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Riflessioni sulla pena capitale
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gfransb
Semidio
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MessaggioInviato: 03 Nov 2007 13:26    Oggetto: Rispondi citando

Gateo ha scritto:
Peccato che il tuo governo invece ti dia torto e si dia da fare appunto sull'onda dell'emozione... Twisted Evil

Cos'hai da ridere? Pensi di aver detto una spiritosaggine?
Se i babbei di sinistra si fanno incastrare in queste buffonate c'è però chi le buffonate le organizza, cavalca e sfrutta. Tipo il disgustoso Fini che, davanti al luogo dell'agguato, si fa uomo forte e pontifica su sicurezza e responsabilità citandole tutte le responsabilità .... tranne le sue. Che in cinque anni di governo Bulgaro l'unica cosa che ha saputo fare è stato nascondere i dati del Viminale sulla criminalità!!!! Altroché sicurezza! Una cippa ha fatto! L'hai mai visto tu il tanto strombettato poliziotto di quartiere?
Gateo, te l'ho detto tante volte: bisogna distinguere ... tra travi e pagliuzze.
Se vuoi t'insegno. Laughing Laughing Laughing
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dasio78
Dio maturo
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MessaggioInviato: 03 Nov 2007 13:28    Oggetto: Rispondi citando

Forse una soluzione ci sarebbe, per contemperare esigente rieducative e punitive.

Si sconta metà pena, poi si mette l'individuo in libertà vigilata... se commette un qualsisi reato, lo si rimette in gabbia e si sconta tutta la pena, senza permessi o benefici... questo è, in sistesi, il sistema adottato in inghileterra, dove un comitato (parole board) sorveglia la condotta del detenuto in libertà, e al primo "errore" lo incarcera senza giustificazioni.

Questo per reati comuni.

Naturalmente andrebbe eslusa ogni agevolazione per i reati contro la persona.
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dasio78
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MessaggioInviato: 03 Nov 2007 13:36    Oggetto: Rispondi citando

Emmett Brown ha scritto:

Tuttavia si può osservare che (in un carcere ideale, che funziona correttamente) la reclusione stessa è rieducazione e persino lo stare 24 ore davanti alla tv è comunque preferibile alla frequentazione dell'ambiente e delle situazioni da cui di solito il detenuto proviene.


La reclusione fine a se stessa non è riabilitazione... serve solo ad isolare individui pericolosi dalla società, e abbrutisce queste persone... la rieducazione, il trattamento, non a caso previsto come diritto dall'art. 1 della l. 354 del 1975, è necessaria (anche se spesso inutile) per dare una ragione al carcere.
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ili07
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MessaggioInviato: 03 Nov 2007 19:32    Oggetto: Rispondi citando

dasio78 ha scritto:
Emmett Brown ha scritto:

Tuttavia si può osservare che (in un carcere ideale, che funziona correttamente) la reclusione stessa è rieducazione e persino lo stare 24 ore davanti alla tv è comunque preferibile alla frequentazione dell'ambiente e delle situazioni da cui di solito il detenuto proviene.


La reclusione fine a se stessa non è riabilitazione... serve solo ad isolare individui pericolosi dalla società, e abbrutisce queste persone... la rieducazione, il trattamento, non a caso previsto come diritto dall'art. 1 della l. 354 del 1975, è necessaria (anche se spesso inutile) per dare una ragione al carcere.


infatti!

stare in carcere non significa essere rieducati...anzi, se fatto male il carcere può soltanto peggiorare le attitudini criminali di una persona..perchè è sopratutto in determinati carceri che si formano le classi di comando, le gang, dove c'è un codice di violenza e sopprusi a cui i secondini devono purtroppo rimanere neutrali se non vogliono essi stessi rischiare una brutta fine...
lo dimostra il fatto che la stessa mafia dal carcere continua a gestire il proprio raket..
E sapere qual'è il passatempo più gettonato in carcere? lo spaccio di droga....
questo perchè se si lascia determinati soggetti in balia del niente, è comunque con il niente in testa che usciranno dal carcere.....

i lavori forzati o più in generale i lavori utili alla società non sarebbero una vendetta...ma un modo per cercare di inculcare a questa gente il concetto non solo di pena quale conseguenza al reato, ma anche di utilità.

c'è gente in altri stati, che è riuscita a riscattarsi facendo queste cose (come il già citato grupppo di detenuti inviati a sopperire al dramma degli incendi in california), non vedo perchè il 90% dei nostri detenuti deve passare le giornate a letto...

Emmett Brown ha scritto:
Citazione:
Vede che avevo ragione? Aldilà dei ragionamenti slegati tra loro (diritto alla sicurezza e pena di morte non hanno niente a che vedere l'un con l'altro) in realtà i fautori della forca cercano essenzialmente la vendetta, non la giustizia. Infatti è pienamente comprensibile la rabbia di un parente di fronte ad un delitto che ci tocca personalmente. Io stesso non so come mi comporterei se qualcuno facesse del male a mia nipote.




