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Danielix
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MessaggioInviato: 03 Mar 2011 05:13    Oggetto: Bernard Moitessier, Tamata Rispondi citando

Silent, Squall, vi ringrazio di darmi l'opportunità, con i vostri post, di attuare un po' di divulgazione a me davvero cara, anche perché sul soggetto in questione, Bernard Moitessier, Wikipedia può ben poco (per non dire che è miserrima, forse dovrei aggiornarla...), quindi perdonerete senz'altro se "approfitto", segnatamente in un topic no-sense come questo... Very Happy

Silent ha scritto:
Ho capito! Ma da cosa fuggiva costui? Non ho mai visto un uomo fuggire con così tanta tenacia.

No, amico mio, non fuggiva, anzi, il contrario: era alla perenne ricerca dell'Uomo, fuori e dentro sé. Alla ricerca delle "grandi verità"...
L'unica cosa da cui davvero "fuggiva" era dall'Occidente, specialmente da un Europa che non esita a definire "malata come una vecchia baldracca decrepita".
E dargli torto, in questa fuga, è difficile...

Era sì un grande marinaio, ma molto, molto sui generis: era anche un profondo umanista, un filosofo, un avvicente scrittore e un attivista pioniere della difesa dell'ambiente, in prima linea insieme ai primi coraggiosi (gli autonomisti della Polinesia francese degli anni '70) nelle battaglie ecologiste e pacifiste contro gli esperimenti nucleari nel Sud Pacifico.
In prima linea nel senso che nei casini del 1973 lui era lì a rischiare con la sua barca, sua moglie e suo figlio, davanti alla prua delle navi militari francesi per tentare di fermarle...

Bernard infatti, nel mondo della vela "vera", è stimato e venerato non soltanto per essere stato uno dei più grandi navigatori di tutti i tempi, o per le sue incredibili imprese veliche, pionieristiche, epiche e a tutt'oggi ancora ineguagliate, ma anche e soprattutto per la dimensione filosofica, spirituale e umanistica che ha caratterizzato la sua intera esistenza vagabonda.
Viene anche chiamato infatti "Il filosofo dei mari".

Ne fornisco una vaga idea con la sintesi dell'aneddoto più noto che lo riguarda:
Premessa: avendo abbandonato la vita in terraferma iniziando a vivere su una barca a vela in qualità di vagabondo di Mare sin dal 1947, nei tardi anni '60 Bernard era ovviamente già abbastanza conosciuto nel mondo nautico come uno dei più "duri" navigatori solitari a tempo pieno, squattrinato e animato solo dalla voglia di libertà, ma la notorietà mondiale la "subirà" (suo malgrado) proprio "a causa" di un suo involontario exploit "fuori dall'ordinario" dovuto giusto alla sua natura di anima nobile, che destò scalpore in tutto il mondo (ne parlarono persino i telegiornali italiani).

È il 1968, e dopo tanto girovagare Bernard decide di cimentarsi in un'impresa eroica e romantica - mai tentata prima - solo per sé stesso, in sordina, senza alcuna pubblicizzazione o velleità di alcun tipo, men che meno sportiva: un giro del mondo completo senza scalo e in solitario (e senza le sofisticate apparecchiature di cui disponiamo oggi, non lo si trascuri). Vuole solo mettere alla prova sé stesso.
Le fonti ufficiali dicono che "per pura coincidenza" (!) nello stesso anno il giornale 'Sunday Times' stava organizzando e sponsorizzando una regata velica esattamente con le stesse modalità - la prima al mondo così temeraria - chiamata "Golden Globe Race"; le versioni "dell'ambiente" invece, sanno che il giornale era venuto a conoscenza delle intenzioni del noto intrepido navigatore e aveva avuto l'idea folgorante di farne un evento sportivo dal quale ricavare soldi e pubblicità. Nulla di nuovo sotto il sole... Rolling Eyes
Ma non aveva fatto i conti con il modus pensandi tutto proprio del grande Bernard...
Quando un giornalista del Sunday Times andò a trovarlo per comunicargli l'evento e raccogliere la sua adesione tutto si aspettava meno la feroce indignazione di Bernard, che lo cacciò via insultandolo.

