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Biodiesel dalle patatine fritte
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Zeus News
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MessaggioInviato: 13 Mag 2011 16:34    Oggetto: Biodiesel dalle patatine fritte Rispondi citando

Commenti all'articolo Biodiesel dalle patatine fritte
Aperto nel Regno Unito il primo impianto che estrae biocarburante dagli avanzi di cibo.


Foto di Aleksandr Stennikov
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ZaZa1210
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MessaggioInviato: 13 Mag 2011 16:51    Oggetto: ... Rispondi citando

Ci ruberanno le patatine fritte dal McDonald's... O_O
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fabrizioroccapc
Semidio
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MessaggioInviato: 13 Mag 2011 19:47    Oggetto: Re: ... Rispondi citando

ZaZa1210 ha scritto:
Ci ruberanno le patatine fritte dal McDonald's... O_O



Meglio così, ci saranno meno obesi (soprattutto negli USA !)
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MItaly2
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MessaggioInviato: 13 Mag 2011 20:17    Oggetto: Rispondi citando

Avevo sentito dire cose del genere già in passato a proposito dell'olio di frittura esausto, non sapevo avessero intenzione di farlo per davvero.

Comunque, è sempre una buona cosa trovare nuovi modi per ricavare energia, specie se vengono da quelli che normalmente sarebbero rifiuti.

(... ma se l'auto poi puzza di fast food, voglio almeno che sappia di kebab Smile )
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VUV
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MessaggioInviato: 14 Mag 2011 00:16    Oggetto: Rispondi citando

La novità mi sembra essere l'estrazione di olio dai cibi, giacché l'olio fritto da tempo può essere oggetto di recupero. Mi chiedo tuttavia quale sia il bilancio energetico dell'operazione in termini di energia impiegata nella filiera, vale a dire: trasporto del cibo da cui si estrae solo una percentuale del peso; scarico e carico in/dal magazzino; estrazione vera e propria (chimica? fisica? a che temperatura?....), smaltimento dei materiali di risulta e trasporto del prodotto finito ai punti di distribuzione. Insomma, siamo sicuri che sia una cosa utile all'ambiente? Ahinoi, mai che si possa avere un'informazione esaustiva su questi argomenti...
'Damn!'
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dagda
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MessaggioInviato: 14 Mag 2011 01:45    Oggetto: Rispondi citando

VUV ha scritto:
La novità mi sembra essere l'estrazione di olio dai cibi, giacché l'olio fritto da tempo può essere oggetto di recupero. Mi chiedo tuttavia quale sia il bilancio energetico dell'operazione in termini di energia impiegata nella filiera, vale a dire: trasporto del cibo da cui si estrae solo una percentuale del peso; scarico e carico in/dal magazzino; estrazione vera e propria (chimica? fisica? a che temperatura?....), smaltimento dei materiali di risulta e trasporto del prodotto finito ai punti di distribuzione. Insomma, siamo sicuri che sia una cosa utile all'ambiente? Ahinoi, mai che si possa avere un'informazione esaustiva su questi argomenti...
'Damn!'

mi sembra proprio che tu abbia colto il punto!
nel nome di una falsa politica ecologistica (bipartisan, per carità...) si sta spostando il punto di vista del popolo bue...
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merlin
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MessaggioInviato: 14 Mag 2011 05:23    Oggetto: Rispondi citando

la storia è vecchia e Z.N. se n'era già occupato:
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=5955
Quanto al resto, recuperare grassi esausti e non dai cibi tramite solventi non è poi un'impresa straordinaria, anche perché credo che i solventi stessi siano facilmente recuperabili, almeno in parte, alla fine del ciclo di estrazione.
E se dal punto di vista economico è convenente farlo trattando noccioli e sansa, a maggior ragione lo sarà trattando coscette di pollo stracotte e verdure sfatte.
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VUV
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MessaggioInviato: 14 Mag 2011 06:38    Oggetto: Rispondi citando