E' assodato, le leggi che prevedono divieti ma non sanzioni sono sempre e comunque DISATTESE!!
secondo la nostra psicologia giudiziaria la sanzione punitiva deve avere due compiti:

-un compito preventivo: disincentivo al reato
-un compito retributivo o compensativo: quale conseguenza del reato commesso
non tutta la dottrina è concorde sul significato retributivo della pena perchè in molti preferiscono caratterizzare la sanzione punitiva come metodo di risocializzazione e non tanto di punizione

premesso questo!
la pena di morte non deve essere un metodo di vendetta ma un disincentivo....
se una norma prevede la pena di morte per un dato reato e tu, arbitrariamente, decidi di fare lo stesso quel reato, ti prenderai anche le conseguenze del tuo gesto...
ERI O NON ERI STATO AVVERTITO??????

la gravità della sanzione punitiva è ovviamente contemperata alla gravità del reato.

più grave è il reato più grave sarà la pena...

....non è una questione di occhio per occhio, ma sarebbe abbastanza inutile preannunciare ad un ipotetico assassino che se uccide verrà messo agli arresti domiliari....

non sarebbe un deterrente.....

allo stesso modo, se per un reato è prevista una pena grave, ma quella stessa pena viene poi disattesa nella realtà, essa perderà il suo potere di disincentivo perchè non praticata...in magre parole, il sapere che è prevista ma non si usa, avrà come conseguenza di non intimorire i soggetti a cui "l'allerta" è indirizzata



Citazione:
Ma uno Stato non agisce sull'onda dell'emozione, bensì ragionando. E' per questo che la giustizia non viene amministrata direttamente dai parenti delle vittime, come accade in certi paesi integralisti, ma da un potere terzo che deve giudicare e punire secondo equità e correttezza, non secondo rabbia o emotività.


e' lo sbaglio più grande di questo paese...sonnecchiare per anni e risvegliarsi di botto, facendo provvedimenti a random, per poi tirarsi addosso ogni tipo di critica...

ora conme ora la diplomazia rumena sta urlando allo scandalo xenofobo e ha intimato alle nostre istituzioni di "darsi una calmata" nei rimpatrii

MA LA VERITA' E' CHE QUESTE COSE NON E' CHE NON ANDAVANO FATTE, SAREBBERO SEMPRE DOVUTE SUCCEDERE TUTTE LE VOLTE CHE UN SOGGETTO VENIVA DEFINITO PERICOLOSO...

lo stato italiano sta solo facendo quello che uno studente impreparato fa l'ultimo giorno prima dell'esame...un tour de force di studio...
l'italia ha dormito per anni accettando mille sopprusi e ora si attitr le critiche perchè cio' che avrebbe dovuto fare in modo più tranquillo e regolare, sta avvenendo in modo massiccio e frettoloso..

....ma il fatto che non si siano mai prese delle misure non vuole dire che si debba continuare così.....

a Bucarest stanno tanto bene perchè da loro le aggressioni all'individuo non esistono????...bene per loro, ma i loro galeotti che se li tengano però.....
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Gateo
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MessaggioInviato: 05 Nov 2007 18:01    Oggetto: Rispondi citando

gfransb ha scritto:
Se i babbei di sinistra si fanno incastrare in queste buffonate c'è però chi le buffonate le organizza, cavalca e sfrutta......
Gateo, te l'ho detto tante volte: bisogna distinguere ... tra travi e pagliuzze.
Se vuoi t'insegno. Laughing Laughing Laughing
Beccati questo allora, vediamo dove son le travi e dove le pagliuzze.
Che ormai non si distingue piu' la segheria dal pagliaio.
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Elenciu
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MessaggioInviato: 07 Nov 2007 16:42    Oggetto: Rispondi citando

qui lo dico e qui lo nego... scrivo ma non leggero le risposte.

secondo me la pena di morte è inutile perchè si infligge, con la morte, troppo poco dolore ai colpevoli e anzi, uccidendoli li liberiamo dal rimorso di quello che hanno fatto.

quindi sono contro alla pena di morte.

però

se un ubriaco violenta la vostra fidanzata mentre torna dall'addio al nubilato di una vostra cara amica che si sta per sposare, voi, a quello, cosa gli fareste? lo uccidereste? si, anche io di primo impatto, ma perchè ucciderlo quando lo possiamo torturare pubblicamente?
secondo me dopo aver visto uno persona torturata pubblicamente a molti passerebbe la voglia anche solo di guardarle le donne degli altri.. per paura di venir torturati anche loro. e non dico il filmato via internet. in piazza. e la gente deve sentire le urla del "simpatico omino" che viene torturato.
ho parlato di uno stupro per non parlare di pedofilia.

quindi, riassumento, no alla pena di morte, si alla tortura. ma se non lo possiamo torturare, almeno ce ne liberiamo.
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maxismakingwax
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MessaggioInviato: 07 Nov 2007 19:06    Oggetto: Rispondi citando

Elenciu ha scritto:
qui lo dico e qui lo nego... scrivo ma non leggero le risposte.

ah grazie! E ce lo vieni anche a dire? Allora cosa ti iscrivi a fare in un forum? Solo perché te lo ha detto un tuo amico? Il tuo amico è un grande!