Una volta venuto a conoscenza che si stava organizzando questa regata, Moitessier decise dentro di sé di rinunciare al suo progetto, e chiuderla lì.
Ma quelli del Sunday Times non si davano per vinti, considerando che Bernard era il "pezzo più grosso" nel mondo della vela, e lo perseguitarono, quasi implorandolo.
Occorsero due mesi di "corteggiamento" per convincere quel "miserabile zingaro" d'un Moitessier riluttante ma comprensibilmente titubante davanti all'astronomico, spropositato al limite del pletorico, premio che il giornale aveva riservato per il vincitore: 5000 sterline e un globo terrestre in oro massiccio.
Lui... perennemente senza un soldo in tasca, pensa che miraggio maligno...

Alla fine accetta, aderisce e parte, anche se poco convinto.
Dall'Inghilterra scende giù giù giù in Atlantico del sud, doppia il Capo di Buona Speranza in Africa, prosegue per tutto l'Oceano Indiano fino l'Australia, doppia il Capo Leeuwin (l'estremità sud dell'Australia), tira dritto macinandosi tutto l'impressionante e poco pacifico Oceano Pacifico meridionale fino l'America del sud, doppia il mitico Capo Horn (estremità sud dell'America) e si ritrova nuovamente in Atlantico, dove dovrebbe solo mettere la prua a nord per risalire verso l'Inghilterra.
È primo assoluto, con un mese di vantaggio! sul secondo concorrente.

Ma qualcosa non va...
Dal suo log di bordo: «...è dentro di me che c'è un serio problema di "navigazione"...»

E qui bisognerebbe leggere il suo libro "La Lunga Rotta", che altro non è che una rielaborazione letteraria del suo log (infatti, pur essendo considerato il suo capolavoro dagli imbecilli che misurano la qualità dalle vendite, per "i non addetti ai lavori" è un libro estremamente noioso, inutile e poco comprensibile; è solo per "noialtri" che è un piccolo gioiello inestimabile), dicevo, occorrerebbe leggere il suo log per capire l'immenso conflitto che lo stava devastando...
Sì, stringo: era ormai di pessimo umore e non capiva perché, non mangiava più e dimagriva a vista d'occhio, aveva pensieri pessimisti (lui era una persona "solare") ed era tormentato da dubbi atroci. E intanto, svogliatamente e contro ogni suo sentire, dirigeva verso nord, verso "casa", verso la... "vittoria"...

Rimugina che ti rimugina comprende finalmente cosa sta accadendo dentro sé (cosa che ancora sono in parecchi milioni a non aver capito, e non lo capiranno mai): si immagina scimmia ammaestrata davanti alle telecamere delle tv, ai microfoni delle radio, su tutti i giornali... Una notorietà inimmaginabile, un gruzzolo enorme in tasca e la pancia piena nel bel mezzo dell'Europa malata... Perderà sé stesso, lo capisce d'improvviso come un'illuminazione, senza titubanze o remore.

È il 29 febbraio 1969, ha sulle spalle sei mesi! di navigazione continua, solo, tra burrasche colossali e tribolazioni d'ogni sorta. Per giungere in Inghilterra, vincitore e trionfante, gli mancherebbero solo un paio di settimane di navigazione... svolte al sole e su mari finalmente calmi e benigni.
Rimette invece entusiasta e determinato la prua a sudest e scrive sul giornale di bordo: "J'abandonne... Mon instinct me dit que c'est la sagesse..."
Abbandona quindi la sciocca competizione, rinunciando di conseguenza con sdegno allo smodato premio che lo aspetta in fanfara, proseguendo per un altro mezzo giro del mondo senza sosta, alla volta di Tahiti, doppiando nuovamente Capo di Buona Speranza e Capo Leewuin, con le vele ormai tutte stracciate, continuando imperterrito a navigare per altri quattro duri mesi, per un totale di oltre dieci mesi di navigazione senza sosta e in solitario, performance (diciamo "non preventivata") rimasta a tutt'oggi ineguagliata e ineguagliabile.

