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Berlusconi vuole abolire il canone Rai
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Zeus News
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MessaggioInviato: 25 Feb 2008 09:46    Oggetto: Berlusconi vuole abolire il canone Rai Rispondi citando

Commenti all'articolo Berlusconi vuole abolire il canone Rai
Berlusconi è sempre più tentato dal promettere, in caso di vittoria, l'abolizione del canone Rai.



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seahawk
Dio minore
Dio minore


Registrato: 14/07/07 08:23
Messaggi: 865
Residenza: Bosco di Shoikan

MessaggioInviato: 25 Feb 2008 10:17    Oggetto: Rispondi citando

comunque farebbe parte della grande proposta di abolire anche l'ici sulla prima casa senza prima consultare i comuni.

un grande esempio di democrazia dai nonni che guideranno i giovani nel futuro.

Evvai.

Basta
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{giorgio}
Ospite





MessaggioInviato: 26 Feb 2008 06:03    Oggetto: Strategie di campagna, interessi personali o che? Rispondi citando

Se non ricordo male il canone RAI fu introdotto agli albori della TV italiana con il fine di dare sviluppo ed impulso alla realizzazione della rete (studi, trasmittenti etc. etc.).
Con l'andar del tempo il canone si e' trasformato in tassa sull'apparecchio (un sistema che ti impone il pagamento anche se non lo usi o se non ci guardi la RAI) e credo serva ora per alimentare un sistema impiegatizio tra i piu' dispendiosi e inefficienti al mondo; credo giustamente sia la tassa piu' odiata dagli italiani, non la piu' onerosa, ma la piu' ingiustificata.
Allora mi chiedo: perche' il Berlusca si proporrebbe per abolirla: beh, come minimo per accaparrarsi il favore di tanta e tanta gente incavolata come me; non escludo tuttavia l'interesse personale: perche' le sue reti devono andare avanti senza canone mentre la grassa RAI, che ormai di pubblicita' ne fa e ci mangia quanto se non piu' di Mediaset, deve avere questo vantaggio ingiusto? Perche' i suoi dirigenti devono imporre una disciplina rigorosa di controllo delle spese e degli sprechi impiegando le risorse di uomini e mezzi che effettivamente servono, mentre la RAI puo' ancora fare la vacca grassa munta da una moltitudine di improduttivi messi li magari grazie a qualche favoretto o raccomandazioncina etc. etc.
Bene Cavaliere, fai pure la tua campagna elettorale cavalcando il cavallo dell'abolizione del canone e curando nel contempo i tuoi interessi e sappi una cosa: AVRAI IL MIO VOTO!
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salvofat
Eroe in grazia degli dei
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Registrato: 09/06/02 20:44
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Residenza: nord africa ma ancora italia

MessaggioInviato: 26 Feb 2008 08:26    Oggetto: Rispondi citando

ho sempre pensato che x questo canone si doveva studiare qualcosa di alternativo al mero pagamento se possiedi una tv...

una possibile risposta me la hanno fornito le paytv, insomma come la penso io è che la RAI dovrebbe trasmettere criptata come una paytv, e se voglio guardare i suoi programmi allora mi pago l'abbonamento.

per es, io tengo ormai la tv da anni come monitor di intrattenimento, non guardo mai i programmi televisivi e mi arrabbio a pagare il canone RAI !

poi mi rendo conto del valore "sociale" per la terza età e mi rilasso un pochino...
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anyfile
Semidio
Semidio


Registrato: 27/08/05 16:20
Messaggi: 345

MessaggioInviato: 26 Feb 2008 12:31    Oggetto: Rispondi citando

ovviamnete detta così, è appunto una notizia che tutti accoglierebbero con favore.

Omette di dire se al suo posto verranno introdotte nuove tasse e balzelli.

Ad ogni modo, quello cheè certo è che il sistema attuale per raccogliere questi soldi è sispendioso. È dispendioso perfino per chi paga (mi pare che il metodo più economico per pagarla sia di pagare 1 eur). E quanto costa per chi riceve questi soldi?

Quanti dei soldi pagati finiscono realmente ad essere utilizzati per la televisione (RAI o più genericamente televisione) e quanti si "perdono", tra commissioni, controlli, ecc.?