Per la tua provocazione se ti aspetti che io adesso mi metta a risponderti prendendo seriamente in esame ciò che dici ... beh ci hai preso.
forse la distinzione tra uomo è animale parte dal controllo degli istinti.
Concordo con te in alcuni sfoghi di rabbia: sarebbe bello metterci tutti dei bei cappucci bianchi e farci giustizia torturando gentaglia a destra e a manca che riteniamo insopportabile. io ad esempio non posso tollerare chi parcheggia occupando due posti! Una bella croce infuocata in giardino e il gatto sciolto nell'acido! Evvai!
Però poi mi pongo il problema etico, sento il peso del comune destino della mia specie, trovo nell'altro e nel suo rispetto l'essenza del mio vivere civile.
E questo solo per ribadire a chi legge che la tua fosse solo ed esclusivamente una provocazione.

Nel merito del concetto che hai espresso: non sono d'accordo neanche qui. Non esiste deterrente abbastanza forte da evitare qualsivoglia reato. E' una questione che gioca sugli impulsi psicologici di scarica immediata della tensione. Una pena enorme spesso va a discapito aumentando tale tensione.

La pubblica gogna poi è un po' demodé, aggiornati
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ili07
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MessaggioInviato: 07 Nov 2007 20:23    Oggetto: Rispondi citando

maxismakingwax ha scritto:
Non esiste deterrente abbastanza forte da evitare qualsivoglia reato. E' una questione che gioca sugli impulsi psicologici di scarica immediata della tensione. Una pena enorme spesso va a discapito aumentando tale tensione.

La pubblica gogna poi è un po' demodé, aggiornati


si max, sono daccordo.....ma ammetterai anche che se per alcune persone "non esiste deterrente", per altri esiste eccome.....se non esistesse alcun tipo di deterrente saremmo nella giungla più selvaggia....

te lo dimostra il fatto è riconosciuta, quale attenuante in campo penale, l'aver agito per suggestione della folla in tumulto.....

quando ti trovi in una determinata situazione, e tutte le regole civili saltano, è comprovato che è più facile commettere un reato perchè il fatto che "tutti lo facciano" e che, confusi nella mischia sia più difficile essere individuati, porta automaticamente il rigore civile ad andare a quel paese...

ci sono due cose che condizionano il senso di ciò che va o non va fatto:
il comune sentire un atto come illecito
la paura di una sanzione, tanto più quando è particolarmente pesante...
ed è la paura di una sanzione che 90 volte su 100 richiama al senso civico, e non altro.....

più la contropartita prevista per un reato sarà alta, più sarà l'ince3ntivo deterrente
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chemicalbit
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MessaggioInviato: 08 Nov 2007 09:29    Oggetto: Rispondi citando

Elenciu ha scritto:
ma perchè ucciderlo quando lo possiamo torturare pubblicamente?
secondo me dopo aver visto uno persona torturata pubblicamente a molti passerebbe la voglia anche solo di guardarle le donne degli altri.. per paura di venir torturati anche loro.
Ma con tortura in piazza, intendila pubblica gogna,
o proprio anche tortura tipo frustate, ecc?

Elenciu ha scritto:
e non dico il filmato via internet. in piazza. e la gente deve sentire le urla del "simpatico omino" che viene torturato.
piccolo off-topic:
Saranno mesi che non passo dalla piazza della mia città. Non so se oggigiorno sia "più visibile" uan cosa in piazza di una in Internet.


Elenciu ha scritto:
quindi, riassumento, no alla pena di morte, si alla tortura. ma se non lo possiamo torturare, almeno ce ne liberiamo.
"Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato."
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gfransb
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MessaggioInviato: 08 Nov 2007 14:24    Oggetto: Rispondi citando

Elenciu ha scritto:
....se un ubriaco violenta la vostra fidanzata mentre torna dall'addio al nubilato di una vostra cara amica che si sta per sposare, voi, a quello, cosa gli fareste? lo uccidereste? si, anche io di primo impatto, ...........
secondo me dopo aver visto uno persona torturata pubblicamente a molti passerebbe la voglia anche solo di guardarle le donne degli altri.. per paura di venir torturati anche loro......


