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Consigli per giovani scrittori
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Silent Runner
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MessaggioInviato: 29 Ott 2007 16:00    Oggetto: Consigli per giovani scrittori Rispondi citando

Consigli per giovani scrittori:
In collaborazione con la vostra creatività in onore del nome che il Caffé dell'Olimpo porta ed evoca, apriamo questo Thread di consigli per giovani scrittori. Potrete postare qui i vostri racconti e riceverete in tempi ragionevoli i consigli critici di Gavilan, la nostra esperta in pectore.

Dal momento che questo spazio è dedicato alla creatività dei singoli utenti con velleità narrative si prega di non infestare con commenti OT, benché altamente creativi.


Grazie.
n.b.
Per giovani scrittori si intende chi ha iniziato a scrivere e vuole confrontarsi con noi, l'età anagrafica non conta.

Inserisco un indice analitico che Gavilan ha preparato per migliorare la ricerca all'interno della discussione.

Citazione:

Indice analitico del thread

A
Accenti


B


C
Case editrici:
Come presentarsi alle case editrici e un piccolo elenco di piccole case


Come farsi strada nella jungla editoriale
- leggere molto e confrontarsi
- perché fare concorsi
- elenco concorsi per racconti e romanzi (prima parte)
- elenco concorsi per racconti e romanzi (seconda parte)
- elenco concorsi misti (racconto, teatro, poesia e altro)
- altri due interessanti concorsi per racconti e poesie
- elenco concorsi di poesia


D
D eufonica:
- regola semplificata
- articolo di Franco Forte: una voce autorevole
- Ulteriore precisazione
- D eufonica o cacofonica?


E


F
Forme, più o meno lecite, per dire "Datti da fare e ci farai poi sapere come sarà andata"


G


H


I
incipit


L
Leggere: cosa? E in che modo? (Non si tratta di un errore: è nello stesso post dell'incipit)


M


N


O
Opera (racconto o romanzo) lunga: come affrontarne la stesura


P
"Piuttosto": uso e significati del termine


Plurale delle parole straniere:
- regola generale
- approfondimento


Prefazione, postfazione, prologo e incipit


Punteggiatura


Q
"qual è": ecco l'esatta grafia


R
Regola del P.O.R.C.O. (by Dasio)


S
Scelta della persona narrativa


Sinossi


T


U


V
Virgole:
- quando c'è bisogno di prender fiato...
- virgola e proposizioni


Z


L'ultima modifica di Silent Runner il 15 Ott 2008 09:16, modificato 1 volta
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Gavilan
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MessaggioInviato: 29 Ott 2007 16:04    Oggetto: Rispondi citando

Eccomi qui. Innanzitutto vorrei ringraziare Silent che mi ha invitato a prendermi cura di questo thread? e mi auguro che venga spesso a trovarci anche con i suoi consigli. Wink

Io scrivo da una vita, principalmente racconti, con tutti gli alti e bassi che si possono avere anche nelle attività che più ci piacciono, dovuti a vari motivi (età, voglia, tempo, alternanza di interessi, ricerca della propria strada?).
Da qualche anno ho ripreso a scrivere con maggior enfasi e, parallelamente alla passione rinata, si sono affacciati il desiderio/necessità di confronto con altri scrittori più o meno ?in erba?, e un impegno nello studio personale che mi ha portata a passare da semplice ?allieva? di chi ne sapeva più di me a ?consigliere? per chi sente il bisogno di una verifica dei propri scritti.
Una sorta di vocazione che mi proibisce di tenere per me quello che imparo, ma anzi mi spinge a trasmettere agli aspiranti scrittori ciò che so, sperando di aiutarli a migliorare la propria tecnica e dispensando consigli sui vari aspetti e fasi della stesura di uno scritto.
Quelle che applico, quando critico un racconto altrui, sono regole imparate nel corso del tempo, attraverso la lettura/studio di alcune guide del settore, la ricerca sul web e il confronto con gli altri. Mentre alcune regole sono insindacabili, altre più ?libere? vengono inevitabilmente filtrate dal mio gusto personale o dal mio modo di vedere le cose, per cui sentitevi liberi di esprimere i vostri dubbi a riguardo e insieme vedremo di capire dove sta ?il giusto?. Se ci saranno commenti non chiari o non condivisi dall?autore, sarà per me un piacere riparlarne.

Allora? buona scrittura!