La domanda non è peregrina. Mi pare di ricordare che la Corte dei Conti ha più volte richiamato un comune (non mi ricordo il nome, era del Lazio, ma non mi stupirei di sapere che ce ne sono anche parecchi altri in giro per l'Italia) perché affidata la raccolta dei tributi comunali (ICI, tassa sui rifiuti, ecc.) ad una concessionaria, la quale in cambio riceveva una colossale percentuale. Nel richiamo c'era pure scritto che a proposito di questa cosa erano già stati richiamati gli anni addietro, ma nulla avevano fatto per migliorare la cosa.

Pertanto anche ammesso che vadano dati dei soldi allo Stato per la gestione del sistema televisivo (e per favore, per la televisione, non iniziamo a chiamarlo canone RAI) allora perché non studiare alternative (magari meno dispendiose).

Una delle alternative potrebbe essere che le spese di gestione del sistema televisivo e dei canali pubblici, vengano pagati da chi maggiormente fruisci dei vantaggi economici della televisione: cioè chi ha in concessione l'uso di frequenze per canali privati (in chiaro e non).

Qualcosa mi dice che la persona citata nell'articolo non sarebbe d'accordo con questa ipotesi.

Anche ammesso che i soldi ce li devono mettere i cittadini, perché inventarsi nuovi balzelli: non è più semplice incorporarli all'IRPEF?

E poi lo Stato si lamenta che i prezzi aumentano. Ma se è lui il primo a fare gli aumenti. Il canone RAI (lo chiamo scoretamente così, visto che così viene pubblicizzato) aumenta, le autostrade (che sono private, ma il pedaggio è equiparato ad una tassa, e l'importo è deciso dallo Stato) aumenta, le tasse per litro sulla benziana aumenta (e poco importa che rimane fisso la percentuale sul costo industriale) e poi ci sono sempre balzelli aggiuntivi (qualche hanno fa andava scritto sulle fatture tassa CONAI assolta, chissà cosa si inventeranno per quest'anno.)

Insomma non è che si può fare un po' di chiarezza su tasse, imposte e balzelli vari e sapere pure dove vadano a finire questi soldi?

Il regime del micorstato di Sark è stato dichiarato che viola i diritti umani perché impone di pagare ogni anno al signore un pollo o l'equivalente in denaro. Ma qunati Italiani sarebbero ben lieti di dare allo Stato soltanto l'equivalente in denaro di un pollo?
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FlyerDuck
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MessaggioInviato: 26 Feb 2008 13:06    Oggetto: Rispondi citando

Il canone RAI va abolito, così come vanno aboliti certi programmi demenzialmente stupidi.
La RAI, se si tratta di servizio pubblico, deve esercitare principalmente compiti di informazione, istruzione e divulgazione.
Gli spettacolini o le mega serie TV possono benissimo essere programmate sulle TV commerciali o i canali a pagamento.
Non credo proprio che senza IL GRANDE FRATELLO oppure I PACCHI oppure ancora DOMENICA IN il popolo italiano si debba suicidare.
Al massimo avremo persone che risparmano 100 e rotti euro anno da destinare al cinema o al noleggio di un bel film, ma che almeno guardano programmi dal quale apprendere o arricchirsi culturalmente.

Con tutti i soldi ricavati dalla raccolta pubblicitaria c'è di che pagarsi SUPERQUARK, IL TERZO PIANETA, ALLE FALDE DEL KILIMANGIARO oppure REPORT (e nomino solo qualche programma quà e là tra i meno cretini).

Naturalmente tutto IMHO. Wink
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OXO
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MessaggioInviato: 26 Feb 2008 18:17    Oggetto: Rispondi citando

Che il canone RAI (continuamo a chiamarlo così, per comodità) sia ormai iniquo va da sè: certo che a proporne l'abolizione sia il padrone dell'unico altro attore nel campo della TV in chiaro dovrebbe far riflettere... Laughing

Credo però che si debba fare un distinguo: le tasse non sono tutte ingiuste, esse anzi sono doverose e necessarie per permettere l'erogazione di servizi fondamentali anche ai meno abbienti; forse faremmo bene tutti quanti a considerare che in alcuni splendidi Paesi dove si pagano poche tasse (il che, tra l'altro, è tutto da dimostrare) c'è chi muore per situazioni banali...

