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ce lo chiede il pianeta
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paolodegregorio
Dio minore
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MessaggioInviato: 25 Lug 2019 17:20    Oggetto: ce lo chiede il pianeta Rispondi

- Ce lo chiede il pianeta -
di Paolo De Gregorio, 24 luglio 2019

La divisione più profonda tra gli uomini contemporanei riguarda l’emergenza climatica, in particolare tra chi afferma che sia legata alle attività umane e chi sostiene che si tratta di fenomeni fisici naturali, già avvenuti nelle varie ere glaciali o temperate.
La questione non è di poco conto, perché si tratta di mettere in discussione un modello di sviluppo globale, che per produrre energia brucia carbone, petrolio, gas metano, e passare urgentemente a energie rinnovabili prima che sia troppo tardi.

I duemila scienziati dell’IPCC, che da decenni, per conto dell’ONU hanno studiato il fenomeno del riscaldamento globale del pianeta, sono in enorme maggioranza d’accordo che la causa siano le emissioni di gas serra (solo di petrolio si bruciano 100 milioni di barili al giorno), mentre per i negazionisti ci sono soldi delle multinazionali petrolifere, con al seguito tutti i media che controllano (e sono quasi tutti di loro proprietà).
Come al solito, nella storia umana nonostante la scienza, la ragione, il destino degli uomini si scontra con gli interessi privati di pochi, che sono pronti a scatenare guerre pur di continuare a lucrare in una economia letale per l’ecosistema, nella certezza che loro si salveranno,

Eppure il passaggio ad una economia “carbon free” non ha ostacoli tecnici, le tecnologie rinnovabili sono sempre meno care, più efficienti, occupano meno spazio, hanno però bisogno del sostegno degli stati per il periodo difficile della riconversione, che per la verità sarebbe una vera e propria rivoluzione.
Chiunque voglia parlare di economia, di sviluppo, di futuro per i giovani, non può sottrarsi ad una scelta di campo, forse aiutato dall’osservazione dei disastri evidenti già in atto, come la desertificazione a causa siccità, l’inquinamento di aria, terra, acqua, l’impoverimento della risorsa di pesce, le microplastiche che hanno invaso tutti i mari, lo scioglimento di ghiacciai polari, l’aumento del livello dei mari, il frequente ripetersi di fenomeni estremi come gli uragani.

La politica, una buona politica, deve tener conto di questa emergenza e dichiarare solennemente (come già hanno fatto alcuni paesi come l’Inghilterra) che siamo in “emergenza ambientale” e che ogni provvedimento o decisione deve esprimere la volontà di superare la primitiva era dei fossili.
I milioni di giovani che seguono Greta Thunberg, proprio su questa ipoteca del loro futuro, non devono limitarsi ai cartelli e alle manifestazioni, ma cominciare ad astenersi da ogni attività che produce gas serra, dimostrando il necessario rigore e testimonianza di una rivoluzione la cui posta in gioco è la vita di milioni di persone.
Paolo De Gregorio
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