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La guerra della banda larga: Telecom contro tutti
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Autore Messaggio
Zeus News
Ospite





MessaggioInviato: 09 Mag 2010 10:13    Oggetto: La guerra della banda larga: Telecom contro tutti Rispondi citando

Commenti all'articolo La guerra della banda larga: Telecom contro tutti
Wind, Fastweb e Vodafone si alleano per realizzare una rete a fibre ottiche alternativa a Telecom Italia.


Foto via Fotolia
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utonto_medio
Dio minore
Dio minore


Registrato: 09/02/08 14:28
Messaggi: 985

MessaggioInviato: 09 Mag 2010 15:37    Oggetto: Rispondi citando

e ancora una volta chi sta nei piccoli centri è tagliato fuori... ma bravi... complimenti...
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{bart}
Ospite





MessaggioInviato: 09 Mag 2010 16:28    Oggetto: Rispondi citando

Io credo proprio che non si possano condannare gli operatori alternativi se decidono di investire soltanto nelle aree più redditizie; non è compito loro cablare l'Italia, chi aveva l'obbligo del servizio universale è e resta Telecom Italia, che invece se ne frega, danneggiando enormemente tutto il paese.

Questa mossa di Fastweb, Vodafone e Wind è secondo me ottima per due motivi :
1) in un momento di profonda crisi economica mettono sul piatto 2 miliardi e mezzo di euro che significheranno una montagna di posti di lavoro nei prossimi anni e solo per questo meriterebbero un applauso;

2) questo è un vero e proprio ultimatum sia a Telecom Italia che al Governo centrale. In pratica significa che loro la loro rete se la fanno comunque poi, se gli danno una mano bene, ci metteranno 5 anni, altrimenti ce ne metteranno 10, ma allora spazzeranno via sia Telecom Italia (della quale già oggi si vedono i detriti cadere ovunque) sia tutti quelli del Governo (di qualsiasi parte) che negli ultimi 50 anni con Telecom ci hanno mangiato, hanno fatto intrallazzi, inciuci vari, regalato posti di lavoro, disposto intercettazioni più o meno lecite ecc. ecc.

Insomma, credo che il dado sia stato tratto.
Vediamo adesso cosa succede
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{giò}
Ospite





MessaggioInviato: 09 Mag 2010 17:40    Oggetto: Rispondi citando

Le sinergie con le Poste e le Ferrovie non mi sembra che abbiano una grande rilevanza perchè il problema è e sarà sempre sull'ultimo miglio.
E' un problema politico finanziario e tecnologico.
Politico perchè egiziani (wind) svizzeri (fastweb) e inglesi (vodafone) non sono appunto italiani e quindi non si vede come possano chiedere sostegni miliardari ai loro progetti che poi fra l'altro si scontrerebbero con le amministrazioni locali dove telecom potrebbe iniziare una guerra vera di trincea per difendere la propria priorità.
E' finanziario perchè questi operatori non hanno soldi a sufficienza per il progetto, basti pensare che fastweb smise di cablare già nel 2004 e sopravvisse grazie all'adsl.
La banda larga in Italia si chiama infatti adsl e si viaggia sull'ultimo miglio con doppino di rame.
E' tecnologico perchè internet mondiale difficilmente viaggia ad una velocità superiore ai 300 kbyte/sec che viene raggiunta già ora dalla adsl.
Infatti fastweb è velocissima (ma non supera cmq i 300 kbyte/sec) al suo interno e appena i pacchetti girano per il mondo rallenta paurosamente.
Inoltre queste società non vogliono assicurare la banda larga dove non c'è cioè in periferia ma vogliono cablare le grandi città a spese dello Stato italiano e quindi vogliono fare concorrenza a telecom dove c'è da mangiare la "grande polpa" del mercato e dove già c'è la banda larga adsl per poi spedire telecom in periferia a mangiarsi le cosidette "croste" dei collegamenti remoti.
Non solo ma lo stile è quello dei boiardi di Stato cioè costituire una newco con finti capitali privati, veri capitali pubblici, farla partire per poi privatizzarla a debito un pò come successe con le autostrade e la famiglia benetton.
Un progetto farlocchissimo che non ha nulla di italiano se non i nuovi licenziamenti telecom,le esternalizzazioni dei call center, etc etc
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merlin
Dio maturo
Dio maturo


Registrato: 15/03/07 23:32
Messaggi: 2421
Residenza: Kingdom of Camelot

MessaggioInviato: 09 Mag 2010 19:50    Oggetto: Eppure l'idea è buona. Rispondi citando