Bernard "sente" che "deve" (ma non sa realmente perché: condizionamento che condanna amaramente) comunicare al "mondo" la sua decisione di ritirarsi, e lo fa lanciando un messaggio con la fionda (non ha voluto accettare di imbarcare una ricetrasmittente offertagli alla partenza) sulla coperta di un mercantile di passaggio, contenente questa svogliata, poiché doverosa, sibillina spiegazione: «Mi ritiro, [...] continuo perché sono felice in Mare, e forse anche per salvare la mia anima
Facile comprendere lo sconcerto nella grassa Europa che seguiva questo avvenimento dalle comode poltrone di casa... Francia, poi, sgomenta...
La spiegazione più plausibile che davano i media, nel ridicolo intento di interpretare questo gesto, era che fosse impazzito, a causa della lunga permanenza in solitudine...

Dal suo giornale di bordo si evince come da quel momento, pur tra tempeste stavolta invernali e quindi di una violenza inaudita e inumana, e una debolezza fisica ormai allo stremo, il suo umore e la sua gioia di vivere risalgano a livelli di esaltazione... all'idea di non dover tornare in Europa e di non dover "subire" gli onori della cronaca, la fama e la ricchezza...

All'arrivo scriverà una lettera alla moglie, l'unica persona al mondo che lo conosce intimamente e lo "capisce":
Citazione:
«Vorrai certamente sapere perché non sono rientrato in Europa.
Il motivo è che nel mondo moderno ci sono troppi dei. Moravia ha mille volte ragione quando scrive che la misura umana è l’universale ed il particolare, e non il gigantesco ed il minimo.
Che cosa avrei trovato in Europa? Soltanto il gigantesco che stritola l’uomo ed il minimo che l’abbrutisce. Ecco perché non sono rientrato in Europa.
[...] ma soprattutto perché in Mare ero felice, perché avevo trovato la pace del mio spirito, una pace totale, profonda, troppo preziosa per dover rischiare di perderla [...]
Non si trattava, qui, di arrivare alla fine di un viaggio, ma di giungere alla fine di me stesso. Sono cittadino del più bel paese del mondo, un paese dalle leggi dure ma semplici, che non bara mai, immenso e senza frontiere, dove la vita scorre al presente.
In questo paese senza limite, in questo paese di vento, di luce e di pace, non c'è alcun "Grande Capo" che il Mare.
Il Vento, il Sole e il Mare: la Trinità del dio dei marinai.»


Solo perché la faccenda è oltremodo nota si crede che sia l'unica manifestazione palese di "peculiarità rare" di Bernard Moitessier; ma chi ha seguito - grazie ai suoi preziosissimi libri, grazie a innumerevoli articoli sulle riviste specializzate, soprattutto straniere, grazie alle interminabili nottate spese a chiacchierare con chi lo aveva incontrato - lo svolgersi della sua vita, sa che è solo una goccia...
Come quando... volle devolvere tutto il ricavato della vendita dei suoi libri, più i diritti a vita, al Papa "perché facesse qualcosa di buono per le genti", e il Papa rifiutò, rimandando al mittente anche la lettera...
Come quando... ci riprovò scrivendo a macchina, imbustando, affrancando e spedendo 70 lettere a 70 sindaci d'Europa (e stavolta i soldi erano parecchi) perché utilizzassero il suo denaro per piantare alberi nelle città... Un solo sindaco rispose e accettò, di un paese della Francia (non ricordo il nome, e non ho voglia di aprire gli scatoloni dei libri adesso)[*]. E ancora oggi quel paese è uno dei più verdi della Francia grazie agli alberi piantati con i soldi dei libri di Moitessier, che lui preferì non intascare per vivere libero e felice...
Come quando... eh, è tanto, troppo...