Si dimostra ancora una volta che è il desiderio di vendetta a spingere i forcaioli, non la "sete di giustizia".
E se il potere deterrente di pena di morte e tortura fosse reale certe nazioni sarebbero giardini dell'Eden, invece sono e rimangono anticamere dell'inferno. Cina e USA in testa.
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ili07
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MessaggioInviato: 08 Nov 2007 18:15    Oggetto: Rispondi citando

gfransb ha scritto:
Elenciu ha scritto:
....se un ubriaco violenta la vostra fidanzata mentre torna dall'addio al nubilato di una vostra cara amica che si sta per sposare, voi, a quello, cosa gli fareste? lo uccidereste? si, anche io di primo impatto, ...........
secondo me dopo aver visto uno persona torturata pubblicamente a molti passerebbe la voglia anche solo di guardarle le donne degli altri.. per paura di venir torturati anche loro......


Si dimostra ancora una volta che è il desiderio di vendetta a spingere i forcaioli, non la "sete di giustizia".
E se il potere deterrente di pena di morte e tortura fosse reale certe nazioni sarebbero giardini dell'Eden, invece sono e rimangono anticamere dell'inferno. Cina e USA in testa.


beh, la situazione americana è difficilmente paragonabile all'italia...caso mai la dovresti paragonare a tutta la situazione criminale dell'europa, allora si che a livello di estensione territoriale si potrebbe fare un paragone......

è pur sempre un continente intero....


la Cina invece che centra?
là più che di criminalità comune si può parlare di criminalità di chi comanda.....la pena di morte viene usata per colpire i crimini contro l'economia....tutte le scuse sono buone per fas fuori una quarantina di persone a botta......non possiamo nemmeno parlare di pena di morte quale disincentivo al crimine...
per loro è quasi un "secondo controllo delle nascite"

ma stiamo anche parlando di un paese con apparato istituzionale di tipo DITTATORIALE

e comunque non mi pare che i cinesi siano così tanto dediti al reato...a parte la mafia cinese, noi siamo i primi che in italia non ci possiamo lamentare....hai mai sentito di un'aggressione, uno stupro, una rapina, ecc....FATTA DA UN CINESE QUA??'
penso sia rare queste notizie.....
nei loro sottoboschi sicuramente "si regolano conti ad oltranza",ma dal nostro punto di vista tutto gli possiamo affibbiare tranne che sia un popolo di extracomunitari che va in giro per il mondo a far del crimine.....

che poi siano guerrafondai, questo è dovuto più che altro da chi sta ai vertici e non tanto dai comuni cittadini....
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ioSOLOio
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MessaggioInviato: 08 Nov 2007 19:16    Oggetto: Rispondi citando

Forse il mio è comunque un atto di pietas, non mi arrogo il diritto di sopprimere una vita umana.
Per cui sono contro la pena di morte "statalizzata", comunque.


Però...pur non avendo specifiche conoscenze di altri paesi esteri occidentali (vedi Europa in genere) in Italia, nella nostra bella repubblica sempre più delle banane....c'è la certezza della non-pena quasi per ogni fatto...si ruba e stai fuori....danneggi, spacchi, vandalizzi...e stai fuori....ti droghi, ti ubriachi e falci persone....e stai fuori con la patente in mano per almeno un po' di volte....sei un assassino....e torni libero molto in fretta....ecc.ecc.

ovviamente il discorso è maggiormente sentito quando si presentano casi efferati come quello da cui è scaturita la discussione.
O come quello citato dell'ennesimo caso di omicidio al volante commesso da ubriaco (magari già molto noto)

Condanno i fenomeni di insofferenza razzista o il rischio di aggressioni indiscriminate per vendetta e giustizialismo.

Ma occhio che -soprattutto in certe zone- la percezione (e molto spesso anche la realtà) della sicurezza sta scendendo paurosamente.


Coloro che, nel redigere leggine e nell'interpretarle, fanno i buonisti a oltranza, spesso girando agevolmente con scorte in auto e piantoni di ps sotto casa dovrebbero tenerne conto, perchè alla lunga il rischio è quello di una esaltazione di insofferenze violente.

Perchè, credo, tutti sarebbero soddisfatti di una pena giusta e soprattutto CERTA.
Ma dinanzi alla consuetudine di non-pene, il rischio di un "fai da te" non può che aumentare.

E se già sono -a mio avviso- inaccettabili i casi di scorciatoie per chi commette gravi delitti la prima volta..diventano davvero inconcepibili -se non delittuose- le situazioni in cui si arma la mano omicida scegliendo la noncuranza, il buonismo....una persona cui è stata sospesa tre o quattro volte la patente perchè sorpresa a guidare ubriaca o drogata potrà solo rischiare di ammazzare qualcuno prima o poi..se non capiterà sarà solo fortuna.
Il che è delinquenziale!