Merlin, concordo sul fatto che, con l'aggiunta dei contributi statali (di cui nell'articolo neanche si parla, ma che ci sono, a carico del contribuente'Exclamation), è scontato che economicamente il processo 'deve' essere conveniente.Se no, mica lo farebbero. Ma questo non significa che sia anche eco-logico. E la cosa che mi sconforta è che persone qualificate che si dedicano all'informazione non avvertano il bisogno di mettere a punto un sistema di misura che faccia intendere ai non esperti cosa ci sia dietro certe operazioni (apparentemente) pro-ambiente. Sicché alla fine cogliere il senso di ciò che accade diventa problematico. E la trasparenza va ....a farsi friggere.
Un po' come col nucleare. Ben pochi cittadini sanno cosa sia il processo CANDU, che forse rappresenta l'unico sistema davvero compatibile e utile, ma che per tanti motivi di convenienza di parte non è stato posto tra le opzioni a monte della scelta assurda e velleitaria operata da questo opaco e imbelle Governo, la cui azione è platealmente informata da principii tutt'altro che demo-cratici.
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icoborg
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MessaggioInviato: 14 Mag 2011 21:20    Oggetto: Rispondi citando

se partiamo dal principio poi...
piantare le piante
concimare le piante
innafiare le piante
raccoglierle
prepararle alla cottura
cottura (consumo di gas, elettricita, etc)
e poi il processo di recupero..

Neutral
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mda
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MessaggioInviato: 15 Mag 2011 00:36    Oggetto: Rispondi citando

VUV ha scritto:
Merlin, concordo sul fatto che, con l'aggiunta dei contributi statali (di cui nell'articolo neanche si parla, ma che ci sono, a carico del contribuente'Exclamation), è scontato che economicamente il processo 'deve' essere conveniente.Se no, mica lo farebbero.


Infatti esiste il sistema EROEI (Ritorno_energetico_sull'investimento_energetico) per calcolare la convenienza in ambito commerciale/ingegneristico. Questo sistema mi pare piuttosto basso.

VUV ha scritto:

Un po' come col nucleare. Ben pochi cittadini sanno cosa sia il processo CANDU, che forse rappresenta l'unico sistema davvero compatibile e utile, ma che per tanti motivi di convenienza di parte non è stato posto tra le opzioni a monte della scelta assurda e velleitaria operata da questo opaco e imbelle Governo, la cui azione è platealmente informata da principi tutt'altro che demo-cratici.


Guarda che il sistema CANDU è costellato da incidenti. FORSE volevi dire AP1000 che è il vero e l'unico concorrente degli EPR.

Comunque pagare l'elettricità per metà in bolletta e l'altra metà in tasse non è conveniente... Meglio un sistema incentivato!

Ciao
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bdoriano
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MessaggioInviato: 15 Mag 2011 08:58    Oggetto: Rispondi citando



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VUV
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MessaggioInviato: 15 Mag 2011 20:16    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Infatti esiste il sistema
EROEI (url wiki - Ritorno_energetico_sull'investimento_energetico) per calcolare la convenienza in ambito commerciale/ingegneristico. Questo sistema mi pare piuttosto basso.


Esatto! Se andiamo sul tecnico-economico, la tua citazione è quella corretta. Avevo espresso il concetto senza riferimenti perché mi sembrava meglio appuntare l'attenzione sulla scarsezza di informazioni, ma sono lieto che sia tu a citarlo.

Citazione:
Guarda che il sistema CANDU (url wiki) è costellato da incidenti. FORSE volevi dire AP1000 (url wiki) che è il vero e l'unico concorrente degli EPR.


A dire il vero, a me risulta tutt'altra storia. Le multinazionali che promuovono il nucleare a suon di interventi di lobby hanno tentato di screditare la tecnologia CANDU perché spiazza quella di derivazione militare. Uno dei meccanismi contabili utilizzati è stato infatti quello di ripartire i costosissimi investimenti per la ricerca e per lo sviluppo dei processi di arricchimento dell'uranio e di generazione del plutonio tra progetti militari e progetti civili. E oggi, a causa degli effetti della path dependence, General Electric, Westinghouse e Mitzubishi (solo per citare alcune delle multinazionali imperanti assieme a quelle francesi) non possono che continuare su questa strada.
Ma la cosa che poca gente sa (altro esempio di disinformazione) è il fatto conclamato che l'esposizione a lungo termine a energie radianti a basso dosaggio ha effetti epidemiologici rilevantissimi. Nella sostanza, quando si decide un sito per l'installazione di un impianto nucleare si stabilisce anche fatalmente che un certo numero di persone moriranno di leucemia e di cancro, mentre ci saranno maggiori casi di aborti e malformazioni fetali. Chi ha dato un simile mandato agli amministratori e ai politici? Tuttavia, ancor prima di parlare di questi fatti piuttosto rilevanti, occorrerebbe risolvere il problema delle scorie primarie e di quelle secondarie dei reattori di derivazione militare (incluso l'AP1000), notoriamente un problema enorme e irrisolto, che si riduce di cento o mille volte con i reattori a ciclo CANDU e RUBBIATRON link, che si rivelano anche meno nocivi in termini di energie radianti.
Infine, sotto il profilo economico, prima di affermare che il nucleare è conveniente occorre metterci dentro i costi del decommissioning dei 60 anni successivi allo spegnimento dell'impianto, che oggi ci sta costando un bell'1% della bolletta che tutti noi paghiamo e che lasceremmo in eredità ai nostri figli e nipoti.. Sono comunque riflessioni del tutto preliminari, che tuttavia fanno comprendere quanto poco se ne parla.
Colpa della politica, potrebbe dire qualcuno; secondo me, invece, è colpa in primo luogo di noi cittadini che si fanno infinocchiare, anche perché non dedicano sufficiente tempo e attenzione alle faccende che li riguardano.
Estote parati!
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mda
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MessaggioInviato: 15 Mag 2011 22:36    Oggetto: Rispondi citando

