zeross Amministratore


Registrato: 19/11/08 12:04 Messaggi: 9087 Residenza: Atlantica
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Inviato: 17 Mag 2026 16:02 Oggetto: |
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Sotto un certo punto di vista è una roba positiva, e lo dico pur essendo persona che ricorda il monopolio SIP, e la gestione statale delle telecomunicazioni tra Poste e Telegrafi ( come si chiamava una volta Poste Italiane), STET ( Società Telefoni e Telecomunicazioni), ASST ( Azienda di Stato per i Servizi Telefonici), SIPTel ( Società Idroelettrica Piemontese Telefonia), italcable e Telespazio, ma proprio per questo riguardando alle mie spalle ciò che era, e osservando adesso ciò che è diventato, non posso che trarre la conclusione che il processo di privatizzazione fatto dall'emerito democristiano Romano Prodi, sia stato un clamoroso, insulso e dispendioso fallimento, che ha solo portato danni al sistema Italia.
Quindi anche se con un ritardo enorme, e spendendo in valori nominali la medesima cifra incassata nel 1997, ma in realtà pagando di meno rispetto ad allora per via dell'inflazione, si è rifatto la strada al contrario, riportando una risorsa strategica sotto controllo pubblico.
Nota per coloro che non capendo nulla, si mettono ad abbaiare alla luna, sostenendo che il pubblico e sbagliato a prescindere, dato che in questo caso, l'unica cosa sbagliata e la loro opinione, visto che la persona intelligente si rende subito conto che esistono due tipi di beni, quelli che hanno una importanza strategica per un paese, ad esempio ferrovie, aeroporti, strade, acqua, energia, comunicazioni, credito, difesa, porti e approvvigionamenti, che debbono rimanere sotto controllo pubblico, magari non sotto proprietà, dipende dai casi, ma assolutamente non sotto controllo estero, ed altri tipi di beni la cui rilevanza strategica risulta minore e quindi si può procedere a privatizzazioni.
Per essere più chiari, privatizzare l'alfa Romeo, la Cirio-Bertoli-DeRica, Motta e Alemagna, non era un problema, privatizzare Società Autostrade e Telecom Italia è stata una cazzata!
Quindi far tornare sotto controllo pubblico il settore delle telecomunicazioni incorporando TIM in Poste, risulta essere una operazione indispensabile, e già molto in ritardo. |
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