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Le vulnerabilità nei caricatori delle auto elettriche potrebbero danneggiare le reti domestiche
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Zeus News
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MessaggioInviato: 18 Dic 2018 10:00    Oggetto: Le vulnerabilità nei caricatori delle auto elettriche potrebbero danneggiare le reti domestiche Rispondi citando

Leggi l'articolo Le vulnerabilità nei caricatori delle auto elettriche potrebbero danneggiare le reti domestiche



 

 

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francescodue
Semidio
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Registrato: 26/09/08 10:00
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MessaggioInviato: 18 Dic 2018 21:42    Oggetto: Rispondi citando

Non so come sia possibile danneggiare l'impianto elettrico di casa: se la corrente assorbita dal caricatore è al massimo la linea dedicata può sopportarla senza problemi.
Se si cerca di sovraccaricare la linea (e quindi di usare più potenza di quella prevista dal contatore), semplicemente scatta il contatore.
Al più la lavatrice si blocca a metà lavaggio e il pc fisso senza ups si spegne di brutto (perdendo i dati non salvati).
D'altra parte sono ignorante in materia: perché il caricatore dovrebbe collegarsi alla rete informatica? Non è una presa di corrente?
Se dovessi avere un'auto elettrica, la sua presa sarà dotata di classico lucchetto di metallo.
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Cesco67
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MessaggioInviato: 19 Dic 2018 08:55    Oggetto: Rispondi citando

Non so in altre nazioni ma in Italia, se l'impianto elettrico è realizzato seguendo le norme, il "danno" peggiore che può capitare è l'intervento delle protezioni elettriche (magnetotermico o più raramente fusibile ed infine, come già scritto da @francescodue c'è anche il contatore)
Ad onor del vero potrebbero esserci ancora impianti di abilitazioni molto vecchie che non sono mai stati adeguati, ma in questi casi dubito che i proprietari/inquilini posseggano un'auto elettrica (cioè puoi permetterti di spendere diverse decine di migliaia di euro per un'auto e non ne spendi una frazione per far sistemare e mettere in sicurezza l'impianto elettrico?)
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{lene}
Ospite





MessaggioInviato: 19 Dic 2018 11:11    Oggetto: Rispondi citando

Un modo per danneggiare le apparecchiature di casa, principalmente elettrodomestici, e anche per danneggiare le apparecchiature elettroniche c'è.
Sono brevissime interruzioni di corrente che non farebbero scattare alcuna protezione e che finirebbero per distruggere qualche componente elettronico, fermando anche i motori degli elettrodomestici non elettronici eventualmente accesi.
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Gladiator
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MessaggioInviato: 21 Dic 2018 18:29    Oggetto: Rispondi citando

Cesco67 ha scritto:
Non so in altre nazioni ma in Italia, se l'impianto elettrico è realizzato seguendo le norme, il "danno" peggiore che può capitare è l'intervento delle protezioni elettriche (magnetotermico o più raramente fusibile ed infine, come già scritto da @francescodue c'è anche il contatore)
Ad onor del vero potrebbero esserci ancora impianti di abilitazioni molto vecchie che non sono mai stati adeguati, ma in questi casi dubito che i proprietari/inquilini posseggano un'auto elettrica (cioè puoi permetterti di spendere diverse decine di migliaia di euro per un'auto e non ne spendi una frazione per far sistemare e mettere in sicurezza l'impianto elettrico?)

In generale sono d'accordo.
In ogni caso tieni conto che anche se l'impianto domestico è vecchio sarà comunque alimentato da un contatore di rete con limitatore, nella peggiore delle ipotesi sarà quest'ultimo ad intervenire senza che la rete domestica ne risenta.

Piuttosto ciò che mi domando io è se una rete domestica casalinga normale sia realmente in grado di sostenere questi caricatori di ricarica soprattutto quelli cosiddetti rapidi.
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Cesco67
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MessaggioInviato: 22 Dic 2018 10:13    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
In generale sono d'accordo.
In ogni caso tieni conto che anche se l'impianto domestico è vecchio sarà comunque alimentato da un contatore di rete con limitatore, nella peggiore delle ipotesi sarà quest'ultimo ad intervenire senza che la rete domestica ne risenta.

Se la portata dei cavi è inferiore alla soglia di sgancio del contatore potrebbero anche capitare incidenti gravi... P.es. se i cavi sopportano 10A senza superare la massima temperatura di esercizio (che nei cavi odierni è 70°C, nei cavi "d'epoca" potrebbe essere inferiore) e ci collego un carico che assorbe 13A (circa 3kW) per parecchie ore come potrebbe essere un caricatore per auto elettrica, il rischio di incendio aumenta non poco, anche considerando che non credo che i vecchi cavi siano del tipo "Non propagante la fiamma" o "Non propagante l'incendio" (a volte erroneamente chiamati "Cavi antifiamma")
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Gladiator
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MessaggioInviato: 22 Dic 2018 10:52    Oggetto: Rispondi citando

@Cesco67

Direi che il tuo esempio è un pochino al limite, personalmente non so quale sia l'assorbimento di un caricabatterie per auto elettriche ma, nel tuo esempio lo tratti come un carico totalmente resistivo a cosfi uguale ad 1 mentre direi che, a meno che abbia integrato un rifasatore, difficilmente avrò un cosfi superiore a 0,9 e la corrente assorbita per fornire 3 kW scenderebbe già ad 11 A.