VUV ha scritto:

Citazione:
Guarda che il sistema CANDU (url wiki) è costellato da incidenti. FORSE volevi dire AP1000 (url wiki) che è il vero e l'unico concorrente degli EPR.


A dire il vero, a me risulta tutt'altra storia. Le multinazionali che promuovono il nucleare a suon di interventi di lobby hanno tentato di screditare la tecnologia CANDU perché spiazza quella di derivazione militare. Uno dei meccanismi contabili utilizzati è stato infatti quello di ripartire i costosissimi investimenti per la ricerca e per lo sviluppo dei processi di arricchimento dell'uranio e di generazione del plutonio tra progetti militari e progetti civili. E oggi, a causa degli effetti della path dependence, General Electric, Westinghouse e Mitzubishi (solo per citare alcune delle multinazionali imperanti assieme a quelle francesi) non possono che continuare su questa strada.
Ma la cosa che poca gente sa (altro esempio di disinformazione) è il fatto conclamato che l'esposizione a lungo termine a energie radianti a basso dosaggio ha effetti epidemiologici rilevantissimi. Nella sostanza, quando si decide un sito per l'installazione di un impianto nucleare si stabilisce anche fatalmente che un certo numero di persone moriranno di leucemia e di cancro, mentre ci saranno maggiori casi di aborti e malformazioni fetali. Chi ha dato un simile mandato agli amministratori e ai politici? Tuttavia, ancor prima di parlare di questi fatti piuttosto rilevanti, occorrerebbe risolvere il problema delle scorie primarie e di quelle secondarie dei reattori di derivazione militare (incluso l'AP1000), notoriamente un problema enorme e irrisolto, che si riduce di cento o mille volte con i reattori a ciclo CANDU e RUBBIATRON link, che si rivelano anche meno nocivi in termini di energie radianti.
Infine, sotto il profilo economico, prima di affermare che il nucleare è conveniente occorre metterci dentro i costi del decommissioning dei 60 anni successivi allo spegnimento dell'impianto, che oggi ci sta costando un bell'1% della bolletta che tutti noi paghiamo e che lasceremmo in eredità ai nostri figli e nipoti.. Sono comunque riflessioni del tutto preliminari, che tuttavia fanno comprendere quanto poco se ne parla.
Colpa della politica, potrebbe dire qualcuno; secondo me, invece, è colpa in primo luogo di noi cittadini che si fanno infinocchiare, anche perché non dedicano sufficiente tempo e attenzione alle faccende che li riguardano.
Estote parati!


Non è sola informazione di parte (del resto quelli Westinghouse alleata/societaria Mitzubishi parlano malissimo degli EPR Areva) ma anche di altri comeGreenpeace .

Citazione:
modello, CANDU 6, instabile come quello di Cernobyl, ad alta emissione di trizio radioattivo e con standard di sicurezza insufficienti.


Va detto che il CANDU 6 è il più nuovo reattore Canadese di cui il Canada non vuole più farne sul suo suolo, ma già in Romania (l'articolo non lo dice ma è un Paese che conosco benissimo) hanno diversi problemi, e non si conosce il perchè, con la fornitura di corrente. Inoltre che è in zona vicino alla capitale ed è (ma stranamente è stata declassata) zona sismica! Ma è stata quasi imposta dai Areva(Francesi)/ENEL malgrado che ci siano voluti anni per la sola accensione in sicurezza e che si sospetta avevano dirottato, poi è avvenuto un nubifragio, i capitali UE per l'energia idroelettrica del Paese verso il nucleare.

