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lavorare meno, lavorare tutti!
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Autore Messaggio
paolodegregorio
Dio minore
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Registrato: 13/07/07 12:00
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MessaggioInviato: 02 Lug 2017 13:07    Oggetto: lavorare meno, lavorare tutti! Rispondi citando

- lavorare meno, lavorare tutti! -
di Paolo De Gregorio, 2 luglio 2017

Mario Barcellona, professore ordinario di diritto civile all’Università di Catania nella facoltà di giurisprudenza, in una intervista concessa al Fatto Quotidiano del 1° luglio, dichiara quanto segue, alla domanda “ancora tanti perderanno il lavoro? “:
“”ha sentito una sola riflessione su ciò che avverrà tra 10 o 20 anni? La robotica produrrà altre espulsioni dalla produzione e non saranno solo braccia ma anche menti. L’unica strada che resta è la socializzazione del lavoro. Non reddito minimo garantito ma dividere per due le ore che oggi fa un solo lavoratore. Avere il coraggio di dirlo.” L’intervistatore: “chi dovrebbe dirlo?” Risposta del professor Barcellona: “io purtroppo non so risponderle, spero però che qualcuno si prenda la briga”
Caro professore, ci aspetteremmo qualcosa di più da un accademico del suo livello, che oltre a dire, denunciare fuori dal coro, dovrebbe spiegarci perché la classe politica e quella industriale ci mantengono in questa palude sociale, dove i vecchi sono al lavoro e i giovani a spasso.
Un anno fa, nel mio ebook, pubblicato gratuitamente e tuttora scaricabile gratis da varie librerie online (amazon, mondadori, bookrepublic, etc), intitolato “Le regole del gioco”, parlavo della necessità di andare in pensione a 60 anni e di lavorare meno per lavorare tutti, 4 ore al giorno, come gli unici provvedimenti capaci di generare piena occupazione.
Il problema che lei, ex cathedra, avrebbe il dovere di denunciare, è che noi siamo nelle mani di una classe politica che non ha alcun interesse a risolvere i problemi dei cittadini, e per uscire da questo immobilismo è urgentissimo che si capovolga il modo di far politica, non partendo dai leader o dagli esperti, ma cercando il consenso elettorale su un programma chiaro e comprensibile che metta proprio al primo posto la questione lavoro.
Destra e sinistra non esistono più, sono postideologici, non hanno valori di riferimento, sono partiti di centro, governativi, totalmente subalterni alla globalizzazione e alla logica capitalista, pesantemente corrotti e da gettare nella pattumiera della storia.
Dalla disintegrazione dei vecchi partiti, stanno prendendo forma degli anticorpi, nell’unico tentativo in atto di rifondare la politica, dando il potere di decidere programma e candidati alla base degli iscritti e attivisti, e non alle gerarchie di partito.
L’unico tentativo in Italia di capovolgere il modo di fare politica ha tutti contro, è accusato di essere populista e antipolitico, come se legarsi agli interessi del popolo ed essere contro la vecchia politica siano comportamenti da censurare.
Mi rendo conto che gli intellettuali, abituati ad essere considerati per le loro specifiche competenze, trovino strano che la politica e le decisioni vengano prese dal basso, e che le prime qualità di una nuova classe politica devono essere onestà e legame con il territorio dove si vive e si lavora, dove ci si deve far conoscere per le iniziative concrete a favore della popolazione, la conoscenza delle persone, dei problemi e della storia sociale. Tutte competenze che non si improvvisano dall’oggi al domani, ma senza le quali si resta generali senza eserciti e senza elettori.
E’ da questo rapporto con il territorio, corretto, impegnato, onesto, trasparente e con un programma discusso con i cittadini che può e deve nascere una nuova classe politica che affronti gli enormi problemi del nostro futuro, con quella credibilità che i vecchi partiti hanno perduto per incapacità, corruzione, interessi personali, bramosie di potere, che hanno generato il fallimento economico e morale al quale stiamo assistendo.
Caro professor Barcellona, l’unica strada possibile per far camminare le nostre comuni idee sulla indispensabile diminuzione dell’orario di lavoro, è quella dell’appoggiare e aiutare l’organizzazione politica che metta questo impegno nel proprio programma elettorale e cercare di vincere le elezioni. La cosa non è proprio facilissima, ma la strada è questa e il metodo è l’unico possibile.
Se è vero che tutta la vecchia politica (falsa destra e falsa sinistra) ci è saltata addosso vuol dire che siamo sulla strada giusta e offriremo una speranza a quel 50% di cittadini italiani che non vanno più a votare.
Paolo De Gregorio
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R16
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MessaggioInviato: 03 Lug 2017 18:59    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
vuol dire che siamo sulla strada giusta e offriremo una speranza a quel 50% di cittadini italiani che non vanno più a votare.