Gavilan Very Happy
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Benny
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MessaggioInviato: 29 Ott 2007 20:14    Oggetto: Rispondi citando

Bene, sono io il primo.
A dire il vero avevo già chiesto consiglio a Gavilan per il racconto che seguirà. Voi lo avete già letto al caffé, ma lo riporto per non tenere privato lo scambio di battute che Gavy e io abbiamo avuto via e-mail.

Per non appesantire il topic con delle ripetizioni, riporto solo il link al racconto:
http://forum.zeusnews.com/viewtopic.php?t=22971

Se Silent ritiene sia meglio riportare tutto, si edita, ma per ora preferisco non copiaincollare.

Ora la palla passa a Gavilan che, vi assicuro, non va certo per il sottile! Wink
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niklair
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MessaggioInviato: 29 Ott 2007 20:50    Oggetto: Rispondi citando

Domandina a Gavi .... ma deve essere completo il racconto?
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Gavilan
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MessaggioInviato: 29 Ott 2007 22:08    Oggetto: La D eufonica Rispondi citando

Benny ha scritto:
Ora la palla passa a Gavilan che, vi assicuro, non va certo per il sottile! Wink


Ciao Benny! Very Happy
Effettivamente lo scambio di pareri via email che abbiamo avuto è stato piuttosto consistente, dunque lo suddividerò in più di un post per non appesantire la lettura e per focalizzare l'attenzione su un argomento alla volta. Comincerò da un argomento che Silent sa essermi caro. Wink


Innanzitutto devo dire che lo stile mi piace: è scorrevole, vivace e coinvolgente. Ho trovato molto simpatica l?idea del dialogo con le tue parti del corpo!


Attento all?uso della D eufonica: si usa solamente quando la parola che segue la congiunzione inizia con la stessa vocale.

Purtroppo a scuola, per motivi storico/culturali, a tutti noi hanno insegnato questa regola in modo errato. Ma ti assicuro che certi editor, se incontrano delle D eufoniche sbagliate, buttano direttamente il dattiloscritto dell?esordiente nel cestino!
E già trovare un editor che legge i racconti inviati dagli aspiranti scrittori è cosa rara? Rolling Eyes
Ti faccio qualche esempio per capirci:
Giuste: ad alcuni, ed ecco, od ovunque, ecc
Sbagliate: ad esempio (corretto: a esempio), ed ora (corretto: e ora), ed io (corretto: e io), ecc
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MessaggioInviato: 29 Ott 2007 22:14    Oggetto: Rispondi citando

niklair ha scritto:
Domandina a Gavi .... ma deve essere completo il racconto?


Non è necessario, puoi anche postare solo uno stralcio del tuo racconto (o anche di un tuo romanzo!) se, come penso, hai una domanda specifica da pormi.

Potete anche farmi domande generiche, se preferite. Per esempio: "Come comincio a scrivere un racconto?".

Allora... ti aspetto, Niklair. Ciao
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MessaggioInviato: 29 Ott 2007 22:15    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Sbagliate: ad esempio (corretto: a esempio), ed ora (corretto: e ora), ed io (corretto: e io), ecc

grazie anche da parte mia gavy Very Happy
ho sempre scritto ed io, ed ora, ad esempio.
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MessaggioInviato: 29 Ott 2007 22:29    Oggetto: Rispondi citando

Ma prego! Very Happy
Questa è una regola che sorprende molti, proprio perché a scuola ci insegnano tutt'altro, tenendo fede a un metodo di insegnamento antico e, direi anche un po' barocco...
Purtroppo, essendo pressoché scomparsi i correttori di bozze, anche i giornali sono pieni di D eufoniche sbagliate! Confused
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MessaggioInviato: 29 Ott 2007 23:40    Oggetto: Re: La D eufonica Rispondi citando

Gavilan ha scritto:
Attento all?uso della D eufonica: si usa solamente quando la parola che segue la congiunzione inizia con la stessa vocale.


sono millenni che cerco di insegnarlo a chi scrive gli articoli del sito, ma non tutti hanno orecchie per intendere Smile
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MessaggioInviato: 29 Ott 2007 23:47    Oggetto: Re: La D eufonica Rispondi citando

zeussino ha scritto:
Gavilan ha scritto:
Attento all?uso della D eufonica: si usa solamente quando la parola che segue la congiunzione inizia con la stessa vocale.


sono millenni che cerco di insegnarlo a chi scrive gli articoli del sito, ma non tutti hanno orecchie per intendere Smile


Applause Applause Applause

E tu insisti! Very Happy
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MessaggioInviato: 30 Ott 2007 08:32    Oggetto: Rispondi citando

.... beh, diciamo che in questo caso la perdita di Pinco è stata un dramma ...
(lo pneumatico, gli pneumatici; solo adesso comincio a vederlo su qualche giornale) Crying or Very sad
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MessaggioInviato: 30 Ott 2007 22:01    Oggetto: Punteggiatura e forma negativa Rispondi citando

Torniamo al racconto di Benny.