Il diritto alla rieducazione NON PUO' essere anteposto al diritto alla propria incolumità
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ili07
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MessaggioInviato: 08 Nov 2007 20:15    Oggetto: Rispondi citando

ioSOLOio ha scritto:

Citazione:
Ma occhio che -soprattutto in certe zone- la percezione (e molto spesso anche la realtà) della sicurezza sta scendendo paurosamente.


Coloro che, nel redigere leggine e nell'interpretarle, fanno i buonisti a oltranza, spesso girando agevolmente con scorte in auto e piantoni di ps sotto casa dovrebbero tenerne conto, perchè alla lunga il rischio è quello di una esaltazione di insofferenze violente.

Perchè, credo, tutti sarebbero soddisfatti di una pena giusta e soprattutto CERTA.
Ma dinanzi alla consuetudine di non-pene, il rischio di un "fai da te" non può che aumentare.



sono daccordissimo con te..e infatti, senza voler essere disfattista, la mia preoccupazione più grande è data dal meccanismo a catena...

siamo comandati (perchè di comando si tratta e non certo di gestione rappresentativa del potere sovrano del popolo) da signorini in doppio petto che non hanno la più pallida idea di cosa voglia dire prendere un'autobus o dover parcheggiare l'auto a km dal luogo di lavoro e farsi tanta strada a piedi nel buio....da gente che quando deve andare in un posto viene scaricata direttamente davanti all'entrata.....da gente che non si troverà mai nella situazione di essere rapinata (o peggio) mentre passeggia per la città.....
ed è facile per queste persone fare sarmoni sul fatto che "non ci dobbiamo far prendere dal sentimento di xenofobia"

hai voglia...

...io parlo per esperienza personale e a me è capitato di rinunciare a dei lavori perchè la sistemazione logistica mi avrebbe portato a rischiare e a vivere con la paura di fare brutti incontri al ritorno verso un'auto sempre troppo lontana per motivi di zone a traffico limitato o per strisce blu ad oltranza....


è inevitabile che il cittadino che vive tutti i giorni con l'incubo dello straniero dietro alle spalle (che magari sta andando per i cavoli suoi) ma guarda caso si infila nel parcheggio sotterraneo con te, raggiunga un livello di stress ed esaurimento da diventare a sua volta aggressivo.....

in più la non impunità accresce il sentimento non solo di insicurezza ma anche di insofferenza....che genera razzismo...il razzismo genera ancora più aggressività da parte di chi vi è oggetto....

....e da lì, a finire come in jugoslavia, a fare una guerra civile tra etnie...non è che ce ne passa molta.....
....e non stiamo parlando di "costa d'avorio" o di "Bolivia", ma di un paese come la jugoslavia che oltre ad essere civilissimo, aveva anche goduto per tempo di una buona economia, salvo poi cadere però in una economia precaria con una moneta svalutata all'ennesima potenza (e qui scusate se vado ot ma "dio salvi prodi e chi ci ha fatto entrare in Europa perchè se nò a quest'ora altro che problema dell'Euro avevamo)

comunque....non è che l'italia è immune da questa possibilità...i numeri di presenza in italia (percentuali per etnie) iniziano ad essere cifre importanti...cosa succederebbe se si iniziassero ad accendere le miccie mi chiedo???
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MessaggioInviato: 08 Nov 2007 23:58    Oggetto: Rispondi citando

ili07 ha scritto:
dasio78 ha scritto:
Emmett Brown ha scritto:

Tuttavia si può osservare che (in un carcere ideale, che funziona correttamente) la reclusione stessa è rieducazione e persino lo stare 24 ore davanti alla tv è comunque preferibile alla frequentazione dell'ambiente e delle situazioni da cui di solito il detenuto proviene.


La reclusione fine a se stessa non è riabilitazione... serve solo ad isolare individui pericolosi dalla società, e abbrutisce queste persone... la rieducazione, il trattamento, non a caso previsto come diritto dall'art. 1 della l. 354 del 1975, è necessaria (anche se spesso inutile) per dare una ragione al carcere.


infatti!

stare in carcere non significa essere rieducati...anzi, se fatto male il carcere può soltanto peggiorare le attitudini criminali di una persona..perchè è sopratutto in determinati carceri che si formano le classi di comando, le gang, dove c'è un codice di violenza e sopprusi a cui i secondini devono purtroppo rimanere neutrali se non vogliono essi stessi rischiare una brutta fine...
lo dimostra il fatto che la stessa mafia dal carcere continua a gestire il proprio raket..
E sapere qual'è il passatempo più gettonato in carcere? lo spaccio di droga....
questo perchè se si lascia determinati soggetti in balia del niente, è comunque con il niente in testa che usciranno dal carcere.....

i lavori forzati o più in generale i lavori utili alla società non sarebbero una vendetta...ma un modo per cercare di inculcare a questa gente il concetto non solo di pena quale conseguenza al reato, ma anche di utilità.

c'è gente in altri stati, che è riuscita a riscattarsi facendo queste cose (come il già citato grupppo di detenuti inviati a sopperire al dramma degli incendi in california), non vedo perchè il 90% dei nostri detenuti deve passare le giornate a letto...