Specialmente per la "minaccia" di avvalersi delle reti di FS e PT, che sono autonome rispetto a quelle Telecom e di proprietà e amministrate direttamente degli enti sopradetti.
Quindi potrebbe essere superato agevolmente il problema dell'ultimo miglio, cablandolo in fibra con il benestare degli enti locali.
D'altra parte, gran parte delle città a suo tempo venne cablata da Telecom, prima dell'abbandono della fibra perché il doppino venne visto meglio forse perché più in grado di prestarsi a richieste di denaro pubblico per manutenzioni da una parte ed esose richieste di affitto alla concorrenza dall'altro.
Infatti la posa in fibra dove realmente ebbe luogo, avvenne in modo barbaro e cioè completate soltanto nelle maggiori città (RM, MI,TO e poche altre) e soltanto nei quartieri di nuova edificazione.
Nei centri storici infatti la posa non venne estesa alle parti comuni delle abitazioni ma si arrestò a livello stradale, perché Telecom lasciò agli altri l'onere delle ordinanza giudiziarie che permettesse l'attraversamento coatto delle cantine, che in tutti gli edifici costruiti anteriormente al 1900 sono a livello del marciapiede e confinanti con esso.
Resterà da vedere se il nuovo consorzio avrà l'interesse e la capacità di forzare la distribuzione della fibra ai singoli utenti nei centri storici e se Telecom non riuscirà a intorbidare le acque sottraendo risorse invece di apportarne.
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PCMaster
Eroe in grazia degli dei
Eroe in grazia degli dei


Registrato: 16/03/10 16:49
Messaggi: 142

MessaggioInviato: 09 Mag 2010 22:36    Oggetto: Rispondi citando

Magari è la volta buona che mi arriva Very Happy
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akstern
Mortale devoto
Mortale devoto


Registrato: 25/02/10 09:18
Messaggi: 7

MessaggioInviato: 10 Mag 2010 07:39    Oggetto: Rispondi citando

utonto_medio ha scritto:
e ancora una volta chi sta nei piccoli centri è tagliato fuori... ma bravi... complimenti...

Purtroppo in assenza di un governo che pensa al futuro del proprio Paese queste cose sono inevitabili.
Però siamo i primi nel digitale terrestre (tecnologia che avrà ancora un paio di anni vita), quindi tette e culi assicurati per un po' di tempo.
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zeross
Moderatore Software e Programmazione
Moderatore Software e Programmazione


Registrato: 19/11/08 11:04
Messaggi: 3464
Residenza: Atlantica

MessaggioInviato: 10 Mag 2010 08:34    Oggetto: Rispondi citando

akstern ha scritto:
....siamo i primi nel digitale terrestre (tecnologia che avrà ancora un paio di anni vita), quindi tette e culi assicurati per un po' di tempo.


Nella logica delle economia di mercato, si proprina al consumatore ciò che esso desidera, per cui sei gradisce tette e culi piuttosto che libri e paesaggi, non può essere colpa di chi propina questi programmi nazional-popolari, se i gusti della maggioranza sono composti da dei bifolchi ( nome antico dei somari da traino) Twisted Evil

Resta poi il fatto che la teconolgia Broadcast se giustamente sfruttata non è ancora al capolinea ( certo che in italia se la usi solo per proporre mediaset premium o il porno di conto TV allora è un altro discorso Rolling Eyes )
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{john}
Ospite





MessaggioInviato: 10 Mag 2010 10:12    Oggetto: Rispondi citando

L'aumento delle tariffe all'ingrosso non è una mazzata perchè è banale, considerando quanto si paga in altri paesi europei. Gli operatori alternativi - tutti - possono permettersi di tutto, da tariffe
stracciate a recriminazioni assurde. Sono dei lanzichenecchi, nulla di piu', e presuntuosi peraltro. La presunzione dei nuovi ricchi.
Fa ridere l'indebitamento che si sobbarcherebbero con la nuova rete) (30/30/30. E' tutto un trabocchetto.
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Roberto1960
Dio maturo
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Registrato: 21/01/08 00:39
Messaggi: 1167
Residenza: Roma

MessaggioInviato: 10 Mag 2010 10:31    Oggetto: Rispondi citando

zeross ha scritto:
...Nella logica delle economia di mercato, si proprina al consumatore ciò che esso desidera, per cui sei gradisce tette e culi piuttosto che libri e paesaggi, non può essere colpa di chi propina questi programmi nazional-popolari, se i gusti della maggioranza sono composti da dei bifolchi (nome antico dei somari da traino)...