Insomma, il problema dell'Italia non è tanto la presenza di troppe tasse, ma piuttosto la presenza di troppi furbi che non pagano. Twisted Evil
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thecumo
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MessaggioInviato: 27 Feb 2008 11:38    Oggetto: e sarebbe ora Rispondi citando

Visto il genere di programmi proposti direi che è uno degli innumerevoli furti legalizzati dei nostri politici
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Blacky2003
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MessaggioInviato: 27 Feb 2008 12:06    Oggetto: Rispondi citando

Se si abolisse, verrebbe fatta guistizia per quei cogl.ni , come me, che pagano il canone.
Forse si ridiminsionerebbe il voto di scambio che c'è in quel carrozzone.
Avevo un'amica che , in RAI, usqava il telefono per chiamare U.S.A, Messico e quant'altro... a nostre spese naturalmente !!
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Yoda
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MessaggioInviato: 27 Feb 2008 19:50    Oggetto: Rispondi citando

GIUSTISSIMO, BRAVO BERLUSCONI.

Il governo Prodi ha inserito 62 nuove tasse, ha aumentato quelle vecchie, che vanno a colpire proprio i più deboli, i lavoratori, i dipendenti, i pensionati e invece ha favorito i grandi gruppi, le banche, i grandi gruppi assicurativi, le coop.
Non contento, ha eliminato il tetto massimo per le addizionali locali, comuni, province e regioni, che ovviamente sono aumentate in questi due anni, mentre prima erano bloccate.

Berlusconi quando torni togli questo assurdo canone RAI e tutte le altre tasse introdotte da Prodi contro i meno abbienti. L'Italia non ne può più di mantenere questi imbroglioni della Sinistra.
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MessaggioInviato: 28 Feb 2008 13:17    Oggetto: Rispondi citando

Non concordo.
Il canone RAI per quanto fatidioso da pagare credo sia fondamentale per mantenere l'enorme patrimonio culturale e di professionalità che la RAI ha saputo offrire al paese fin da dopo la fine della guerra.
Non so quanti di voi abbiano un'idea di quanto sia stata grande e fodamentale la funzione unificatrice e parificatrice della RAI in un paese diviso dalla sua conformazione orografica dalla sua storia e dalla frammentazione dei dialetti.
Negli anni '50 la quasi totalità della popolazione italiana non era in grado di compredere le persone che vivevano in regioni differenti dalla propria, l'analfabetismo era diffuso e moltissime persone hanno imparato a leggere e scrivere seguendo un programma televisivo che si occupava di questa importantissima funzione.
Ma non solo. La RAI ha avuto come funzionari, sceneggiatori, registi giornalisti e altre fondamentali figure professionali di primissimo ordine (Umberto Eco, Ennio Flaiano, tanto per non fare nomi) chene hanno fatto una azienda di livello elevatissimo.
Purtroppo, negli anni, l apolitica si è impadronita dell'azienda e l'ha trasformata in quel maialume che vediamo oggi, mortificando le professionalità milgiori, distruggendo quello che di buono era stato costruito, rieducando al basso i nuovi utenti. L'avvento delle tivù private, salutato da tutti come una straordinaria occasione di pluralismo e di democrazia si è rivelata una iattura: un nuovo monopolio, oggi diventato politico, si è impossessato dello spazio dell'etere rivendicando come proprio ciò che invece appartiene a tutta la collettivià.
Berlusconi, Principe regnante in corsa alle elezioni non può fare diversamente che promettere quello che molti vorrebbero: non far pagare il canone tivù. E' nelle sue facoltà, fare e disfare, coem fanno i politici, con il bene altrui.
Ma una RAI veramente pluralista come possiamo permettercela se togliamo il finanziamento del canone? La televisione è ancora il più potente e importante mezzo di comunicazione ed nformazione del paese.
Senz aua adeguata e capillare informazione nessuna democrazia può reggere. Quello ce Berlusconi o ciunque al suo posto dovrebbe promettere è abolire il controllo della Tivù da pare dela politica.
Io preferisco pagare purchè mi sia fornito un servizio adeguato.
Così com'è la televisione di stato fa schifo ma solo perché si è appiattita su quella commerciale.
Se togliamo il canone alla RAI che cosa ci resta?
E non crediate ce la tivù privata sia gratis. Chi credete che paghi in realtà la pubblicità che la sostiene?
Voi. E' un canone occulto ma è pur sempre un canone.
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Gateo
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MessaggioInviato: 28 Feb 2008 18:29    Oggetto: Rispondi citando