Mi aggancio qui, per sottolineare una cosa che a parer mio mi sembra importante....

Mi sorprende chi precedentemente asserisce che le "case circondariali" riassumono detenuti con pene a breve termine....non mi risulta affatto!
Anzi....ci sono detenuti del 61 bis che scontano lì la loro condanna....e non hanno solo un paio di anni di galera da fare....

Seconda cosa, come dice Ili, stare in carcere non significa essere rieducati.....
Ma molto di più!!!!!
Intanto non solo hanno la possibilità di avere una cella con servizi e tv a colori, ma hanno una quantità di comodità che farebbe concorrenza ad un albergo di lusso.

Non passano certo tutta la giornata in cella a dormire Confused
A turno, nei vari bracci sono accompagnati nelle biblioteche o nelle aule scolastiche dove imparano varie materie...hanno gli assistenti sociali e gli psicologi che giornalmente li assistono e supportano ogni loro richiesta.
C'è chi ha l'opportunità di lavorare e ultimamente nel carcere circondariale della mia città hanno inserito un laboratorio dove fanno il caffè; ora le persone che lavorano lì sono notevolmente aumentate.
Riescono mediamente a guadagnare circa 500 euro mensili che trattengono al 90%.
Il loro vitto è costituito interamente da prodotti di prima qualità....

Questo è il quadro di un carcere del nord.
Ili parla di gand e droga....si qualcosa c'è ma poca....credimi....
Li dentro non ne hanno bisogno..
Chi ha organizzazioni esterne ha molta difficoltà a gestirle da dentro il carcere.

Ma chi ha commesso crimini come furti, droga, spaccio o piccola o media delinquenza non ha nessun interesse a uscire da lì!
Lo ammettono loro con gli agenti di custodia....lo so che può sembrare assurdo ma è così...

Con quello che ho "vissuto" da 8 anni a questa parte come compagna di una guardia carceraria vi posso dire che io propendo per il carcere duro....
Non cè rieducazione che tenga....quando sei marcio dentro lo sei e basta....

Quando si parla di pedofilia, di stupro, di omicidi efferati lo Stato non dovrebbe fare la crocerossina con persone che hanno vissuto con il male dentro....non puoi "redimere" persone così...

Anch'ìo pensavo alla pensa di morte, ma poi a mente fredda dico, no, è troppo facile per l'aguzzino.....
Una persona che si macchia di questi crimini deve soffrire, giorno dopo giorno, deve capire giorno dopo giorno cosa ha fatto, dovrebbe avere tappezzata la sua stanza delle foto delle sue vittime.....

Mi ha sconvolto una frase sentita pochi giorni fa da un parente di una vittima della strada che ha detto "l'assassino è fuori e va tutti i giorni a bersi un caffè, noi invece andiamo tutti i giorni al cimitero...questa è la giustizia italiana!".
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madvero
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MessaggioInviato: 09 Nov 2007 00:39    Oggetto: Rispondi citando

troppa carne al fuoco in questo topic: se mi metto a scrivere tutto quello che mi è venuto in mente, finisco fra tre giorni.
io sono un po' forcaiola, un po' vendicativa, un po' moderata.
non vedo perchè introdurre la pena di morte: meglio l'ergastolo, così uno sconta per tutta la vita.
sono in parte favorevole all'esposizione al pubblico ludibrio.
anche se so di essere nel torto marcio, penso volentieri alla galera come un mezzo di vendetta anzichè come un sistema di rieducazione (hai violentato e ucciso mio figlio di sette anni? la luce del sole non la rivedrai mai più, se non a scacchi), ma sono assolutamente contraria a cose tipo castrazione chimica (stesso esempio di prima. la castrazione chimica è tipo legge del taglione, che faceva mozzare le mani ad un ladro. non va assolutamente bene).
spero di essere riuscita a spiegare la mia opinione.
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gfransb
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MessaggioInviato: 09 Nov 2007 07:45    Oggetto: Rispondi citando

madvero ha scritto:
......spero di essere riuscita a spiegare la mia opinione.

Benissimo, Mad. Ma c'è una cosa che non è chiarissima e che nessuno degli intervenuti raccoglie.
Quando dici:
Citazione:
..(hai violentato e ucciso mio figlio di sette anni? la luce del sole non la rivedrai mai più)....