Insomma... vero solo in parte.
E' un po' come la storia dell'uovo e della gallina.
Perché è anche vero che una classe dirigente che segue solo e sempre i "bassi istinti" del vulgus e rinuncia in partenza a qualsiasi proposito di educazione e crescita, ma anzi specula sopra questi "bassi istinti" pensando solo a trarne profitti, non è una vera classe dirigente.
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Zorro
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Registrato: 23/08/05 08:56
Messaggi: 1111
Residenza: Torino

MessaggioInviato: 20 Ago 2010 15:35    Oggetto: Rispondi

akstern ha scritto:

Purtroppo in assenza di un governo che pensa al futuro del proprio Paese queste cose sono inevitabili.
Però siamo i primi nel digitale terrestre (tecnologia che avrà ancora un paio di anni vita), quindi tette e culi assicurati per un po' di tempo.


Interessante resoconto del fumo sollevato dal governo sulla banda larga

Citazione:
Sono passati oltre tre anni da quando il Governo Prodi annunciò: nella finanziaria 2008 piano per banda larga in tutte le regioni, assicurando, poche settimane dopo, investimenti per tre miliardi di euro. Poi c'e' stata l'epopea del piano Caio, il consulente chiamato dal Governo Berlusconi a redigere il progetto per portare la banda larga in tutta la Penisola. Poi gli 800 milioni che…
Poi… annuncio dopo annuncio siamo fermi. Con l'ultimo proclama (smorto), il piano banda larga in fibra? A fine luglio (no)... al massimo a settembre. Di seguito un estratto delle decine e decine di annunci.
23 giugno 2007
'Con la prossima legge Finanziaria, il progetto di copertura del territorio con Internet su larga banda dovrebbe essere avviato in tutte Regioni, oltre alle quattro in cui e' partito. In Basilicata dobbiamo analizzare il piano di sviluppo della tecnologia, anche nell'ottica di una particolare morfologia del territorio, e stiamo pensando a sistemi di Wi-Max, piu' che del cavo tradizionale' Lo ha detto il Ministro per le Riforme e l'innovazione nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais
27 settembre 2007
Il Governo torna in campo sulla rete di telefonia fissa: da alcuni giorni sono stati avviati incontri tra il ministero dello Sviluppo economico, quello delle Comunicazioni, Telecom Italia e Fastweb per impostare un piano condiviso di investimenti sulla banda larga. Lo scrive Il Sole 24 Ore, spiegando che il piano, dopo la prima fase dello scorporo della rete di Telecom, punterebbe ad un investimento intorno ai 3 miliardi di euro partendo dalle aree piu' disagiate del Paese. Parte delle risorse sarebbe ricavata dai Fondi strutturali europei, parte da interventi misti pubblico- privato e novita' degli ultimi giorni, si legge nell'articolo, Bersani e Gentiloni sperano di attingere anche dalla Finanziaria.
20 dicembre 2008
Il governo crede nel futuro delle 'autostrade digitali' e ha ingaggiato una sorta di 'corsa contro il tempo' per evitare che il ritardo infrastrutturale dell'Italia sulla banda larga faccia perdere al nostro paese il treno dell'innovazione.
E' il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, a delineare cosi' la strategia dell'esecutivo sul broadband per cui l'Italia intende agire 'come sistema paese'.
Per mettere a punto un piano nazionale di intervento, e investire al meglio gli 800 milioni stanziati con l'ultima finanziaria per lo sviluppo di reti a banda larga, il governo ha chiamato 'il miglior consulente europeo' sulla piazza, ovvero Francesco Caio, che ha gia' svolto questo incarico per l'esecutivo britannico
20 marzo 2009
'Ho fatto una sintesi del piano sullo sviluppo della banda larga elaborato da Francesco Caio e l'ho consegnata al premier, Silvio Berlusconi'. Lo ha detto Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega per le Comunicazioni, riguardo al piano Caio sullo sviluppo della banda larga in Italia. 'Nella prima settimana di aprile presenteremo ufficialmente il piano e formuleremo le opzioni da presentare al Paese'.
Il sottosegretario alle Comunicazioni ha inoltre fornito la propria visione sul futuro delle piattaforme trasmissive: 'Oltre alla piattaforma satellitare e a quella digitale terrestre i cittadini avranno a disposizione la banda larga tra i 2 Mb e i 20 Mb per veicolare contenuti e servizi sempre piu' innovativi. Un valore aggiunto sia per le imprese sia per i cittadini.
19 maggio 2009