La RAI puo' avere o aver avuto piu' meriti di Madre Teresa di Calcutta, ma non puo' piu' pretendere un canone da chi non la guarda.
Se mi interessa solo rincoglionirmi con lo SPAM mediaset, o il satellite, o solo dvd/videocassette perche' mai l'Azienda RAI deve poter pretendere dei soldi?
Se e' un bene nazionale i soldi li peschino dalle finanziarie, se e' una tv come tutte le altre cripti il segnale e chieda una gabella per decrittarlo.
Cosi' com'e' gode dei diritti dell'azienda statale di essere intoccabile,e di nessun dovere come le aziende private, come una Telecom o una SIAE qualsiasi.
Cosa antieconomica, antistorica, e che fa solo girar le OO al cittadino.
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{Roberto}
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MessaggioInviato: 28 Feb 2008 22:27    Oggetto: Come non pagare il canone Rai Rispondi citando

Andate su www.clirt.it, leggete, informatevi e riflettete... sul fatto che, forse, poche migliaia di italiani lo sanno.
Al momento sto ancora aspettando che il televisore venga sigillato in un sacco... è passato 1 anno e 2 mesi dalla disdetta.

PS Senza televisore in casa forse c'è anche più tempo per godersi la vita all'aria aperta e ragionare criticamente.
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{maurizio}
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MessaggioInviato: 29 Feb 2008 12:34    Oggetto: Rispondi citando

Avete pensato che forse abolendo il canone non fa altro che favorire le sue reti? La RAI senza i soldi del canone avrebbe difficoltà nel gioco dell'acquisto dei programmi tv. Ricordate che quando c'era il Berlusca al governo vinse l'asta per i diritti della serie A? Come avra fatto? ;-)
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zerothehero
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MessaggioInviato: 29 Feb 2008 21:03    Oggetto: Rispondi citando

concordo in pieno con maurizio, è fantastica a proposta di togliere finanziamenti al suo unico, per quanto morbido, concorrente.
E pensare che c'era chi diceva che non c'era conflitto di interessi!! Evil or Very Mad
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merlin
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 14:42    Oggetto: Rispondi citando

zerothehero ha scritto:
concordo in pieno con maurizio, è fantastica a proposta di togliere finanziamenti al suo unico, per quanto morbido, concorrente.
E pensare che c'era chi diceva che non c'era conflitto di interessi!! Evil or Very Mad

Mi sembra giusto; e per par condicio diamo a Mediaset metà del canone, chissà che finalmente alla RAI tornino a lavorare con professionalità in un regime di vera libera concorrenza
Ora come ora, nonostante i quattrini dei contribuenti non sono neppure capaci di copiare dignitosamente le reti private.
Intanto, chi vuole vedere una TV gestita bene, professionalmente e NON urlata può rifarsi gli occhi e le meningi con la 7
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zerothehero
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 15:39    Oggetto: Rispondi citando

concordo, la rai prenda il canone e faccia tv buona, senza scimmiottare mediaset; basta isole, basta pacchi frizzi in prima serata, basta finti quiz con finti famosi ecc.ecc.:
film di qualità, giornalismo, sport, anche non calcio , oso dire teatro, concerti ecc. forse i primi tempi ci sarà qualche spettatore in meno, ma il ruolo del servizio pubblico non è far divertire e imbarbarire il gregge!!
O spingerci tutti verso le reti a pagamento di sky||
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 16:01    Oggetto: Rispondi citando

Ribadisco il concetto: dare addosso alla RAI è come sparare sulla Crocerossa.
Forse il mio commento precedente dove accennavo un po' di storia era troppo lungo e noioso e qualcosa pare sia sfuggito a tutti: è la politica che ha ucciso la RAI, non la mancanza di talenti e di professionalità.

Non si può fare un parallelo con Mediaset e le sue reti essendo reti in mano ad un personaggio che è entrato in potitica e che usa abilmente il mezzo per garantirsi il consenso e l'afflusso di denaro che gli serve per le sue attività.
Ammazzare la RAI o trasformarla in qualcosa che è simile ad una azienda privata è un suicidio per il paese.