L?uso della punteggiatura è molto personale, l?unica ?regola? da seguire è inserire una virgola quando si sente il bisogno di prendere fiato.
Quindi il consiglio in generale è di rileggere ad alta voce il proprio racconto per rendersi conto ?fisicamente? di dove vanno messe le virgole, o i punti, a seconda dei casi.
Io personalmente non uso quasi mai il punto e virgola, mi sembra "bruttino"... simile, se vogliamo, a quando si saluta con un "salve" perché non sappiamo se dire "ciao" o "buongiorno". Rolling Eyes
Quando ho bisogno di una pausa più lunga metto un bel punto e ricomincio con la lettera maiuscola.
Comunque, Benny, mi sembra che tu non abbia usato dei "punto e virgola", e poi è questione di ?gusti?.


Usi spesso la forma negativa delle frasi. Non è sbagliato ma, quando si può, è meglio usare la forma positiva, più piacevole da leggere.
Un esempio tratto dal tuo racconto:
?Mi godo l?aria non troppo fredda del mattino?.
Meglio: ?Mi godo l?aria fresca del mattino?, il significato è lo stesso ma a mio avviso suona meglio.
Un caso in cui invece, per evitare ripetizioni, puoi lasciare alcune forme negative, è questo:
?Non trovo particolari difficoltà, il sentiero non è troppo ripido né presenta asperità degne di nota. Si sale, non senza fatica ma si sale.?
Potresti giocare un po? con le forme positive, negative e i sinonimi, per ottenere un risultato migliore.
Per esempio: ?Non trovo particolari difficoltà, il sentiero è poco ripido e non presenta asperità degne di nota. Si sale, con un po? di fatica ma si sale.?
Ovviamente, le alternative alla frase che ti ho suggerito sono molteplici. Wink
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MessaggioInviato: 31 Ott 2007 19:52    Oggetto: Re: Punteggiatura e forma negativa Rispondi citando

Gavilan ha scritto:
Attento all?uso della D eufonica: si usa solamente quando la parola che segue la congiunzione inizia con la stessa vocale.

In effetti. Solitamente la utilizzo come mi è stato insegnato, ma più che altro seguo il suono più che lo scritto? mi piace come suonano ed ora, ed io ecc?

Gavilan ha scritto:
L?uso della punteggiatura è molto personale, l?unica ?regola? da seguire è inserire una virgola quando si sente il bisogno di prendere fiato

Utilizzo la punteggiatura proprio in questo senso, per prendere delle pause, ma spesso anche per l'inserimento di incisi o commenti. A volte la utilizzo per introdurre delle pause obbigate, per dare risalto a quanto ho scritto precedentemente. Una pausa, specie un punto, possono dare modo di ragionare su quanto appena letto (è l'equivalente delle pause nel parlato, danno tempo di riflettere).

Gavilan ha scritto:
Usi spesso la forma negativa delle frasi. Non è sbagliato ma, quando si può, è meglio usare la forma positiva, più piacevole da leggere.

Forza dell?abitudine. O sono negativo di natura, non saprei?
In pratica non ci faccio caso e mi vengono quasi naturali.

Attendo altri commenti!
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MessaggioInviato: 01 Nov 2007 16:11    Oggetto: Suggerimento Rispondi citando

Credo che una spuntatina ai capelli della negatività come ha suggerito Gavilan sia un ottimo consiglio: molto più che la grammatica poté lo stile.

Spesso scriviamo pensando alle parole come se dovessimo pronunciarle a voce alta parlando ad un conoscente con il quale il codice linguistico è condiviso. Non sempre tutto questo sortisce un effetto gradevole alla lettura e altrettanto non aiuta il lettore a dimenticare se stesso ed il suo piano di realtà per entrare profondamente nella narrazione.

Uno stile troppo discorsivo è agevole per chi scrive ma può creare difficoltà a chi legge: un po' come cercare di entrare in autobus con una tavola da surf tenuta in orizzontale. La porta dell'autobus narrativo deve essere infinita.
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MessaggioInviato: 01 Nov 2007 23:43    Oggetto: Rispondi citando

Come dice Silent, molto meglio lasciare le forme negative al linguaggio parlato!
Ricordiamoci però di tornare a utilizzare un registro colloquiale nel caso volessimo trascrivere, all'interno del nostro racconto, un dialogo in forma diretta. Wink


Benny ha scritto:
Gavilan ha scritto:
Attento all?uso della D eufonica: si usa solamente quando la parola che segue la congiunzione inizia con la stessa vocale.