Bene, per i quattordici anni successivi a quell'involontario exploit il mondo "comune", quello terricolo, bue e opulento, di lui non saprà più nulla.
Dov'era? Semplicemente viveva sulla sua barca, con la sua nuova compagna e il figlio, vagabondando tra le isole della Polinesia, provando a fermare fisicamente le navi da guerra che gettavano le bombe atomiche negli atolli, piantando con le proprie mani migliaia di palme da cocco in tutte le isole del Pacifico, insegnando ai governi locali - grazie ai suoi studi di agraria - sistemi per incrementare la produzione della copra e frenare così lo spopolamento degli atolli; facendo qualche puntata - zaino in spalla - lontano dai Mari del Sud, in un kibbutz israeliano per imparare a coltivare la terra; dedicandosi anima e corpo a imparare l'arte della meditazione, del Tai Chi e avvicinarsi agli insegnamenti di Gurdjeff sulla consapevolezza; insegnando la vela a Klaus Kinski, scrivendo libri... Insomma robetta così, e sempre senza un soldo in tasca, pur vendendo i suoi libri migliaia e migliaia di copie, tradotti in tutte le lingue...

____________________________________________________________

Ok, forse ho reso l'idea (un accenno, sia chiaro), ma non sono rimasto IT con i post tra me, Squall e successivamente Silent, che hanno dato il via a questa piacevole digressione: il suo soprannome.

Una delle sue innumerevoli "avventure" lo farà diventare per tutti "Tamata" che, beninteso, non è un nome, bensì un termine polinesiano che si può tradurre con "tentare", "perché no?", "persistere", "provare sempre e comunque", e simili...
Gli affibbiano questo soprannome gli abitanti di un villaggio, che inizialmente lo considerano folle.
Già. Perché un giorno decide insieme alla compagna e al figlioletto di stabilirsi per un periodo in "terraferma", su un atollo, per dedicarsi alla coltivazione di frutta e verdura, così da provare a sé stessi che si può vivere senza dover dipendere dal denaro (lui è anche un eccellente pescatore subacqueo, quindi l'integrazione col pesce non gli mancherà, e lei dipinge a mano pareo, per cui il baratto con la farina per fare il pane non sarà un problema ).

Sceglie Ahe, un atollo delle Isole Tuamotu, 250 miglia a nordest di Tahiti, poiché offre un ancoraggio eccellente per la barca, che è la loro vita, e chiede prima il permesso al capo villaggio, il quale gli consente di usufruire a suo piacimento di un "motu" (i motu sono gli isolotti sparsi e scollegati sulla barriera corallina che costituisce l'atollo stesso).
Il motu però è Poro-Poro, un isolotto deserto e arido, costituito solo da sabbia corallina dove nulla può crescervi, e i locali lo sanno bene poiché hanno rinunciato da tempo immemore a sfruttarlo, da qualunque punto di vista, anche per la copra, giacché infestato dai "topi del cocco".

L'intero villaggio ride di lui, ed è contento di avere un nuovo diversivo: scommettere su quanto tempo impiegherà il "popaa" (corrispettivo polinesiano di "stupido bianco" o di "sciocco viso pallido") prima di scappar via...

Ma anche lui non è cieco: il suo primo sopralluogo sul motu assegnatogli è lucido, consapevole e... No, non uso altri aggettivi, riporto le sue impressioni:

Bernard, riguardo al suo sopralluogo a Poro-Poro, ha scritto:
"[...] questo motu è un deserto abbacinante di riflessi, oppresso dal sole e battuto dal vento.
Da quando siamo qui avremo bevuto sì e no qualche noce di cocco... I topi sono agili arrampicatori, salgono a bucare le noci giovani a mano a mano che maturano. E le zanzare si destano non appena cala il vento.
Ma questi inconvenienti voluti dalla sorte, zanzare, topi, vento irruente e sole cocente, sapremo accettarli e dominarli: quando un forte impulso ha segnato l'avvio di una bella avventura, sia la stanchezza dei muscoli, sia i dubbi dello spirito sono cancellati da una pienezza interiore che spinge la vita in avanti, come sotto l'effetto di un soffio venuto dall'anima.
Più volte ho ritrovato quel soffio nella mia vita. Ho imparato a riconoscerlo, e so che è in relazione con l'amore, nel suo più ampio significato.
[...] Ignoro come fosse il Paradiso Terrestre che gli uomini hanno perso, ma so che sopravvive in germoglio nei misteri dell'essere umano, nella sua testa e nel suo cuore.
E possiamo ricrearlo proprio qui, liberando il dio che è in noi, offrendo a questo deserto il sudore dei nostri corpi e il soffio che ci anima..."