Sui tempi di intervento dei limitatori di corrente ti posso invece assicurare che quelli dei contatori elettronici attuali sono assai rapidi e tarati al mA Wink , lo dico per esperienza diretta infatti da quando mi hanno sostituito il contatore certe distrazioni mi costano il distacco nel giro di un paio di minuti mentre con il vecchio limitatore si andava oltre la mezz'ora.

Se invece intendi ipotizzare che un impianto datato fosse già al limite con le norme attuali per un impianto da 3 kW allora sono molto più d'accordo con te anzi, in molti casi era già sicuramente abbondantemente sotto tali standard poiché era generalmente realizzato in economia per potenze totali ben inferiori ai 3 kW che in case di 50/60 anni fa raramente si raggiungevano.

In quanto alle temperature di esercizio dei cavi utilizzati più che la temperatura originaria ritengo sia da considerare il decadimento dovuto all'invecchiamento dei materiali di isolamento che ha certamente una forte influenza anche su questa caratteristica con diminuzioni dopo 50/60 anni anche oltre il 20%.
Infine certo non esistevano cavi non propaganti l'incendio mentre i cavi isolati in gomma o PVC erano già, intrinsecamente, non propaganti la fiamma.
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Cesco67
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MessaggioInviato: 22 Dic 2018 17:12    Oggetto: Rispondi citando

@Gladiator
In effetti ho ipotizzato un carico puramente resistivo, ma se ci pensi un alimentatore switching lo è; e comunque se il caricabatterie rispetta le norme per gli apparecchi destinati ad essere inseriti negli impianti elettrici residenziali (e se non le rispetta non può essere messo in commercio) non può presentare un cosfi inferiore a 0.95. In ogni caso credo che tu ti sia confuso riguardo al cosfi; più quest'ultimo è basso e più aumenta l'assorbimento (ovviamente a parità di potenza); un carico da 3kW alimentato a 220V che ha un cosfi di 0.9 assorbe oltre 15A


Citazione:
Sui tempi di intervento dei limitatori di corrente ti posso invece assicurare che quelli dei contatori elettronici attuali sono assai rapidi e tarati al mA, lo dico per esperienza diretta infatti da quando mi hanno sostituito il contatore certe distrazioni mi costano il distacco nel giro di un paio di minuti mentre con il vecchio limitatore si andava oltre la mezz'ora

Nei contatori elettronici ci sono due soglie di sgancio per supero potenza. Considerando un tipico contratto da 3kW (che in realtà sono 3kW+10%=3,3kW), se si superano i 3,3kW di consumo ma non si superano i 4kW lo sgancio avviene in tre ore, mentre se si superano i 4kW lo sgancio avviene in due minuti. O almeno era così anni fa


Citazione:
Se invece intendi ipotizzare che un impianto datato fosse già al limite con le norme attuali per un impianto da 3 kW allora sono molto più d'accordo con te anzi, in molti casi era già sicuramente abbondantemente sotto tali standard poiché era generalmente realizzato in economia per potenze totali ben inferiori ai 3 kW che in case di 50/60 anni fa raramente si raggiungevano.

In effetti nel mio primo post intendevo questo con "impianti molto vecchi che non sono mai stati adeguati"
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MessaggioInviato: 22 Dic 2018 18:36    Oggetto: Rispondi citando

@Cesco67

Per il primo punto hai ragione, ho sbagliato le parentesi nella calcolatrice di windows e non ho ragionato sul risultato. Embarassed

Per il secondo punto ho dei seri dubbi che sia ancora come ricordi tu poiché il mio interviene anche con uno sforamento inferiore a 0,3 kW in pochi minuti, l'ho anche fatto controllare - 3 o 4 anni fa - alla modica cifra di € 50 ma mi hanno detto che funzionava correttamente.
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Cesco67
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MessaggioInviato: 22 Dic 2018 22:29    Oggetto: Rispondi

[OT]
@Gladiator link
Vedi il punto 5 a pag. 6-7. Il documento è del 2010, ma non credo abbiano cambiato il funzionamento perché si configurerebbe come modifica contrattuale. Se effettivamente il tuo sgancia a +0.3kW c'è qualcosa che non quadra... Sul display del contatore puoi comunque verificare il consumo istantaneo dell'impianto, e a pag. 12 è scritto cosa appare sul display nel caso l'assorbimento dell'impianto superi la potenza contrattuale
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