Una centrale che doveva servire (secondo Ceausescu nel 1978-1981, anno costruzione dei 2 reattori) per vendere elettricità agli altri Paesi allora comunisti dato che in Romania esiste una miniera d'uranio e lo smaltimento delle scorie è convenientemente affidato (tuttora) alla Russia. Ma dopo la crisi economica che aveva fermato la costruzione avanzata il centro ricerche Canadese nucleare non esisteva quasi più (AECL), e si è dovuto completare il CANDU dai francesi sotto lo sguardo ENEL.

Per questo non tengo per il CANDU... Ma neanche per RUBBIATRON anche se conosco/ammiro Rubbia. E' stato lo stesso inventore dire che questa "4°generazione" potrebbe essere fattibile fra qualche secolo, tanto che abbandono il progetto e decise di lanciarsi nelle energie rinnovabili.

Ciao
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MessaggioInviato: 15 Mag 2011 23:10    Oggetto: Rispondi citando

A dire il vero, ma forse non si è capito, io non sono né per CANDU né per altre tecnologie che utilizzano il nucleare. Personalmente, da anni ho installato con soddisfazione solare termico e fotovoltaico, ho coibentato meglio la casa e ho sostituito la caldaia tradizionale con una a condensazione (oggi installerei una bella pompa di calore...), ottenendo una riduzione di consumi di oltre il 60% e producendo energia elettrica a buon prezzo. Poiché faccio anche compostaggio e tra orto e piante da frutta copro un buon 20% di fabbisogni di vegetali, e quasi sempre mi sposto in città con i mezzi pubblici, penso di poter affermare che uno stile di vita e scelte responsabili più appropriate verso la sostenibilità siano la migliore risposta ai problemi energetici, e non solo...
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toto200
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MessaggioInviato: 16 Mag 2011 14:07    Oggetto: Rispondi citando

VUV ha scritto:
Mi chiedo ... quale sia il bilancio energetico dell'operazione in termini di energia impiegata nella filiera, vale a dire: trasporto del cibo da cui si estrae solo una percentuale del peso; scarico e carico in/dal magazzino; estrazione vera e propria (chimica? fisica? a che temperatura?....), smaltimento dei materiali di risulta e trasporto del prodotto finito ai punti di distribuzione.

Oltre che un bilancio di tipo ragionieristico, potremmo provare a farne uno dove mettiamo dentro anche le ricadute sulla società. Cioè l'essere umano.

ESTREMIZZO: la situazione di Napoli. Napoli avrà certamente tutti i problemi che ha, alcuni sono anche drogati a bella posta, per cui la tiro in ballo non per discuterne nel merito, ma solo per sottolineare come la comparazione tra i totali risultati dalla somma di due insiemi di addendi (i bilanci energetici derivanti dal ragionamento di VUV, che spero non si offenda se faccio un appunto al suo discorso) non è detto individui sempre la soluzione da preferire per l'essere umano.

Semplifico al massimo per chi si fosse perso nei meandri del mio discorso. Supponiamo che i costi dati dalla somma delle attività elencate da VUV siano molto alti: potrebbe essere - dal punto di vista sociale - addirittura necessario sostenerli, se non altro perchè si libererebbero le strade di Napoli dall'immondizia.

P.S. ri-sottolineo: è solo un esempio per contestare il bilancio di VUV. Non la mia ricetta per la spazzatura napoletana Smile
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MessaggioInviato: 16 Mag 2011 15:49    Oggetto: Rispondi citando

Ed ecco apparire sulla scena l'aristocratico principe de Curtis benvenuto, che completa il discorso, da me avviato sul mero piano tecnico-economico, con l'essenziale dimensione antropologica di vivibilità dell'ambiente civile in cui la filiera di trattamento dei rifiuti alimentari si inserisce.
Ben venga! E allora possiamo introdurre appieno l'analisi costi/benefici e stabilire i prezzi-opportunità (c.dd.'ombra'), secondo un modello condiviso con gli stakeholder. Il che significa attivare modelli e tecnologie di partecipazione deliberativa e definire obiettivi di azione politico-amministrativa misurabili al di là del PIL. Magari fosse!
Peccato che in Italia, sotto un imperante tittytainement, manca il fattore decisivo: una cittadinanza capace di giocare all'impegnativo gioco della democrazia e un'informazione capace di conferire trasparenza...
Ovviamente, condivido la tua riflessione; diventa difficile tradurla in atti concreti, ma sarei ben disposto a contribuire ad un simile progetto, quale che sia il campo di intervento.
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MessaggioInviato: 16 Mag 2011 16:26    Oggetto: Rispondi citando