In effetti. Solitamente la utilizzo come mi è stato insegnato, ma più che altro seguo il suono più che lo scritto? mi piace come suonano ed ora, ed io ecc?

Sono in molti a utilizzare le D eufoniche "a orecchio".
E' importante però aver ben chiaro il proprio obiettivo. Mi spiego:
se io scrivo un racconto esclusivamente per il mio piacere o per quello degli amici, senza alcuna pretesa, rispettare o meno la regola della D eufonica può diventare una scelta soggettiva.
Ma se invece lo scrivo con la speranza - prima o poi - di pubblicare qualcosa o di partecipare a un concorso, allora è necessario rispettare la regola.
Ti ripeto che molti editor cestinano gli scritti degli esordienti che sbagliano le D eufoniche senza nemmeno prestare attenzione alla storia o allo stile dello scrittore.
Un buon racconto con le D eufoniche sbagliate rischia di finire comunque nel cestino della spazzatura. Crying or Very sad
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MessaggioInviato: 02 Nov 2007 00:08    Oggetto: Rispondi citando

Gavilan ha scritto:
Un buon racconto con le D eufoniche sbagliate rischia di finire comunque nel cestino della spazzatura. Crying or Very sad

E si farebbero scappare il Poe dei giorni nostri per non prendersi la briga di spiegare una regola che anche mia nipote (2 anni tra tre giorni) capirebbe?
Mi pare una pessima politica...
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MessaggioInviato: 02 Nov 2007 10:03    Oggetto: Rispondi citando

Sì è una pessima politica ma al gufo che gliene frega?
Il gufo sa volare anche se non ha mai letto un manuale di volo e non ha mai chiesto ad altri il permesso di volare ne' ha preso un brevetto.

Il Mondo degli uomini? Ah, quello è andato avanti per approssimazione, per sprechi incredibili, per assoluta immeritocrazia.
Ma questa è un'altra faccenda.
Se dobbiamo porci così di fronte alla vita è meglio mettersi in testa un cappellino a elica e percorrere contromano la Salerno Reggio-Calabria in skateboard aspettando il TIR che risolverà il dilemma nostro esistenziale con un lampo di luce che più non si spegne.

Caro Benny, salterei a piè pari queste considerazioni e continuerei a scrivere come se il mondo dell'editoria non si aspettasse te come scrittore.
Scrivere è un atto misericordioso che compiamo verso noi stessi: imparare a farlo al meglio vuoi dire imparare a sgrossare le imperfezioni che abbiamo accumulato, a togliere come faceva Michelangelo, il buon vecchio Buonarroti, togliendo il marmo in eccesso, lasciando solo la scultura che già era "dentro" al blocco di marmo.

Non dimentichiamo mai di essere cresciuti all'interno di un contesto culturale che ci ha dato molto più della lingua che usiamo. Senza la lingua non sapremmo esprimerci ma la lingua è anche una sovrastruttura grezza e ingombrante. Per fare un pane fragrante non devi usare tutto il sacco di farina, dal sacco devi togliere quel che serve.

Imparare a scrivere egregiamente consente poi di esprimersi con sicurezza e proprietà indipendentemente dagli editori che leggeranno i tuoi scritti.
Un anatema classico del giovane scrittore dovrebbe esserre "Fanculo agli editori". Scrivere è un atto di assoluta intimità, non ci si può accompagnare alla propria amante pensando a cosa diranno i vicini di casa vedendovi entrare in casa sua.
Non si può iniziare la vita pensando a quando si morirà.
Fanculo agli editori!
Scrivi, gioca e soprattutto leggi. Leggi tutto quello che trovi: anche i vocabolari sono libri meravigliosi, la "biblioteca di Babele" di borgesiana memoria.
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MessaggioInviato: 02 Nov 2007 20:35    Oggetto: Rispondi citando

Silent ha scritto:
Scrivere è un atto misericordioso che compiamo verso noi stessi: imparare a farlo al meglio vuoi dire imparare a sgrossare le imperfezioni che abbiamo accumulato, a togliere come faceva Michelangelo, il buon vecchio Buonarroti, togliendo il marmo in eccesso, lasciando solo la scultura che già era "dentro" al blocco di marmo


Innanzitutto complimenti per il 3D. Molto interessante. Cito Silent perchè quello che ha detto mi ha colpita vivendo da ormai due anni una bellissima esperienza di scrittura riflessiva con un gruppo di colleghi. Si scrive un "diario terapeutico" sui casi e in seguito lo si condivide. Il confronto non è finalizzato necessariamnete a trovare soluzioni ma consideriamo lo scrivere stesso un processo simile a quel togliere il marmo in eccesso di cui Silent parla. E il marmo in eccesso sono spesso le sovrastrutture che ci impediscono di vedere la persona oltre la malattia.