(dovrebbe leggerlo e farne tesoro Strangedays, vi pare? Wink )

Bene, deriso o no, in un paio di giorni il "farè" è pronto (il farè è la tipica abitazione di questi luoghi, una sorta di palafitta rialzata dal terreno per evitare contatti troppo ravvicinati con topi, granchi e una sorta di moscerino della sabbia particolarmente aggressivo e tossico), e la famigliola ci si stabilisce.

Bernard inizia sin da subito l'impossibile: inventa e produce un humus, che adesso non è il caso di analizzare (di cui gli elementi fondamentali sono comunque le loro eiezioni solide e liquide, ma questo al villaggio non lo dirà mai), che integra anche con della terra vera, presa e portata a sacchi di juta (portati lì apposta a decine vuoti, con lungimiranza) con interminabili ed estenuanti scorribande in barca da tutte le isole vicine. Ove occorra, la raschia via anche con un cucchiaio.

Nel giro di pochi mesi, grazie anche a un fantasioso sistema frangivento, il suo "giardino impossibile" produce cetrioli, pomodori, zucche, cocomeri... Così abbondanti e succulenti che può barattarli al villaggio con tutto ciò che gli manca per l'integrazione, e guadagnarsi la stima, la benevolenza e l'amore di tutti i locali, che non lo chiamano più "popaa", bensì "Tamata", "tentare, sempre e comunque"...

Soddisfatto, andrà via da lì a breve, verso nuove sfide. Come lui stesso dice: "...e come nei Topolini: via, verso nuove avventure!"
_____________________________________________________________________


La sua ultima barca, incredibilmente spartana, costruita dopo il malaugurato naufragio in California della "Barca per eccellenza", il Joshua, compagno d'avventure durante 21 anni, la chiamerà ovviamente "Tamata".
Lasciando credere per anni ai velisti "della Domenica" che l'origine del termine si esaurisca lì, ignorando del tutto che fosse invece ormai da anni il soprannome del loro "beniamino" da sfoggiare nei Circoli ove invece di navigare si gioca a carte e si chiacchiera a vanvera...



La sua ultima avventura lo vede lottare contro quella che chiama amichevolmente "la bestia", il suo tumore, di cui non gli frega sostanzialmente nulla giacché ha ormai acquisito la vera, completa "consapevolezza". Lotta 'solo' per sette lunghi anni, tra permanenze in barca in Polinesia e in ospedali in Francia, unicamente perché vuole finire di scrivere la sintesi della sua biografia, a beneficio dei pessimisti, che intitolerà ovviamente: "Tamata e l'alleanza".
L'alleanza con 'cosa', naturalmente, è messaggio privilegiato lasciato all'esclusiva comprensione di chi lo ha conosciuto, e di chi sentirà di volerlo conoscere davvero. Dirò solo che ne fa parte un bambino/adulto che tira con la fionda ai lampioni, davanti ai poliziotti, per provare chi possiede più... umanità e quindi intelligenza, non furbizia...


Muore esattamente appena finita la stesura del libro. Era il solo motivo per cui restava tenacemente attaccato all'effimera vita.
Quel giorno, io, vagabondo di Mare per scelta come Lui, sono in piena navigazione tra Minorca e Ustica con la mia famigliola. Siamo nel '94, non ho mezzi tecnologici per saperlo in tempo: lo saprò grazie a una triste comunicazione telefonica in cabina a gettoni solo all'arrivo...
(peraltro da un'utente oggi di questo forum... hehe...)

E se avessi il coraggio di postare qui adesso il contenuto del mio log di bordo scannerizzato, giusto la parte relativa agli strabilianti avvenimenti sconcertanti relativi a quella notte di navigazione, verrei deriso e tacciato di... superstizione marinara, e soprattutto incoerenza...
Ma così fu... Carta canta, anche contro la logica...