VUV ha scritto:
Ed ecco apparire sulla scena l'aristocratico principe
Embarassed

VUV ha scritto:
condivido la tua riflessione; diventa difficile tradurla in atti concreti
Devo essermi spiegato male. Riprovo. Gli atti concredi, derivanti dal mio ragionamento, sono molto terra terra: anche se il bilancio da te abbozzato dovesse dimostrare che la somma dell'energia relativa a
VUV ha scritto:
trasporto del cibo da cui si estrae solo una percentuale del peso; scarico e carico in/dal magazzino; estrazione vera e propria (chimica? fisica? a che temperatura?....), smaltimento dei materiali di risulta e trasporto del prodotto finito ai punti di distribuzione
rappresenta un costo elevato, l'immondizia la raccoglierei ugualmente. Anche se, ad esempio, mi costasse 98 unità di energia e ne ottenessi solo 2 Mr. Green
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MessaggioInviato: 17 Mag 2011 23:53    Oggetto: Rispondi citando

toto200 ha scritto:

VUV ha scritto:
condivido la tua riflessione; diventa difficile tradurla in atti concreti
Devo essermi spiegato male. Riprovo. Gli atti concreti, derivanti dal mio ragionamento, sono molto terra terra: anche se il bilancio da te abbozzato dovesse dimostrare che la somma dell'energia relativa a
VUV ha scritto:
trasporto del cibo da cui si estrae solo una percentuale del peso; scarico e carico in/dal magazzino; estrazione vera e propria (chimica? fisica? a che temperatura?....), smaltimento dei materiali di risulta e trasporto del prodotto finito ai punti di distribuzione
rappresenta un costo elevato, l'immondizia la raccoglierei ugualmente. Anche se, ad esempio, mi costasse 98 unità di energia e ne ottenessi solo 2 Mr. Green


Un ritorno economico come occupazione è sensato.

Per quanto riguarda il pattume di Napoli io sono convinto che sia solo per colpa della CAMORRA.

Non dobbiamo dimenticarci che la stessa identica cosa è accaduta nella MILANO e altre città del NORD negli anni (80') passati!!!

Come (chi non ci crede legga i giornali dell'epoca) è stata risolta, specie nella mia Milano? Semplice :

1) I giudici/magistrati/polizia hanno schiaffato in galera gli esponenti malavitosi (nella Milano d'allora era l' ndrangheta) che gestivano il pattume dalla raccolta alle discariche (vedi es.: Bollate) abusive.

2) Hanno trasferito il pattume nel SUD Italia ben circa i 90% !!!

3) Hanno dato via all'inceneritore che però è stato pronto anni dopo.

4) Sono comparse da subito le CAMPANE in tutta la città: Gialle il vetro e verdi la carta e (per poco) quelle grigie dei metalli. Con multe dei (polizia urbana milanese) "ghisa", tanto che alcuni milanesi avevano paura nel buttare i rifiuti!

5) Non è intervenuta nessuna forza militare (salvo occasionalmente), MA hanno raddoppiato i netturbini (e mezzi) tanto che per anni avevano bloccato le assunzioni.

6) I comuni coinvolti stilarono con la regioni piani particolareggiati e norme sotto il controllo dei magistrati d'allora.

7) Nessun rifiuto è andato direttamente all'estero. Ma grazie ad incentivazioni di Stato d'allora nacque allora il riciclaggio dei rifiuti nel Nord. I privati riciclatori o potevano raccogliere i rifiuti per le loro industrie direttamente o farsele vendere e i comuni erano obbligati alla vendita.

Siamo l'unico Paese forte europeo (esempio come la Germania che è veramente federale o la Francia) che non possiede una norma di Stato sull'obbligo del riciclo dei rifiuti da parte di tutti i comuni/contee della nazione. UCCI, ucci sento odor di mafiucci.... Nel non volere questa legge di Stato in Italia.

Non per niente nelle odierne elezioni di Napoli hanno votato la lista "di Pietro" per eliminare la delinquenza che sporca (anche fisicamente con l'immondizia) Napoli.

Ciao
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VUV
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MessaggioInviato: 18 Mag 2011 01:13    Oggetto: Rispondi

Caro mda, condivido molte delle tue considerazioni, e aggiungo solo che la 'colpa' è sempre dei cittadini che si girano dall'altra parte quando vedono qualcosa che non va.
La reazione di Milano all'epoca risolse la situazione in loco, ma come sappiamo spostando in altre zone il problema. Partecipazione, trasparenza e responsabilità: ecco la ricetta veramente efficace che però richiede l'attivazione di processi diffusi autenticamente democratici; e non mi pare che ci siamo ancora arrivati...
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