Inotre a volte amo poporre ai pazienti una "scrittura parallela"..io scrivo come vivo l'esperienza terapeutica e loro anche.. E' bellissimo scoprire quanta ricchezza c'è in ognuno di noi.. E la scrittura è un veicolo potente.

La chiamiamo "scrittura terapeutica" perchè in qualche modo ci "cura" dall'ansia di sbagliare e di non usare codici troppo poco scientifici. In un epoca in cui tutto, e la medicina in primis, si basa sull' evidenza scientifica, ciò ha significasto per noi compiere un passo importante verso il recupero di quella "saggezza pratica" di cui siamo depositari.
C'è voluto un anno per capire cosa ci frenava dallo scrivere. Abbiamo dovuto metterci a tavolino e mettere a nudo i nostri timori (gli editor per chi vuole pubblicare, il giudizio dei colleghi nel nostro caso).
E alla fine l'esito della riflessione e quello che poi ci ha portati a scrivere è stato: si scrive soprattutto per se stessi, per "riflettere su di sè" e scoprire nuove verità. Farsi comprendere è fondamentale. Ma la spinta primaria è autoriflessiva.
E per me è stato ed è sempre liberatorio.

mi scusino i cultori della d eufonica ma degli editor me ne fo un baffo Wink
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MessaggioInviato: 02 Nov 2007 21:04    Oggetto: Rispondi citando

Benny ha scritto:
E si farebbero scappare il Poe dei giorni nostri per non prendersi la briga di spiegare una regola che anche mia nipote (2 anni tra tre giorni) capirebbe?
Mi pare una pessima politica...

Già, una pessima politica per noi... ma per loro significa risparmio di tempo e soldi.
Forse non hai idea di quanti scritti arrivino sulla scrivania di un editor ogni giorno, e questo è un modo come un altro per effettuare una prima scrematura. Anche volendo, non avrebbero nemmeno il tempo di leggere tutto di tutti.
Se poi contiamo anche che ci sono i raccomandati e quelli che, pur non scrivendo benissimo, vendono perchè sono personaggi mediatici... fai un po' tu quel che può succedere in una casa editrice, soprattutto in quelle grandi.

Quoto pienamente Silent, anche nel prezioso consiglio di leggere molto e di tutto.
Il principale motivo per cui si deve scrivere è perché per noi rappresenta un piacere, un modo per esprimerci, per conoscere noi stessi... e tutto quel che vuoi.
Ma allo stesso tempo mi sembra giusto - da parte mia - affrontare anche la questione "pubblicazione", perché sono molti in Italia a scrivere e desiderare di pubblicare, ed essendo già di per sé difficile farsi notare da una casa editrice quando si presenta un proprio scritto, almeno facciamolo come si deve e avremo qualche possibilità in più.
Per questo dico che è necessario aver chiaro il proprio obiettivo.
Ma attenzione: con ciò non intendo dire che mentre stiamo scrivendo un racconto dobbiamo pensare "questo lo scrivo per pubblicarlo"! Ne verrebbe fuori facilmente qualcosa di artefatto, innaturale, tutta tecnica e poco "cuore".
Il mio consiglio - e qui mi accodo ancora a Silent - è di scrivere per puro piacere, perché è una cosa che sentiamo di voler/dover fare. Se poi decidiamo di tentare la strada della pubblicazione (o del concorso), in una seconda (terza, quarta...) rilettura del nostro scritto apporteremo le modifiche necessarie.
Spero di esser stata chiara, altrimenti sono qui per ulteriori chiarimenti. Wink



Proserpina ha scritto:
mi scusino i cultori della d eufonica ma degli editor me ne fo un baffo

Be' ma guarda che l'hai usata nel modo corretto! Wink
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MessaggioInviato: 02 Nov 2007 21:14    Oggetto: Rispondi

Gavilan ha scritto:
Be' ma guarda che l'hai usata nel modo corretto!



Grazie...veramente senza ironia.... adesso mi è chiara le regola Wink

(sono un po' duretta eh... Confuso )
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