Guarda.......io molto probabilmente non andrò a votare , vuoi per il "sermone" che hai scritto sopra, ma sopratutto perchè VOI (MS5) dopo 3 anni di politica confusionaria, non avete nemmeno le basi per governare un condominio, figuriamoci una Nazione.
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Giunone
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MessaggioInviato: 04 Lug 2017 13:02    Oggetto: Rispondi citando

R16 ha scritto:
Guarda.......io molto probabilmente non andrò a votare , vuoi per il "sermone" che hai scritto sopra, ma sopratutto perchè VOI (MS5) dopo 3 anni di politica confusionaria, non avete nemmeno le basi per governare un condominio, figuriamoci una Nazione.


Ma non aveva già scritto un 3D con questo stesso argomento? Shocked

Comunque ormai è chiaro che le semplicistiche soluzioni targate 5S sono FALLITE in pieno!
Prima di diventare sindaco la Raggi aveva detto che c'era 1.000.000.000 di € disponibile per sanare il bilancio, ma adesso, dopo 1 anno da SindOca il miliardo...E' evaporato! twocents
Va beh!
Lasciamo perdere, tanto mi sa che i 5S NON hanno alcun interesse a governare Exclamation
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Maary79
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MessaggioInviato: 05 Lug 2017 09:23    Oggetto: Rispondi citando

Lavorare tutti, lavorare meno è uno slogan molto bello ma difficile da attuare, come si fa con gli imprenditori? Mica si possono obbligare.
Con il pubblico si potrebbe certo e sarebbe un inizio. Considerando il fatto che lo stipendio medio di un lavoratore pubblico è più alto di uno privato, possono anche vivere bene con un part-time.

Ma nel privato?
Facciamo un ipotesi...
Stipendio medio 1200 euro di un impiegato o operaio a 40H/sett.li, la metà 20H/sett.li, 600 euro, metti che paghi meno tasse, ma siamo sui 700 euro, da fame.
Altri che ce la portebbero fare economicamente, sono lavori dove si guadagna di più, diciamo 1.800 o 2.000 euro netti.

Ma c'è sempre da tener conto cosa vuole l'imprenditore (se azienda privata), e anche il lavoratore, se comunque non è disposto a diminuire ore e stipendio.

Questi economisti e filosofi del "lavorare tutti, lavorare meno", dovrebbero tenere conto di questo, non mi sembra difficile.
Del resto l'avevo già detto, nel precedente thread dove Paolo aveva affrontato il problema.
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R16
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MessaggioInviato: 06 Lug 2017 17:46    Oggetto: Rispondi citando

Maary.......sono solo delle grandi utopie!!!
E che non mi si venga a dire che lavorare meno prendendo lo stesso stipendio che lavorare a tempo pieno è fattibile !
Il caldo di questi giorni, evidentemente influisce sul comprendonio del nostro baldo Paolo.
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Maary79
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MessaggioInviato: 06 Lug 2017 21:59    Oggetto: Rispondi citando

Non è solo Paolo, questa storia la sento da anni, da parte di politici di sinistra, sindacati e persone comuni.
E non è neanche tanta propaganda grillina, loro sono di più per un reddito di cittadinanza...