Quello stesso giorno fu concepito mio figlio (non chiedetemi come lo so: lo so e basta, sono un maledetto pignolo. Chi proprio dovesse desiderare maggiori info può chiedermele in privato, ovviamente!): come avrei dovuto chiamarlo se non Tamata??!




Ecco, che sollievo: un'altra cosa "fatta e registrata", come soleva scrivere il grande navigatore Joshua Slocum (da cui il nome della barca di Bernard) nel suo log di bordo per ogni minimo avvenimento... Sono sul Web, questo post rimarrà a vita... "Cosa fatta e registrata..."

Ma lo so, lo so... sono cosciente che in veste di semplice replica era davvero lunghetta, ma sono anche cosciente che in realtà trattavasi di replica-sotterfugio, opportunità di divulgare qualcosa che evidentemente per il mio io era una necessità imperante...
E sono naturalmente anche cosciente che si decide di stare dalla parte di quelli che il Web "lo fanno" anche per contrìbuire alla conoscenza, alla riflessione...


Ciao Squall, ciao Silent... Wink




Questa è la sua tomba, nel piccolo cimitero di Le Bono, una piccola cittadina della Francia atlantica:







Grazie per l'opportunità...






Ps: mi scuso con chiunque per gli eventuali typo, gli eventuali refusi e gli eventuali errori storici: scrivevo di fretta, sotto influenze emotive e andavo a memoria, che non è più quella di una volta...






[*] = il paese è Lachelle

♨ ♨ ♨ ♨ ♨ ♨ ♨ ♨ ♨


L'ultima modifica di Danielix il 06 Set 2011 22:08, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: 03 Mar 2011 15:08    Oggetto: Rispondi citando

Dan... grazie a te per aver condiviso un così affascinante spaccato della vita di questo grande navigatore Very Happy
Hai ragione: scripta manent e grazie a te i coloro che ti leggeranno sapranno dell'esistenza di un persona così diversa dal tipico uomo occidentale, e magari qualcuno sentirà il desiderio di approfondire...
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MessaggioInviato: 03 Mar 2011 15:56    Oggetto: Rispondi citando

Caro vecchio Dan ti prego di non leggere in modo superficiale (acquaticamente) il mio accenno alla fuga di quest'uomo.
Non è quello il senso giusto, sai anche (o lo hai dimenticato) che con questa frase mi riferivo ad una lettura comune, condivisa, d'un saggio di Laborit..

La mia domanda era più che legittima e al contempo un invito. Sempre si fugge da se stessi per cercare se stessi. Tu sai quanto sia complesso l'animo umano e già nel mito di Odisseo tutto questo vagare e divagare era già ricerca e fuga insieme.

Che io abbia iniziato questa fuga in gioventù è irrilevante. Che questa fuga continui tenendomi ancorato in un luogo fisico lo è meno. Io sono qui.
Siete voi il mio viaggio nel mondo, lo sono le vostre risposte, lo sono le vostre idee.

Leggerommi compiutamente quanto hai scritto, più tardi. Vado a fare uno strip tease per la rivista.
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MessaggioInviato: 03 Mar 2011 16:18    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Vado a fare uno strip tease per la rivista.

COSA?!? Shocked
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MessaggioInviato: 03 Mar 2011 16:33    Oggetto: Rispondi citando

ROTFL Qualche admin approfittando della sua posizione e del suo potere devastante ha corretto il mio testo (ovviamente senza lasciare traccia), oppure è emersa la mia vera natura che così si è rivelata, da burlone a burlesque!

(invece) Avevo scritto più o meno:

Citazione:
Vado a fare una strip (non tease) per la rivista.


Ringrazio il burlone che si è/mi ha/ci ha divertito...

Ma se lo becco.... Grrr TapTap sparo martellato picchiato KO
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MessaggioInviato: 03 Mar 2011 16:59    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
ROTFL Qualche admin approfittando della sua posizione e del suo potere devastante ha corretto il mio testo

Mr. Green


Silent Runner ha scritto:
Ma se lo becco....

No davvero queste cose non si fanno, quando lo becchi avvisami che gliene canto quattro pure io Laughing
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MessaggioInviato: 03 Mar 2011 17:34    Oggetto: Rispondi citando

Squall ha scritto:
Silent Runner ha scritto:
Ma se lo becco....

