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Linguaggio del corpo sul lavoro, dieci segnali negativi
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Zeus News
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MessaggioInviato: 08 Mag 2014 14:31    Oggetto: Linguaggio del corpo sul lavoro, dieci segnali negativi Rispondi citando

Leggi l'articolo Linguaggio del corpo sul lavoro, dieci segnali negativi
Quale ritiene che sia da evitare assolutamente?


 
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gomez
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MessaggioInviato: 10 Giu 2014 19:05    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Linguaggio del corpo sul lavoro, dieci segnali negativi

Rispondere al cellulare durante il colloquio di assunzione? Shocked

Non è un segnale negativo, è un segnale che sei cretino e nella mia ditta non ti ci voglio neanche a stasare i cessi, ci mettersti il cemento invece dello sgorgo! Twisted Evil

Mauro
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gb
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MessaggioInviato: 08 Set 2014 11:39    Oggetto: Rispondi citando

Boh,

onestamente ? Uno che basa un colloquio sui "segnali negativi", semplicemente non e' idoneo ad esaminare i candidati e pertanto, io credo, dovrebbe essere impegnato a fare altro.

Fino a prova contraria, si chiama colloquio perche' la selezione dovrebbe essere eseguita in base alla risposte del candidato, quindi se colui che seleziona comincia invece a guardare l'aspetto, i movimenti ed altro i casi sono due: o non conosce la materia per capire come selezionare la specifica figura, o non ha esperienza di team per capire come selezionare persone compatibili col un determinato gruppo.

Fermo restando che comportamenti maleducati durante la selezione ovviamente sono intollerabili, altri possono derivare da timidezza e/o nervosismo.
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gomez
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Residenza: Provincia di Torino

MessaggioInviato: 08 Set 2014 14:48    Oggetto: Rispondi citando

gb ha scritto:
Uno che basa un colloquio sui "segnali negativi", semplicemente non e' idoneo ad esaminare i candidati e pertanto, io credo, dovrebbe essere impegnato a fare altro.

No assolutamente, anzi le aziende tengono corsi specifici per i loro esaminatori proprio per prepararli a rilevare questi ed altri segnali significativi.

Citazione:
Fino a prova contraria, si chiama colloquio perche' la selezione dovrebbe essere eseguita in base alla risposte del candidato

Ancora no, il colloquio segue al test attitudinale nel quale vengono esaminate le caratteristiche.

Il colloquio invece serve per valutare se la persona che ci ritroviamo davanti è, o può diventare, adatta al nostro ambiente aziendale ed al suo specifco business.

Se hai passato bene il test ma dimostri di non saper interagire con le persone non ti segnalo per un lavoro a contatto con i clienti ma casomai per uno di ufficio.

Citazione:
Fermo restando che comportamenti maleducati durante la selezione ovviamente sono intollerabili, altri possono derivare da timidezza e/o nervosismo.

Ovviamente se ne tiene conto, ma uno che si presenta in t-shirt, bermuda e infradito ad un colloquio per rappresentante di prodotti farmaceutici non è nè nervoso nè timido, è uno che non vive nella realtà (come chi si presentasse in doppiopetto blu e cravatta con spilla per un posto di magazziniere, sia ben chiaro).

Lo stesso vale per i curricoli, inutile farme uno unico di otto pagine con dentro tutti i dettagli di tutto, che neppure si ha il tempo di leggere, meglio farli differenziati e scarni all'osso ma con le cose essenziali in rapporto all'attività di quella ditta (la conoscenza del greco e dello spagnolo interesserà poco ad un fabbricante di lavatrici, moltissimo ad un'agente di viaggi, che invece non saprà che farsene della tua conoscenza del C++).

E, soprattutto, in italiano corretto, gli strafalcioni più che ignoranza denotano sciatteria.

Mauro
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gb
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Messaggi: 32
Residenza: Italy

MessaggioInviato: 08 Set 2014 19:50    Oggetto: Rispondi citando

Sig. Gomez,

intanto ci terrei a chiarire che il mio commento era all'articolo del Forum e non al suo pensiero.

Cio' premesso, che lei risponda ribattendo punto-punto quello che ho scritto lo trovo fuori luogo in quanto ognuno e' libero di fornire la propria opinione indipendentemente (credo) in questo forum senza erigersi a "correttore di compiti a casa altrui".

E' mia opinione che tutte queste storie dei corsi e delle persone preparate esistono in poche realta' industriali serie ( parlo della mia esperienza nel settore informatico) , come anche la suddivisione dei colloqui in base allo scopo.

