaglio ampio di possibilità.

Con la scontata premessa che io la penso così, agisco così, in forza del mio carattere, del mio modo di pensare, di essere.
E mi è toccato.
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MessaggioInviato: 02 Mar 2008 11:58    Oggetto: Rispondi

Il sesso e i sentimenti hanno origine in due differenti parti del cervello e in due differenti parti della vita. Riunirle è difficile ma non impossibile.
L'aspettativa affettiva esistenziale è sorgente di delusioni e drammi anche terribili. Ci identifichiamo troppo spesso con i sentimenti che proviamo quasi che i sentimenti non fossero solo e soltanto espressione della nostra personale storia e umanità.
E allo stesso modo ci identifichiamo con il nostro sesso e a questo chiediamo identità.
Da questa sovrapposizione scaturisce l'esigenza insoddisfatta che ci precipita nella eterna giostra di incomprensioni, delusioni e ricerche ossessive di quanto sentiamo come necessario per sentirci completi.
Ma confondiamo la causa con l'effetto.
Il sesso non siamo noi, è solo un modo per approfondire la conoscenza di noi stessi, è anche un modo per riprodurci come individui.
L'unica cosa alla quale non dobbiamo porre limiti è la conoscenza.
Tuttavia è necessario un lungo lavoro di ricerca e consapevolezza senza il quale sbatteremmo in eterno come falene conto il vetro della finestra, attratti dalla luce che viene dall'interno.
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