Internet rompe gli indugi e pubblica il rapporto sulla banda larga che il superconsulente Francesco Caio, ha da tempo consegnato al Governo. L'esecutivo prima che Caio lo ultimasse, annunciava immediata pubblicizzazione e conseguenti decisioni sul futuro assetto della rete telefonica in Italia. Invece nulla, solo indiscrezioni. Cosi' le 105 pagine del rapporto (scaricabile da questo link:
clicca qui), consegnate al sottosegretario allo Sviluppo economico Paolo Romani a meta' marzo, e mantenute segrete nonostante le molte indiscrezioni di stampa ne avessero gia' anticipato i contenuti, sono ora pubbliche grazie a Wikileaks.org.
Dalla lettura del documento preparato da Caio emerge che il superconsulente ha tracciato un piano tecnico, analizzando dove si colloca l'Italia nella banca larga ('tasso di diffusione e crescita della banda larga tra i piu' bassi in Europa' con un digital divide del 12% pari a 7,5 milioni di cittadini) e ipotizzando le strade percorribili. Ora si attende di conoscere la valutazione del Governo e le linee guida che l'esecutivo intendera' seguire.
21 maggio 2009
L'8 giugno ci sara' l'audizione di Caio in Parlamento". E questa "sara' l'occasione per parlare del rapporto Caio" sullo sviluppo della banda larga in Italia. Lo ha detto a Radiocor Paolo Romani, vice ministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni. Oggi il Pd ha organizzato un convegno sulle prospettive delle nuove reti in telecomunicazione in Italia a cui ha partecipato anche Caio, consulente del Governo per la banda larga.
19 ottobre 2009
'Due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010'. Lo ha assicurato il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta nel corso della trasmissione radiofonica 'Il Brunetta della Domenica'. Sto puntando a fare la stessa che gia' c'e' nei paesi nordici Italia, perche' solo attraverso una rete Internet efficiente possono passare documenti, certificati' e si puo' arrivare cosi' a un vero 'cambiamento della burocrazia'.
'Il piano -ha aggiunto- e' gia' pronto. Ieri ho parlato con il viceministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. E' un problema di investimenti, ma manca ormai solo l'ultima spinta. Nell'arco di ottobre-novembre possiamo avere il via libera del Cipe'. Secondo il ministro servono '800 milioni di euro'. Saranno necessari 'investimenti pubblici e privati, degli operatori. Il piano e' anche uno stimolo economico, perche' vuol dire investimenti sulla rete, nuove tecnologie, spesa da parte dei cittadini', che possono essere cosi' 'invogliati' ad operare maggiormente da casa, anche nei confronti della Pubblica Amministrazione.
5 novembre 2009
E dopo annunci e ri-annunci, e dopo piani pluri-sbandierati ecco il congelamento.
Gli 800 milioni del piano Romani-Brunetta per il superamento del digital divide e che da tempo attendono di essere sbloccati dal Cipe sono stati sostanzialmente 'congelati' in attesa della fine della crisi, 'perche' il governo ha cambiato l'ordine delle priorita''. Lo ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che, in merito all'ipotesi avanzata dal viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani di ricorrere al mercato finanziario se i fondi pubblici non saranno disponibili, ha commentato: 'Faremo l'uno e l'altro'.
11 dicembre 2009
"Noi riteniamo che definiremo l'approvazione del primo investimento pubblico a inizio anno". Lo ha spiegato Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, riferendosi agli 800 milioni previsti per colmare il digital divide e portare, dunque, la banda larga anche nelle zone d'Italia dove non arriva. "Il percorso sara' graduale per evitare di accantonare risorse che adesso non sono disponibili". Scajola ha poi ricordato che "dobbiamo impegnarci per lo stanziamento pubblico sulla banda larga: crediamo infatti che il mercato riuscira' a costruire reti efficienti, ma solo laddove e' remunerativo l'investimento. Dove non lo e' deve esserci l'intervento pubblico".
22 luglio 2010
C'e' gia' una bozza che sta circolando, un documento su cui ognuno sta facendo le proprie valutazioni". Lo ha detto Paolo Romani, vice ministro dello Sviluppo economico, facendo il punto sul tavolo per le nuove reti aperto al Ministero. "Si trattera' - ha aggiunto - poi di trovare un testo comune". Romani ha infatti precisato che la bozza riguarda "la condivisione delle infrastrutture passive" ma "ci sono distonie riguardanti il da farsi nelle 13 citta' principali dove c'e' concorrenza". Romani ha poi aggiunto di augurarsi "di poter concludere con un accordo entro luglio o al massimo a inizio di settembre.


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