No davvero queste cose non si fanno, quando lo becchi avvisami che gliene canto quattro pure io Laughing
Mica ne sai niente eh? Ironico
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MessaggioInviato: 03 Mar 2011 23:33    Oggetto: Rispondi citando

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaggh!!!!!!!!!!!!

tra poco sarà il 4!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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MessaggioInviato: 04 Mar 2011 12:27    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Caro vecchio Dan ti prego di non leggere in modo superficiale (acquaticamente) il mio accenno alla fuga di quest'uomo.
Non è quello il senso giusto, sai anche (o lo hai dimenticato) che con questa frase mi riferivo ad una lettura comune, condivisa, d'un saggio di Laborit..

No, e come potrei dimenticarlo, visto che l'elogio della fuga ci accomuna così tanto...
Sapevo che guardavi in quella direzione quando hai parlato di fuga, ma come ho detto ho solo preso spunto dal tuo post per fare un po' di divulgazione... Razz
(e anche a beneficio di altri eventuali lettori non in grado di comprendere che "fuga" e "ricerca" possono coincidere... Wink )

Ciao
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MessaggioInviato: 04 Mar 2011 16:24    Oggetto: Rispondi citando

Danielix ha scritto:
Silent Runner ha scritto:
Caro vecchio Dan ti prego di non leggere in modo superficiale (acquaticamente) il mio accenno alla fuga di quest'uomo.
Non è quello il senso giusto, sai anche (o lo hai dimenticato) che con questa frase mi riferivo ad una lettura comune, condivisa, d'un saggio di Laborit..

No, e come potrei dimenticarlo, visto che l'elogio della fuga ci accomuna così tanto...
Sapevo che guardavi in quella direzione quando hai parlato di fuga, ma come ho detto ho solo preso spunto dal tuo post per fare un po' di divulgazione... Razz
(e anche a beneficio di altri eventuali lettori non in grado di comprendere che "fuga" e "ricerca" possono coincidere... Wink )

Ciao
Questa precisazione ce la potevamo risparmiare entrambi perché lo sapevamo benissimo anche senza dirlo. Però credo sia giusto averla fatta in pubblico perché si capisca a quale enorme vetta di curiosità ed attenzione si possa giungere semplicemente condividendo poche cose misteriose. Io e Dan siamo talmente diversi in esperienze e pratiche di vita da far sembrare incredibile una coesione in tal senso.
Eppure è così.
Non potete immaginarvi quanta ricchezza può scaturure nell'incontro fra infinitamente diversi, quante similitudini e affinità si possono scoprire.

E ora che ce la siamo tirata facciamoci una CinCin
Ah, Kevin vieni anche tu eh? Mica puoi mancare!!!


Uh, scusa... porta l'apribottiglie perché io mi sono quasi rotto la protesi da combattimento e Danielix l'ha usato come àncora.
Non sappiamo come aprire la birra! Sad
Ho provato a stringere il tappo fra le cosce ma mi si sono strappati i jeans mostrando i miei bermuda con decorazioni a farfalle esotiche e orsacchiotti e Dan ha inutilmente tentato di far azzannare il tappo ad uno squalo. Si è mangiato Dan e ho faticato non poco a sottrarre il povero squalo da Dan che se lo mangiava dall'interno.
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MessaggioInviato: 05 Mar 2011 01:05    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Io e Dan siamo talmente diversi in esperienze e pratiche di vita [...]

Questo è quel che continui a credere tu, sol perché abbiamo svolto i medesimi ruoli e "sbrigato" le medesime faccende umane, proprie e non, in due mondi paralleli...
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MessaggioInviato: 05 Mar 2011 14:13    Oggetto: Rispondi citando

Oh, io non credo in niente, sono ateo.
Perciò, disse il pittore, ritratto.
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MessaggioInviato: 06 Mar 2011 00:23    Oggetto: Rispondi citando

E fu così che il pittore ritrasse sé stesso mentre si ritraeva.