Bene, non è giusto parlare di pena di morte quando sei parte in causa. Perché il tuo stato d'animo di parente della vittima offusca il tuo senso della giustizia.
Finché i diretti interessati al delitto potevano farsi "giustizia" da soli vigeva la legge del taglione. Ma dopo Cesare Beccaria si è fatta strada la concezione che giustizia e vendetta sono cose completamente diverse. L'Occidente moderno e la sua civiltà sono nati praticamente in quel momento.
Domanda: vogliamo rinunciare alle nostre conquiste e darla vinta ai criminali? Nel senso di tornare al medioevo della ragione. Che è il vero pericolo che TUTTI noi corriamo se si cede all'emozione della vendetta.

PS.
Altra cosa che nessuno considera, mai. Nessuno, nessuno di noi è al riparo dai possibili errori giudiziari e alla conseguente pena di morte. Bisognerebbe pensarci.
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MessaggioInviato: 09 Nov 2007 13:50    Oggetto: Rispondi citando

gfransb ha scritto:
Ma c'è una cosa che non è chiarissima e che nessuno degli intervenuti raccoglie.
Quando dici:
Citazione:
..(hai violentato e ucciso mio figlio di sette anni? la luce del sole non la rivedrai mai più)....

Bene, non è giusto parlare di pena di morte quando sei parte in causa. Perché il tuo stato d'animo di parente della vittima offusca il tuo senso della giustizia.

[...]

PS.
Altra cosa che nessuno considera, mai. Nessuno, nessuno di noi è al riparo dai possibili errori giudiziari e alla conseguente pena di morte. Bisognerebbe pensarci.

sì, ok, uno se è parte in causa ha un po' i giudizi offuscati.
però l'ergastolo a vita sul serio (cfr. 'la luce del sole non la rivedrai mai più') non mi sembra poi una legge del taglione tanto barbara.
fosse un mio parente o un mio amico la vittima, credo che mi sembrerebbe anche un po' poco.
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MessaggioInviato: 09 Nov 2007 19:54    Oggetto: Rispondi citando

gfransb ha scritto:
madvero ha scritto:
......spero di essere riuscita a spiegare la mia opinione.

Benissimo, Mad. Ma c'è una cosa che non è chiarissima e che nessuno degli intervenuti raccoglie.
Quando dici:
Citazione:
..(hai violentato e ucciso mio figlio di sette anni? la luce del sole non la rivedrai mai più)....

Bene, non è giusto parlare di pena di morte quando sei parte in causa. Perché il tuo stato d'animo di parente della vittima offusca il tuo senso della giustizia.
Finché i diretti interessati al delitto potevano farsi "giustizia" da soli vigeva la legge del taglione. Ma dopo Cesare Beccaria si è fatta strada la concezione che giustizia e vendetta sono cose completamente diverse. L'Occidente moderno e la sua civiltà sono nati praticamente in quel momento.
Domanda: vogliamo rinunciare alle nostre conquiste e darla vinta ai criminali? Nel senso di tornare al medioevo della ragione. Che è il vero pericolo che TUTTI noi corriamo se si cede all'emozione della vendetta.

PS.
Altra cosa che nessuno considera, mai. Nessuno, nessuno di noi è al riparo dai possibili errori giudiziari e alla conseguente pena di morte. Bisognerebbe pensarci.


no la legge del taglione, no a semplificare, no a farsi giustizia da soli, no a far decidere ai parenti delle vittime.....

va bene, tante belle parole e anche per certi versi condivisibili...


ma non ci hai ancora esposto quale sarebbe il tuo modello di stato ideale e quali metodiche attueresti per far in modo che la gente vivi civilmente.....

o forse pensi che continuando a non reagire le cose si sistemeranno da sole..??

o non è forse più facile che, lasciando le cose così, le nostre tanto e beneamate conquiste le perderemo comunque tornando alla vita selvaggia dell'età della pietra??
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ili07
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MessaggioInviato: 09 Nov 2007 20:10    Oggetto: Rispondi citando

OrchidBlues ha scritto:

Citazione:
Seconda cosa, come dice Ili, stare in carcere non significa essere rieducati.....
Ma molto di più!!!!!
Intanto non solo hanno la possibilità di avere una cella con servizi e tv a colori, ma hanno una quantità di comodità che farebbe concorrenza ad un albergo di lusso.

Non passano certo tutta la giornata in cella a dormire
A turno, nei vari bracci sono accompagnati nelle biblioteche o nelle aule scolastiche dove imparano varie materie...hanno gli assistenti sociali e gli psicologi che giornalmente li assistono e supportano ogni loro richiesta.
C'è chi ha l'opportunità di lavorare e ultimamente nel carcere circondariale della mia città hanno inserito un laboratorio dove fanno il caffè; ora le persone che lavorano lì sono notevolmente aumentate.
Riescono mediamente a guadagnare circa 500 euro mensili che trattengono al 90%.
Il loro vitto è costituito interamente da prodotti di prima qualità....