Smettiamola di fare i soliti discorsi ululando per quei pochi soldi che sganciamo per un canone. Sono d'accordo che il canone vada modificato ma la sua totale abolizione equivarrebbre alla pratica di non far più pagare le tasse ai cittadini con il risultato che poi i cittadini le strade se le devono fare da soli, gli ospedali e la scuola se la devono pagare da sè, tutti i servizi che lo stato fornisce, dalla sicurezza pubblica ai vigili del fuoco, alla protezione civile in caso di calamità, ai mezzi pubblici, a tutto quello che costantemente utilizziamo senza dover mettere mano direttamente al portafoglio o pagandone solo una minima parte, finirebbero per pesare sulle spalle del singolo e se è vero che i più abbienti potrebbero cavarsela lo stesso, voglio vedere come se la caverebbero quelli che invece tanto abbienti non sono.

Ma credete davvero che tenere in piedi una intera nazione così variegata e differenziata nelle culture regionali e nelle idee sia una cosa semplice?
Vi rendete conto (o forse siete nati in un periodo tranquillo e senza grandi problemi collettivi) che l'Italia è sempre stato un paese diviso in micro e macro regioni, che dopo la caduta dell'impero romano non c'è più stata pace durevole e, la separazione, l'impoverimento e la frammentazione delle risorse collettive ha relegato il nostro paese a terra di conquista per le altre potenze?
Se questo ci ha sollevato dall'abbrutimento culturale (iniezione di nuove e grandi civiltà europee) e dall'abrutimento fisico (iniezione di sangue fresco da parte di altri popoli, forse assai più "belli" dei nostri antenati italioti)? Siamo stati invasi e contaminati dai popoli del nord Europa, non sempre barbari, gli arabi ci hanno insegnato molto più di quanto noi abbiamo insegnato loro e così per secoli e secoli di conquiste, guerre e rimescolamenti vari...
Se non fosse stato per la pesantissima influenza e dominazione della chiesa cattolica, forse ci saremmo evoluti prima o forse saremmo rimasti gli stessi montanari, contadini, pescatori e commercianti che ci siamo pregiati di essere per tutto questo tempo.
Neanche il fascismo è riuscito a fare quello che l'unità d'Italia aveva tentato inutilmente di realizzare: un unico popolo.
Se qualcosa o qualcuno c'è riuscito, quella, paradossalmente è stata la RAI dei primordi che, come ho già detto, ha unificato la lingua entrando nelle case e nei bar (nei primi tempi la tivù era presente in pochissime famiglie: la maggior parte delle persone, per vedere le programmazioni fra le quali erano presenti trasmissioni che avevano lo scopo di insegnare a leggere e scrivere agli analfabeti, dovevano andare nei locali pubblici: in alcune località, nelle sale cinematografiche venivano addirittura interrotti i film per far vedere al pubblico in sala, gli eventi più importanti che la televisione trasmetteva).

Immagino che molti di voi questo nemmeno se lo sarebbero immaginato ma sono passati poco più di 50 anni. Non sto parlando dei tempi di Noè.
E' vero che la RAI si è molto modificata negli anni ed è crollata a livelli di squallore abissale rincorrendo una tivù generalista che tutto aveva in mente meno che fornire un servizio ai cittadini.
Ma la colpa, lo ripeto fino alla nausea, è della politica che, degenerando come ben stiamo vedendo, si è impadronita dell'unico mezzo di propaganda pagato dalla gente e lo ha fatto suo.

Evitiamo dunque di fare come quello che si tagliò le palle per fare un dispetto alla moglie.
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 16:58    Oggetto: Rispondi citando

Sono perfettamente d'accordo con quanto tu dici sul fondamentale ruolo culturale e sociale che la RAI ha perseguito nell'Italia post-fascista, ma ciò non toglie che sia praticamente impossibile fare un parallelo fra la TV degli anni 50 e quella di oggi: ciò che è stato, è stato, ma ai nostri giorni ci sono due alternative sul ruolo della TV di Stato e la scelta di campo effettuata deve essere coerente.

La prima è quella sconsideratamente scelta dalla RAI: appiattirsi e competere con le TV private, offrendo barbari contenuti che fanno audience, innalzando inopinatamente gli spazi pubblicitari a discapito di quelli dedicati ai contenuti. Poi a qualcuno può anche piacere, ma va da sè che in quest'ottica continuare a pretendere un canone di abbonamento pare tanto anacronistico quanto iniquo.