La tela, ritraendosi, si allontanava a ogni pennellata, e il pittore - per poter terminare il ritratto - iniziò a correrle dietro sempre più veloce, finché si accorse di esser dietro sé stesso che rincorreva la tela che si ritraeva.
Allora pensò: «Visto che tela fa rima con mela, perché non approfittare adesso per diventare una mela che corre?»

E lo fece: divenne una mela, e montò a cavallo di una foglia.
Cavalca, cavalca, cavalca,
insieme attraversarono il mare.
Impararono a nuotare.

Arrivati in cima al mare - dove il mondo diventa mancino - la mela lasciò il suo vecchio vestito
e prese l'abito da sposa più rosso, più rosso.
La foglia sorrise: era la prima volta di ogni cosa.
Riprese la mela in braccio, e partirono.
Giunsero in un paese giallo di grano pieno di gente felice,
pieno di gente felice!

Si unirono a quella gente e scesero cantando fino alla grande piazza.
Qui altra gente si unì al coro.
«Ma dove siamo? Ma dove siamo?» chiese la mela.
«Se pensi che il mondo sia piatto allora sei arrivata alla fine del mondo.
Se credi che il mondo sia tondo allora sali, e incomincia il girotondo!»

E la mela salì, salì, salì, salì, salì...
La foglia invece saltò, saltò, saltò...
Rientrò nel mare e nessuno la vide più.

Forse per lei... mah... il mondo era ancora piatto...
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MessaggioInviato: 16 Mar 2011 05:32    Oggetto: Rispondi citando

Cioè... della serie... che nessuno ha compreso il post precedente? Neppure Silent o Kevin? Incupito



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MessaggioInviato: 16 Mar 2011 05:33    Oggetto: L'invenzione della moto compie 142 anni! Rispondi citando

Ah, a proposito: auguri!










(Eh... certo che ce ne vogliono una ventina di questi per farne uno di quelli...)
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MessaggioInviato: 16 Mar 2011 10:26    Oggetto: Rispondi citando

Danielix ha scritto:
Cioè... della serie... che nessuno ha compreso il post precedente? Neppure Silent o Kevin? Incupito
Scusa? Quale post? Ah mannaggia mi era sfuggito! Porcaccia miseria, ora rimedio! La mia moto compie 32 anni! e sto per venderla ad un appassionato di moto d'epoca!!!
Weeps Weeps Weeps Weeps Weeps Weeps
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MessaggioInviato: 18 Mar 2011 19:57    Oggetto: La mela di Odessa Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Scusa? Quale post? Ah mannaggia mi era sfuggito!

Ma è possibile che solo io sia cresciuto a pane e Area??!! Incupito

Gli Area... "Are(A)zione", "Crac!"... "L'elefante bianco", "Luglio, agosto, settembre (nero)", "Gioia e rivoluzione", "Cometa rossa", "La mela di Odessa"...

Il mitico Demetrio Stratos, colui che voleva "abolire le differenze fra musica e vita"; colui che elevò a rango di strumento musicale la voce umana, quello che fu addirittura oggetto di studio da parte del Centro Studi per le ricerche di Fonetica del CNR per le sue capacità vocali al limite delle possibilità umane...

Quello che usava i guadagni dei dischi per pagare le spese legali per difendere l'anarchico Giovanni Marini...


Quella del mio post sopra è "La mela di Odessa", che ho 'imbucato' perché tu parlavi di pittore...

Vabbè, ho capito... faccio prima così:




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MessaggioInviato: 20 Mar 2011 17:05    Oggetto: Rispondi citando

Sì, ma Stratos morì di anemia fulminante. Si vede che gli artisti sono troppo amati dagli Dei che così se li prendono con sé lasciandoci a bocca e orecchie asciutte.
Cerco che conoscevo gli Area.
La geometria euclidea mi è familiare. Wink


L'ultima modifica di Silent Runner il 29 Mar 2011 21:23, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: 29 Mar 2011 20:00    Oggetto: Auguri Vespa!! (non Bruno, eh!) Rispondi citando

            Ieri:





            Oggi:





Crying or Very sad
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MessaggioInviato: 29 Mar 2011 21:23    Oggetto: Rispondi

Bel programma di grafica 3D.
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