Questo è il quadro di un carcere del nord.
Ili parla di gand e droga....si qualcosa c'è ma poca....credimi....
Li dentro non ne hanno bisogno..
Chi ha organizzazioni esterne ha molta difficoltà a gestirle da dentro il carcere.


di che carcere stiamo parlando?? perchè di realtà come quella che hai raccontato tu ce ne sono in italia, ma sono rarissime in genere......

ed in effetti in queste rare situazioni succede davvero che
Citazione:
chi ha commesso crimini come furti, droga, spaccio o piccola o media delinquenza non ha nessun interesse a uscire da lì!


e sai perchè? perchè quei galeotti sanno che una volta ritornati fuori non ci sarà un programma di recupero che li segua e li aiuti a reintegrarsi nella società...

ma d'altronde in un paese che non da un'aiuto sociale alle famiglie ITALIANE con reddito sotto il livello di povertà (ma i sindaci si impegnano a offrire tutti i servizi agli extracomunitari perchè fa più scena), che lascia i propri pensionati a vivere con 500 euro al mese, che ti fa pagare le tasse e poi ti fa aspettare due anni per una mammografia fatta mediante mutua,....

....CHE COSA TI PUOI ASPETTTARE CHE FACCIA PER GLI EX DETENUTI???

Citazione:
Mi ha sconvolto una frase sentita pochi giorni fa da un parente di una vittima della strada che ha detto "l'assassino è fuori e va tutti i giorni a bersi un caffè, noi invece andiamo tutti i giorni al cimitero...questa è la giustizia italiana!".




è questo che non è giusto cribbio......!!!!!!!

e chi fa sarmoni di "perdono", prima di parlare di ingiustizia in certe tipologie di pena, dovrebbe prima passare davanti a quel bar per vedere l'assassino di un suo caro e poi tirar dritto per quel cimitero ad andare a guardare una foto sbiadita
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MessaggioInviato: 10 Nov 2007 14:28    Oggetto: Rispondi

Rolling Eyes ..una gran confusione mi sembra di trovare in ciò che leggo, originata a mio avviso, dalla incapacità, tutta umana e comprensibile, di riuscire a distinguere tra emozione e ragione.. tra istinto e analisi, tra giustizialismo e giustizia.

premetto che se subisse una violenza un mio caro, mia figlia su tutti, l' unica cosa che vorrei fare al responsabile sarebbe strappargli le interiora con le mie mani e magari farlo a brandelli a morsi... ma che c' entra questo?.. è giusto?.. è razionale?.. è logico?.. l' istinto mi suggerirebbe anche le bestialità vergognose che ha scritto uno, qualche post fa, sulle torture in piazza e altre oscenità che una società "civile" dovrebbe riservare a chi si macchia di delitti efferati... beh, l' istinto mi porterebbe a prenderlo a calci nelle palle uno che ragiona così, per tutta la piazza compreso il corso principale, ma è l' istinto, il sentimento, non la ragione, non l' analisi, non la giustizia... e non è con i primi che si governa una comunità, un paese civile, un consesso di persone che dovrebbe pensare a prevenire innanzitutto, a reprimere e punire adeguatamente poi...

la pena di morte (per non parlare della tortura..) è una barbarie e barbaro ritengo chi la volesse applicare realmente, lucidamente, razionalmente... non sull' onda emotiva di una tragedia... a qualcuno darei l' ascia del boia in mano e gli chiederei di operare l' esecuzione, vorrei vedere quanti sarebbero in grado di farlo, non parenti della vittima, non per dimostrare di averne il fegato, ma per intima convinzione di compiere un atto di giustizia...

a volte sento e leggo la frase "preso con la pistola ancora fumante in mano" usata con una imbecillità difficilmente eguagliabile.. la usava anche un mio fratello e ci discutevamo spesso, gli facevo un esempio: facciamo finta che io e te si litighi, spesso, furiosamente... i vicini ci sentono sempre, un giorno litighiamo più del solito, poi si sente un attimo di silenzio, dei passi in casa, poi uno sparo... quando la polizia arriva trovano te morto in terra e io lì vicino a te con la pistola fumante in mano... e non sanno che in un attimo di depressione e di sconforto ti sei sparato da solo e io in un gesto disperato, pentito di avre discusso conte, non sono arrivato in tempo e ti ho solo tolto la pistola di mano, cancellando le tue impronte e sovrapponendo le mie...

chi sarebbe in grado di convincere una giuria che sono innocente?.. e come si fa a togliere la vita ad uno che può essere innocente?..
le prove inconfutabili non esistono, le certezze non esistono... ma sopra tutto, quello che la maggior parte di noi non capirà mai (viziato da una società ingiustamente meritocratica) è che innanzitutto..

le colpe non esistono.
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