Questo ovviamente in Italia perche' all'estero quello che dice e' piu' attinente alla realta'.

Quello che per esperienza posso dire e' che l'esaminatore medio non e' in grado di svolgere questo compito e pertanto si basa su pregiudizi e preconcetti, sia per quanto riguarda la parte tecnica che quanto riguarda quella "psicologica". Inoltre , alta cosa che ho notato, che l'aver seguito uno dei corsi che cita, si riduce per parecchi ne compilare una tabella, come quella di questo topic , tentando di applicarla a mo' di script per i candidati.
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StarTac
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MessaggioInviato: 09 Set 2014 14:52    Oggetto: Rispondi citando

Personalmente la prima cosa che guardo è la stretta di mano. Una mano buttata lì come fosse quella di un cadavere per il 50% depone in modo sfavorevole (sei già con un piede fuori dalla porta).

Poi lo sguardo sfuggente, se non riesci a tenere lo sguardo sul tuo interlocutore sei fuori (questa volta con entrambi i piedi!).

Il vestito non conta poi tanto. Un selezionatore sa che ci si è vestiti per l'occasione e se lo si fa di tutto punto vuol dire che oltre al vestito c'è il nulla.

Se il candidato vale saprà portare il discorso su ciò che vuole e chi ti sta valutando ne rimarrà piacevolmente sorpreso tranne se non è un pirla messo lì da qualche altro pirla Smile

Questo è il mio parere....poi ognuno la vedrà a modo proprio.
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Gummy Bear
Dio minore
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MessaggioInviato: 10 Set 2014 11:02    Oggetto: Rispondi citando

Il problema è che nell'esaminare un candidato, occorre valutare innanzi tutto le sue reali possibilità; quel che già sa, perciò è in qualche modo accessorio rispetto a quello che potrà e saprà imparare in seguito prima ancora di contribuire attivamente.

Perciò, chi non sa adattarsi alle circostanze, che nella specie consistono nel dare di sé la migliore impressione possibile dimostrando interesse e disponibilità, o è uno sciocco oppure -in caso di abbigliamento non consono o altro di questo tipo- uno spocchioso magari pieno di risorse ma probabilmente causa di futuri problemi.

Tutti tipi da "le faremo sapere".
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gomez
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Residenza: Provincia di Torino

MessaggioInviato: 10 Set 2014 18:20    Oggetto: Rispondi citando

gb ha scritto:
Sig. Gomez,
intanto ci terrei a chiarire che il mio commento era all'articolo del Forum e non al suo pensiero.

La cosa non ha la minima importanza, ciò che si afferma è tale senza alcun nesso di relazione.
Citazione:
Cio' premesso, che lei risponda ribattendo punto-punto quello che ho scritto lo trovo fuori luogo

Vedo che non sei (in rete ci si dà del tu) molto pratico dei forum, ma questo è il normale e corretto modo di interagire, o chi legge dopo non ha modo di capire a cosa ci si riferisce e il tutto diventa una serie di soliloqui slegati.
Citazione:
in quanto ognuno e' libero di fornire la propria opinione indipendentemente (credo) in questo forum senza erigersi a "correttore di compiti a casa altrui".

Altro errore, non si "correeggono i compiti" ma si "confrontano le idee".

Se uno affema una cosa che ritengo non corretta fornisco la mia versione, che in questo caso è quella di una persona che la selezione del personale l'ha fatta.
Citazione:
E' mia opinione che tutte queste storie dei corsi e delle persone preparate esistono in poche realta' industriali serie ( parlo della mia esperienza nel settore informatico) , come anche la suddivisione dei colloqui in base allo scopo.

Libero di avere la una diversa opinione, ma non corrisponde alla realtà: la sequenza è curricolo - test - colloquio - periodo di prova - assunzione definitiva.

Ovviamente nel caso della pizzeria Paolino la trafila sarà molto semplificata, "salve signor Paolino, ho visto il cartello cercasi pizzaiolo, io so fare le pizze" "Dove hai lavorato? Ah, sì, lo Scugnizzo lo conosco, ok vieni domani alle sette e vediamo che sai fare".

Ma più le aziende son grandi e più ci si avvicina alla trafila completa perché sarebbe impensabile fare altrimenti.
Citazione:
Questo ovviamente in Italia perche' all'estero quello che dice e' piu' attinente alla realta'.