La seconda è quella seguita in altri Paesi, primi fra tutti il Regno Unito o il Belgio (parlo per esperienza personale), dove la TV di Stato continua il suo ruolo di veicolo culturale, attento alle istanze sociali e (nel caso del Belgio) linguistiche del proprio contesto di riferimento. Questo si traduce in una TV di qualità, attenta ai contenuti e non all'Auditel (o come cavolo si chiama da quelle parti), completamente priva o quasi di pubblicità.
In questo caso è doveroso il pagamento di un canone che permetta alla TV di vivere facendo a meno degli introiti pubblicitari.

Infine, del tutto diverso è il discorso sull'applicabilità del canone anche ai PC e ai telefonini, o anche ai ricevitori satellitari: se per esempio pago un abbonamento mensile per vedere l'offerta di Sky, la RAI a sua volta percepisce una quota da Murdoch per i canali inseriti in quell'offerta, quindi non vedo perché dovrei pagare due volte. Wink
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MessaggioInviato: 01 Mar 2008 17:38    Oggetto: Rispondi

Infatti, non c'è alcun parallelo nel mio esporre: la RAI deve essere considerata principalmente per quello che è: un ente avente funzioni, non il suo trasmettere negli anni.

Infatti, sono il primo a dire che la qualità è scaduta a livelli inaccettabili per scelte errate compiute da personaggi messi lì dalla politica.
L'On. Berlusconi, piazzando i suoi uomini in RAI, così come ha fatto la Sinistra e prima di loro chi l'ha lottizzata, hanno distratto le energie e le risosrse per raggiungere scopi del tutto personali, assolutamente lontani dalla funzione originaria di ente fornitore di informazione e cultura, appartenente alla globalità dei cittadini e non del singolo personaggio o forza politica.
E per questo io difendo la RAI e la sua funzione: non è togliendo il canone che la RAI torna ad essere quel baluardo a difesa della pluralità e della memoria culturale, dell'informazione neutrale o pluralista che dir si voglia, che dovrebbe essere.
E' terribile quello che pochi uomini hanno fatto a questo paese, si torna lì, è una questione politica non tecnica o fiscale.
Il disagio, il disorientamento sociale prodotto non tanto dalla caduta dei valori quanto dall'introduzione di valori posticci, utili a favorire questo o quel gruppo di potere emergente o nascosto, sono alla radice della fuga nel nulla degli spettatori che si lascinano conquistare da fiction orrendamente mal recitate o da programmi che con la spazzatura poco hanno a che fare tanto che preferirei guardare un sacchetto dell'immondizia che una trasmissione come il Grande Fratello o la De Filippi, tanto per fare un paio di esempi a caso.

Ad essere malata non è la società ma chi la rappresenta e/o chi pretende di rappresentarla promuovendo il massimo squallore possibile solo perché fa audience.
Ma si può condannare un programma solo perhcé ha un audience basso o sparare in terza serata i programmi culturali solo perché fanno poco audience?
Il pubblico è inerme davanti alla tivù, si regredisce a livello molto infantile e la nostra capacità di giudizio si assottilia: provate a chiedere ad un bambino se preferisce una merendina preconfezionata e piena di troiai spacca fegato o una sana fetta di pane con marmellata.
Che cosa credete che vi risponderà?

Lo stesso avviene anche in situazioni più nobili: Andate a teatro e fateci caso: la vostra emotività non viene forse messa in moto davanti allo spettacolo sebbene sappiate perfettamente che è solo una finzione?
Non c'è niente di male in questo transfert, il male è sfruttarlo per manipolare la gente per scopi personali diversi o lontani dal bene comune.

Anche la tivù generalista e privata andrebbe riformata. Non credo che la totale anarchia, il liberismo assoluto possa essere un bene condivisibile.
A suo modo la criminalità organizzata non è una forma estrema di liberismo?
Non ho mai sentito dire che la criminalità organizzata abbia contribuito ad arricchire economicamente e culturalmente un paese.
Vogliamo tagliare il canone RAI?
Facciamolo ma tagliamo contemporaneamente la quota pubblicitaria alle tivù private in modo da metterle sullo stesso piano della RAI impedendo a chi è proprietario delle reti di essere anche il gestore della pubblictà facendo così un doppio guadagno su una cosa che va a colpire l'anima di un intero paese.
Berlusconi passa, il paese resta.
Ma in quali condizioni lo consegneremo alle generazioni future?
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