Se è fattibile?
Bisognerebbe alzare la tassazione per i full e diminuirla drasticamente per i part.
Allora forse, e dico forse, si sentirebbe meno la differenza economica sullo stipendio.
Ma questo piace poi agli imprenditori, che dovrebbero formare più personale?
Andrebbe bene poi alle casse dello Stato?
Sarebbe una soluzione troppo semplice.
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paolodegregorio
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MessaggioInviato: 07 Lug 2017 20:20    Oggetto: Rispondi citando

ovviamente la soluzione appare semplice, ma è di complicata attuazione se si considera l'attuale situazione, ma il futuro del lavoro andrà forzatamente in quella direzione.
Io preferisco la piena occupazione o quasi, realizzata mandando in pensione a 60 anni, proibendo straordinari, e applicando un part time quasi generalizzato, prima che a causa della robotica il reddito di cittadinanza diventi ineluttabile.
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R16
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MessaggioInviato: 08 Lug 2017 13:16    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Io preferisco la piena occupazione o quasi, realizzata mandando in pensione a 60 anni, proibendo straordinari, e applicando un part time quasi generalizzato,

Guarda Paolo, con le tue pseudo proposte, non solo avresti alle calcagna gli imprenditori, ma gli stessi operai, specialmente quelli che prendono 1200 euro al mese , con un affitto da pagare e tutte le bollette conseguenti.
Praticamente tutti quelli che fanno grossi sacrifici per arrivare a fine mese, e credimi sono tanti.
Prova a togliere a loro 1 euro, e ti mordono le chiappe.
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paolodegregorio
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MessaggioInviato: 09 Lug 2017 10:31    Oggetto: Rispondi citando

caro R16,
spesso parlo proprio di questo con operai che mi contestano con le tue motivazioni, ma mi danno ragione pensando alla vita che fanno e che invece vorrebbero e questo mi fa proseguire.
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Maary79
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MessaggioInviato: 10 Lug 2017 08:26    Oggetto: Rispondi

E' vero che con un part-time si lavora meno ore e si ha poi più tempo a disposizione per stare a casa o da spendere come si preferisce...ma senza soldi? Te ne stai a casa, con il riscaldamento spento d'inverno, a luce spenta, ecc...compri al supermercato solo patate e carote...che vita è questa? Magari perchè si ha da pagare mutuo o affitto?

Perchè, se le cose restano con questi livelli di tassazione e stipendio è così che va a finire.

La mia azienda fa contratti part-time da sempre. Solo un 20% della forza lavoro ha un contratto full-time.
Il lavoro del resto è fatto così, ci sono orari che servono 50 persone impiegate e orari che ne servono 2.
Il cosidetto part-time da 20 ore è considerato dalla mia azienda come una punizione, perchè si ha lavorato male, ci si lamenta e cose del genere.
E si...20 ore sono 750 euro. E un full-time sono 1200 euro.
Il tutto calcolato senza assegni famigliari o bonus vari (80 euro di Renzi).

Senza contare che se tu mi metti a 700 euro al mese io dovrò cercare altro lavoro, magari in nero.

Poi...se uno perde quel lavoro da fame...che sussidio avrà? Ancora più da fame. Almeno se sei full-time e se perdi il lavoro hai la disoccupazione per alcuni mesi, e almeno è calcolata su un stipendio di 40 ore.

Poi, esiste anche il part-time verticale. Che ho sentito fare alcune aziende. Del tipo, un mese lavora una squadra di dipendenti, un mese ne lavora un'altra, per 12 mesi hai un orario part-time.
Il brutto è che chi ha la sfiga di cascarci in mezzo non ha nessun sussidio, e di fatto, guadagna un mese si e uno no. Perchè per tutta la durata del contratto, non figuri mai disoccupato, quando non lavori.
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