Per le multinazionali in Italia è assolutamente lo stesso, le regole le impone la casa madre.
Citazione:
Quello che per esperienza posso dire e' che l'esaminatore medio non e' in grado di svolgere questo compito e pertanto si basa su pregiudizi e preconcetti, sia per quanto riguarda la parte tecnica che quanto riguarda quella "psicologica". Inoltre , alta cosa che ho notato, che l'aver seguito uno dei corsi che cita, si riduce per parecchi ne compilare una tabella, come quella di questo topic , tentando di applicarla a mo' di script per i candidati.

L'esaminatore non deve occuparsi della parte tecnica, per la quale ci sono curriculum e test, ma dell'attitudine del candidato a rappportarsi con colleghi e clienti nello "spirito" dell'azienda, e per questo ci sono i corsi interni che spesso sono tenuti da relatori esterni specializzati.

Se si temono i pregiudizi (ti giudico in base al taglio dei capelli) allora l'alternativa è lo script (ti interessa il lavoro di gruppo? SI/NO) che elimina il fattore umano, ma se una ditta preferisce regolarsi così allora tanto vale che accluda la tabella al test attitudinale, il colloquio diventa inutile.

Mauro
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gomez
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MessaggioInviato: 10 Set 2014 18:31    Oggetto: Rispondi citando

StarTac ha scritto:
Personalmente la prima cosa che guardo è la stretta di mano. Una mano buttata lì come fosse quella di un cadavere per il 50% depone in modo sfavorevole (sei già con un piede fuori dalla porta).

Confermo, chi ti porge una medusa stantia (o tenta di fratturarti il metacarpo) è già partito male.
Citazione:
Poi lo sguardo sfuggente, se non riesci a tenere lo sguardo sul tuo interlocutore sei fuori (questa volta con entrambi i piedi!).

Beh qui ci potrebbe essere il fattore disagio, timidezza, "paura dell'esame"... certo che se dopo che hai cercato di metterlo a suo agio continua a non guardarti in faccia una buona impressione non la fa.
Citazione:
Il vestito non conta poi tanto. Un selezionatore sa che ci si è vestiti per l'occasione e se lo si fa di tutto punto vuol dire che oltre al vestito c'è il nulla.

Conta specialmente in senso negativo, se ti presenti come se dovessi scaricare il pesce peri un lavoro a contatto col pubblico mi fai pensare che hai poco rispetto per gli altri e quindi mi creerai delle grane.
Citazione:
Se il candidato vale saprà portare il discorso su ciò che vuole e chi ti sta valutando ne rimarrà piacevolmente sorpreso tranne se non è un pirla messo lì da qualche altro pirla Smile

Proprio questo deve fare l'esaminatore, cercare di capire se chi ha davanti ha ambizioni e voglia di fare e di imparare, o è uno dei tanti che alle 8.01 comincerà a guardare l'orologio in attesa che vengano le 17.59 per lasciar cadere il martello (o la penna) e timbrare il cartellino.

Mauro
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andrea lenzi
Comune mortale *
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Registrato: 09/04/14 11:01
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MessaggioInviato: 15 Set 2014 10:08    Oggetto: Rispondi

innanzitutto occorre che l'azienda/esaminatore abbiano già stabilito le caratteristiche ideali del candidato (grado di scolarizzazione e competenze maturate, precisione, creatività, affidabilità, etc.).
Durante il colloquio occorre appurare appunto quelle.

Valutare male una stretta di mano "floscia" per assumere un contabile è un comportamento idiota, ad esempio, mentre potrebbe risultare valido nella ricerca di un candidato che debba avere a che fare con la clientela.

circa la voglia di scaldare la sedia/lavorare, trovo che essa dipenda dall'interesse verso lo specifico lavoro per il quale si sta facendo il colloquio e dagli stimoli che verranno forniti dall'azienda "assumente" durante la vita lavorativa del neo assunto (in termini di avanzamento di carriera, o di rotazione all'interno dell'azienda stessa, o di partecipazione a gruppi di lavoro o ricorrendo a qualunque altro mezzo incontri la psicologia del neo assunto affinché egli lavori meglio per l'azienda).

direi, quindi, che il successo/merito dell'assunzione prima, e della vita lavorativa poi, dipendano da come l'esaminatore conosca i processi aziendali ed i manager con cui il neo assunto lavorerà:
se il capo del neo assunto non riesce a valutare e valorizzare le abilità/caratteristiche del neo assunto, allora parliamo di nulla.

i risultati migliori e più duraturi per tutti, lavoratori ed azienda, si ottengono con il coinvolgimento e l'assegnazione di mansioni adatte al candidato
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